Il Tottenham si gode Super-Bale

Cavani a secco, Napoli a terraNapoli, Atletico Madrid, Liverpool e Dnipro Dnipropetrovsk: poker di delusioni. L’andata dei sedicesimi dell’Europa League 2012-13 registra sconfitte pesanti per un quartetto che nutriva ben altre ambizioni. La sconfitta più pesante è quella rimediata dal Napoli al San Paolo contro i cechi del Viktoria Plzeň: il gol di Darida al 28′ e le segnature finali di Rajtoral al 79′ e Tecl al 90′ hanno praticamente già messo fine all’avventura europea della squadra di Mazzarri.  Nell’undici scelto dal tecnico partenopeo spicca il debutto di Rolando al centro della difesa: tre gol al passivo per un difensore non sono un esordio promettente, ma il portoghese è il meno colpevole della giornata storta dei biancoazzurri.
Due a zero è il punteggio che accomuna le sconfitte di Atletico Madrid, Liverpool e Dnipro Dnipropetrovsk. Gli spagnoli detentori del trofeo sono crollati tra le mura amiche del Vicente Calderon di fronte a un Rubin Kazan che ha giocato l’intero secondo tempo in inferiorità numerica per l’espulsione di Sharonov. La squadra russa, dopo il vantaggio ottenuto al 6′ con Karadeniz, ha saputo controllare la reazione della squadra di Simeone che per la prima volta in questa stagione schierava in Europa Radamel Falcao. Nonostante la pressione della squadra di casa, neanche il bomber colombiano è riuscito a superare Ryzhikov. E al 95′, anziché il pareggio spagnolo arriva il raddoppio russo per merito dell’ex Athletic Bilbao Orbaiz che, con Asenjo nell’area avversaria, ha gioco facile a lanciarsi a rete verso la porta incustodita. Azzardo che condanna i Colchoneros a sicura eliminazione.
Campo impossibile, temperatura polare ma il primo quarto d’ora di Zenit-Liverpool ha offerto fuochi d’artificio con occasioni per entrambe le squadre: Reina è bravo a negare la rete a Kerzhakov e Hulk, mentre dall’altra parte è Suarez a mangiarsi un gol fatto. Non sarà l’unico errore della serata per l’uruguagio, che sprecherà almeno altre tre buone opportunità per i reds (due nel primo tempo e una nel  secondo). Per un sudamericano che non gira, lo Zenit può esibirne uno in grande spolvero: il brasiliano Hulk è la vera spina nel fianco della difesa inglese, dopo aver colpito un legno nella prima frazione, piazza un bolide sotto l’incrocio alla destra di Reina al 69′. Tre minuti più tardi arriva il raddoppio di Semak che ad Anfield obbligherà il Liverpool a una grande impresa. Ma i reds di Rodgers al momento non sembrano in grado di sostenerla.
Per Gareth Bale doppietta su punizioneAltra sconfitta sorprendente arriva da Basilea dove gli svizzeri con una rete per tempo di Stocker e Streller mettono ko il Dnipro Dnipropetrovsk di Juande Ramos, la squadra col miglior record assoluto della fase a gironi dopo il Lione. Ai transalpini, impegnati a White Hart Lane contro il Tottenham, non basta la magia di Umtiti che al 55′ sigla il gol più bello dell’intera serata europea: un missile di controbalzo in corsa dal vertice sinistro dell’area, che infila Friedel dal basso verso l’alto, sotto l’incrocio nell’angolo opposto a quello di tiro. Un prodigio: sicuro candidato, al al prossimo Premio Fifa Ferenc Puskas. La prodezza, un po’ casuale, di Umtiti viene però oscurata da due bellissimi gol su punizione di Gareth Bale nei minuti di recupero delle due frazioni (favoriti in verità da un approssimativo Vercoutre). Il momento di forma del mancino gallese è eccezionale: le ultime sei reti segnate dagli Spurs portano sempre la sua firma.
Un gol di Oscar all’82′ dà il successo al Chelsea sul campo dello Sparta Praga. Stesso risultato per il Benfica nella trasferta di Leverkusen grazie al solito Oscar Cardozo. Nessun gol in Bate Borisov-Fenerbahce e Newcastle-Metalist. Vittorie per 2-0 per l’Ajax contro lo Steaua e l’Inter contro il Cluj. Per i nerazzurri doppietta di Palacio, subentrato a Diego Milito dopo dieci minuti: per il Principe rottura dei legamenti. Infortunio che a 34 anni rischia di anticipare il ritiro dalle scene del bomber nerazzurro.
Un gol per parte tra Dinamo Kiev e Bordeaux: ucraini in vantaggio al 20′ con Haruna, pari di Obraniak al 23′ per i transalpini. Vince facile il Levante sull’Olympiacos, rimasto in dieci dal 29′ per l’espulsione di Abdoun. Nel 3-0 spagnolo un gol di Rios al 10′, un rigore trasformato da Barkero al 40′ e uno fallito da Martins al 30′, ma l’ex interista si rifarà trovando la rete nella ripresa.
Kozak, eroe di Moenchengladbach per la LazioIl lussemburghese Glynor Plet, subentrato a Vossen al 68′, trova al 91′ l’1-1 per il Genk sul campo dello Stoccarda (Macheda in panchina), che aveva chiuso la prima frazione in vantaggio grazie a Gentner. La serata no per le formazioni tedesche (due pari e una sconfitta) era cominciata col 3-1 dell’Anzhi sull’Hannover, che dopo essersi portato avanti con Huszti veniva travolto dalle reti di Eto’o (che ha anche fallito un rigore in modo imbarazzante), Akhmedov e Boussoufa. La partita più emozionante della serata si è giocata a Moenchengladbach. Borussia e Lazio, davanti a un pubblico degno di una finale di coppa, hanno offerto emozioni e gol in abbondanza. Tre reti per parte al termine di una gara memorabile per i tifosi laziali. L’arbitro russo Karasev ha concesso tre rigori alla squadra di casa: due trasformati, da Stranzl al 17′ e Marx all’84′; uno fallito, da Stranzl al 70′, concesso per un fallo che aveva prodotto anche l’espulsione di André Dias. Seppure in dieci negli ultimi venti minuti, la Lazio, che aveva trovato il provvisorio 1-1 con Floccari al 57′ e il gol del 2-1 con Kozak al 64′, risponde al 94′ con un gol in mischia di Kozak, al 3-2 siglato dall’eterno Arango all’88′. La doppietta del ceco, schierato nella ripresa al posto di Ledesma, premia la forza di una squadra che sotto la guida di Vladimir Petkovic ha bruciato le tappe, mostrando continuità, forza e consapevolezza anche in campo internazionale. Per la riserva di Klose una serata indimenticabile che gli assicura un posto nella storia del club biancoceleste: verrà sempre associato all’impresa di Moenchengladbach. ECL EUROPA

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