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Il Mondiale dorato di Luka Modric

Campione d’Europa, terzo posto a Mondiale in Russia con la Croazia, Pallone d’oro e primo gol nel 4-1 contro l’Al Ain nella finale del Mondiale per club 2018: l’anno si chiude nel segno di Luka Modric, che mette la sua firma anche nel settimo Mondiale per club vinto dal Real Madrid.
Per i Blancos si tratta del terzo trionfo consecutivo nel torneo, il quarto nel nuovo formato, cui vanno aggiunti i tre successi ottenuti nel 1960, 1998 e 2002 nella Coppa Intercontinentale. La vecchia competizione metteva di fronte solo i campioni d’Europa e del Sudamerica, a differenza di quella odierna, aperta a tutti i campioni continentali e al campione nazionale del paese ospitante. Una formula che apre la strada a exploit improbabili e che fra qualche anno saranno difficilemente comprensbili da chi leggerà l’albo d’oro del torneo. La presenza in finale di squadre come Al Ain, Raja Casablanca, Kashima Antlers o Mazembe, sempre sconfitte, più che il segno di una mutata geografia calcistica è la conferma che la Fifa non ha ancora trovato la quadra per rilanciare il torneo che dovrebbe essere il suo fiore all’occhiello a livello di club. Difficile farlo, visto il gap che separa le big d’Europa dal resto del mondo, tanto è vero che le uniche sorprese si sono registrate in semifinale ai danni di sudamericane, troppo superbe o distratte ma non abbastanza forti da disporre con facilità di avversari più motivati e determinati. Stavolta è toccato al River Plate, che nemmeno dopo due settimane dopo aver ottenuto la vittoria più attesa di sempre nella finale di Libertadores sui rivali del Boca, ha patito la sconfitta più umiliante della sua storia contro l’Al Ain campione degli Emirati Arabi Uniti. Una sconfitta che non verrà cancellata dal 4-0 ottenuto sul Kashima Antlers nella finale di consolazione, che ha preceduto quella per il primo posto.
Il settimo trionfo mondiale del Real Madrid avrebbe meritato ben altro pathos di un confronto dall’esito pressoché scontato, che fa apparire quasi esagerato l’entusiasmo, prealtro comprensibile, di Santiago Solari per il suo primo titolo da tecnico. In campionato e in Champions servirà ben altro, ma per disporre dell’Al Ain, squadra rivelazione del torneo, anche il Real più appannato degli ultimi anni basta a avanza.
La strada verso il 4-1 viene spianata dal Pallone d’oro Modric, che apre il conto al 14′. L’Al Ain conferma di avere organizzazione di gioco e carattere e resta in partita sino al 60′, quando arriva il 2-0 di Marcos Llorente, premiato a fine gara come miglior giocatore della finale. La partita, se mai iniziata, finisce in quel momento. Al 79′ il capitano Sergio Ramos sigla il terzo gol. Una bellissima incornata di Shiotani all’86’ regala il gol della bandiera ai padroni di casa, e dà ai tifosi locali l’occasione di ringraziare i propri beniamini per l’incredibile cavalcata, che li ha portati a eliminare nell’ordine i campioni d’Oceania, d’Africa e del Sudamerica. Al 91′ un’autorete di Yahia Nader fissa il risultato sul 4-1 definitivo. E Sergio Ramos può alzare la seconda coppa dell’anno. LECHAMPIONS