Liverpool, rivoluzione dietro l’angolo?

Sorprese in vista. Il Barcellona rischia e il Liverpool è già quasi certo dell’eliminazione. 

Benitez: solo un miracolo può salvarloNon concedere quasi nulla al Lione padrone di casa e creare quattro nitide palle gol con Torres, Voronin, Lucas e Kuyt, per poi vederle sfumare rispettivamente per due errori dei propri attaccanti e due grandi interventi del portiere avversario demoralizzerebbe chiunque. Soprattutto una squadra in crisi di fiducia e risultati come il Liverpool degli ultimi tempi. Ma i reds hanno costruito la propria leggenda sui miracoli in campo europeo nelle partite dentro-o-fuori. E a queste imprese Benitez deve la sua permanenza in panchina ma adesso anche i sostenitori cominciano a scaricarlo: colpevole di aver speso i soldi di Xabi Alonso per un giocatore rotto come Aquilani e di insistere con giocatori mediocri (Ngog) o privi di personalità (Riera). Ma le ombre di Mourinho, Hiddink e Dalglish venivano messe da parte all’83′ grazie al fantastico missile di Ryan Babel, cui Benitez preferisce chiunque e inserito a disperazione al posto del solito inconsistente Voronin. Un supergol che si inserisce alla perfezione in una tradizione fatta di classe e coraggio. Solo una conlusione perfetta e imprevedibile poteva superare in questa serata di grazia Lloris, nettamente il migliore in campo. E Babel ha tirato fuori un gol da cineteca: collo pieno da circa trenta metri sotto l’incrocio dei pali. Splendido. Il giovane olandese così, in un colpo solo, ha rilanciato se stesso, le chances di qualificazione dei reds e nascosto le lacune che limitano il Liverpool in questo periodo. Per l’occasione Benitez aveva modificato schemi e ruoli: al posto del solito 4-2-3-1 un inedito 4-4-2 che garantiva massima copertura con Lucas e Mascherano centrali di centrocampo ma nessuna inventiva; Kuyt e Benayoun larghi sulle fasce, con Torres in avanti assieme a Voronin, nella vana speranza di vedere finalmente il giocatore che in Bundesliga faceva sfracelli con la maglia dell’Hertha; in difesa, affianco ai confermati Agger e Insua (in crescita) sul centrosinistra, Carragher a destra e Kyrgiakos al centro. E proprio il gigante greco, pochi attimi prima del gol di Babel, creava per i padroni di casa l’unica palla gol della gara, con un molle retropassaggio di testa intercettato da Lisandro e salvato da Reina. E per chi al 90′ già celebrava ammirato le sette vite di questo Liverpool che risorge-sempre-senza-mai-morire arrivava la doccia fredda dell’1-1 di Lisandro Lopez, abile a controllare (con spalla e forse braccio) una palla vagante al limite dell’area e piazzarla alle spalle di Reina. Inglesi quasi fuori e francesi quasi agli ottavi. Per la squadra di Puel la prossima sfida al Franchi contro la Fiorentina potrebbe dare la qualificazione a entrambe. I viola infatti seguono nel girone E a quota nove, dopo aver seppellito con un netto 5-2 (a segno cinque giocatori diversi per Prandelli) le timide speranze del Debrecen di conquistare il primo punto o di salvare almeno la faccia a Firenze. Operazione riuscita solo al talentino ungherese Rudolf che al 38′ ha bissato il bellissimo gol dell’andata con un’altra segnatura da campione. La campagna europea, quasi al capolinea, è servita soprattutto a lui.

Il girone F si conferma quello più equilibrato. Sino a quattro minuti dalla fine la classifica vedeva la Dynamo Kiev prima con sette e l’Inter ultima con tre punti, due in meno di Barcellona e Rubin Kazan che avevano pareggiato 0-0 nell’anticipo in Russia, dominato ma non concretizzato dai campioni d’Europa. Ma dopo il vantaggio dei padroni di casa grazie a Shevchenko al 21′, i nerazzurri iniziavano l’operazione rimonta che produceva risultati solo sul finire della gara, con la collaborazione di Bogush e della difesa ucraina. E così i gol di Milito all’86′ e Sneijder all’89′ ribaltavano risultato e gerarchie: Inter prima con sei punti, Dynamo ultima con quattro.

Il Siviglia concede il primo pari della sua storia in Champions League (finora sei vittorie su sei al Sánchez Pizjuán) e perde l’occasione di proseguire a punteggio pieno nel girone G. Ma lo Stoccarda, in svantaggio dal 14′ dopo il gol di Jesus Navas, ha meritato il pareggio firmato al 79′ dall’ex viola Kuzmanovic con un gran tiro dai venti metri. Decisiva l’intuizione del tecnico Markus Babbel che nella ripresa ha inserito la coppia Rudy e Celozzi (21enne tedesco di evidenti origini italiane) e Rudy al posto di Boulahrouz e Hilbert per sfruttare i varchi nella fascia sinistra dei padroni di casa. Mossa che non ha messo in crisi gli avversari ma ha avuto il merito di dare impulso alla manovra tedesca. Il gol di McCulloch al 79′ aveva illuso i Rangers di poter riscrivere il proprio destino in questa edizione della Champions league, segnato da due sconfitte e un pari. La vittoria in Romania avrebbe significato secondo posto e concrete possibilità di qualificazione. Incredibile, per quel che hanno offerto di ragazzi di Smith finora. Così incredibile che non ci credono nemmeno loro e puntuale arriva il pari per l’Unirea all’88′ con Onofraş e classifica, dopo i due pareggi di giornata, immutata con il Siviglia primo a quota 10, Unirea a 5, Stoccarda a 3 e Rangers a 2.

L’Arsenal rispetta il pronostico e spazza via l’AZ Alkmaar con un perentorio 4-1 e soprattutto tanto spettacolo. I ragazzi di Wenger divertono e si divertono: Arshavin ancora non gode della stampa che magnifica Messi o Cristiano Ronaldo, ma questo ragazzo non ha nulla da invidiare a nessuno. Geniale e concreto: un mix raro, tipico dei fuoriclasse. Contro gli olandesi non ha lasciato traccia nel tabellino ma le sue giocate e i suoi assist rappresentano la differenza tra l’Arsenal bello ma innocuo degli ultimi anni e quello di quest’anno. All’Emirates i gunners non solo mostrano un gran calcio ma anche una determinazione che prima mancava. Grazie anche alle nuove posizioni studiate da Wenger per Van Persie (punta centrale) e Fabregas (non più mediano ma mezzapunta) la squadra ha acquistato una nuova dimensione che potrà regalare sorprese e soddisfazioni in campo nazionale e continentale. Lo Standard Liegi per una volta raccoglie quel che semina e conquista tre punti che gli permettono di scavalcare l’AZ e sperare di scavalcare l’Olimpiacos battuto 2-0 grazie ai gol di Mbokani al 31′ e Jovanović all’88′ ma decisamente penalizzato dall’infortunio di Galletti nella prima frazione. ECL
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