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Il passo falso di Gallardo

Senza fine, senza pace. La semifinale di Coppa Libertadores tra il River Plate e il Gremio si arricchisce di un nuovo episodio, che mette in dubbio quella che è già stata ribattezzata la “finale del secolo”. I dubbi nascono dal reclamo del Gremio, campione uscente, eliminato sul campo con un 2-1 a tempo scaduto su rigore concesso al River grazie al Var, per un fallo di mano a distanza ravvicinata di Bressan. Oggetto del reclamo non il rigore, contestato aspramente durante la gara, ma la presenza del tecnico argentino Marcelo Gallardo negli spogliatoi durante l’intervallo della sfida di ritorno, nonostante la squalifica glielo impedisse. L’allenatore del River non ha negato la circostanza e ha ammesso di aver parlato alla squadra, in quel momento ancora in svantaggio, per spronarla a reagire, indicando ai giocatori le giuste contromisure tattiche: “Ne avevano bisogno loro, ne avevo bisogno anche io”.
Ammissione di colpa che non placa certo il Gremio, che anzi pretende il 3-0 a tavolino e quindi la qualificazione in finale, dove potrebbe difendere contro il Boca il titolo vinto un anno fa. L’articolo 56 del regolamento, quello invocato dal Gremio, parla di “eventi gravi tali da influenzare l’andamento del gioco”. Da vedere se l’intervento del tecnico può essere considerato alla stregua di quello di un giocatore o arbitro. In casa River si ostenta sicurezza: “L’unica sanzione possibile è il prolungamento della squalifica del nostro tecnico”. La federazione sudamericana farà conoscere la propria decisione a breve. LECHAMPIONS AMERICA