Ramon Tribulietx (Auckland City)

Preceduta dallo scandalo che ha colpito i vertici della Oceania Football Confederation, parte l’Oceania Champions League 2010-11.

La decisione del comitato etico della Fifa di sospendere in via cautelare il presidente della Ofc Reynald Temarii e il segretario generale della Tonga Football Association Ahongalu Fusimalohi, arriva dopo l’inchiesta del Sunday Times che ha rivelato i giochi di potere e corruzione che hanno coinvolto i dirigenti della più piccola Confederazione mondiale (appena 11 Paesi affiliati), nella compravendita dei voti per l’assegnazione della Coppa del Mondo 2018. Una pagina imbarazzante per l’Oceania, che le otto squadre impegnate nel massimo torneo continentale proveranno a mettere in secondo piano.

Si parte con l’Hekari nelle vesti inedite di campione uscente e delle due formazioni neozelandesi del Waitakere United e Auckland City nei panni di inseguitrici.Tandem in panchina: Aaron McFarland e Ramon Tribulietx Ruoli inediti per le due squadre più forti di una competizione ridotta spesso al rango di derby nazionale. Prevedibilità smentita dalla recente affermazione dell’Hekari, che ha aumentato l’entusiamo per il torneo anche nelle altre isole del Pacifico. E anche al di fuori dell’esmisfero australe, l’interesse per questa competizione – iniziato con l’istituzione del Mondiale per club – è in crescita, soprattutto dopo le recenti imprese del calcio neozelandese a livello internazionale. La Nuova Zelanda è stata l’unica nazionale a chiudere imbattuta la Coppa del Mondo in Sud Africa. Un exploit che ha seguito le due vittorie ottenute dall’Auckland City sui padroni di casa dell’Al Ahli e sui campioni d’Africa del Mazembe nel Mondiale per club 2009. Belle ma effimere rivincite per i calciatori neozelandesi, da sempre costretti a vivere nel cono d’ombra del rugby e degli All Blacks. Un rapporto di forze così squilibrato che non sembra destinato a cambiare a in breve tempo. E se così sarà difficilmente quei risultati saranno il trampolino di lancio verso maggiori successi: rischiano piuttosto di restare imprese memorabili e irripetibili. Nell’Auckland City, che ambisce a conquistare l’O-League per la terza volta sopravvanzando così i rivali del Waitakere, qualcosa è cambiato. In panchina il tecnico Paul Posa ha lasciato il posto alla coppia formata da  Aaron McFarland e Ramon Tribulietx, e proprio quest’ultimo ci presenta l’Oceania Champions League 2010-11. �

LECHAMPIONS.IT: La prossima O-League ritornerà ad essere una gara due tra Auckland e Waitakere?

Ramon Tribulietx: No, assolutamente. Innanzitutto questo è un torneo a otto squadre e noi dobiamo rispettarle tutte. Secondo, la scorsa stagione il titolo è andato all’Hekari United. Le “isolane” stanno riducendo il gap sempre più e sono certo che quest’anno avremo un torneo molto equilibrato. 

LC: Quante possibilità hanno i campioni d’Oceania dell’Hekari di vincere almeno una partita nel Mondiale per club 2010?
RT: Il torneo ad Abu Dhabi è un salto molto grande per qualunque squadra oceanica. So che loro hanno cercato di rafforzare la squadra il più possibile in modo da poter essere competitivi. Il che è uno sforzo considerevole per un club di quel calibro e, ovviamente, nel calcio tutto può accadere. Ma penso che dopo le nostre vittorie lo scorso anno, la rappresentante di casa arriverà ben preparata a questa sfida e non la prenderà certamente sottogamba, perciò per l’Hekari sarà molto dura.

LC: Il successo dell’Hekari nell’ultima O-League ha sorpreso tutti, a cominciare dagli interessati. Quale potrebbe essere la squadra rivelazione quest’anno?
RT: Come ho già detto, anche le altre rappresentanti stanno migliorando il loro livello di gioco e la competizione è maggiore ogni anno che passa. Perciò non penso ci sia una favorita ma credo che tutte possano ambire al successo finale, il che è un’ottima cosa per il torneo.

LC: Quali giovani potrebbe lanciare il prossimo torneo?
RT: Nella nostra squadra ci sono già parecchi giovani e altri del settore giovanile che premono per entrare in prima squadra. E anche il Waitakere ne ha parecchi, perciò è davvero difficile dire chi possa emergere tra loro. Ma se proprio devo fare due nomi, direi Ryan de Vries e Zane Sole, due giovanissimi del Waitakere che hanno il potenziale per imporsi in prima squadra.

LC: Dopo le imprese dell’Auckland City nell’ultimo mondiale per club e quelle della nazionale, unica squadra imbattuta del Mondiale in Sud Africa, quale sarà il prossimo gradino per il calcio neozelandese?
RT: Mantenere il buon lavoro fatto sinora. Per una nazione come la Nuova Zelanda, dove non esiste un campionato professionistico di calcio, non è facile mettere insieme una squadra in grado di competere al massimo livello. E per un club di dilettanti come il nostro è ancora più difficile. Noi siamo stati molto felici di aver raggiunto quei risultati ma ripeterli per noi sarà molto difficile. ECL

Su CHAMPS.WS la nostra intervista in inglese: 5 questions to… Ramon Tribulietx

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