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Riserve o titolari, il Liverpool fatica ma va

Un gol di Bobby Firmino al 91’ assicura al Liverpool il 2-1 sul Monterrey e a tutti i tifosi un’affascinante finale del Mondiale per club 2019 contro il Flamengo, rivincita della Coppa Intercontinentale 1981.
Il confronto tra campioni d’Europa e del Sudamerica, dato il superiore tasso tecnico-tattico che ancora le separa dalle altre confederazioni, rappresenta l’epilogo più scontato ma anche più significativo per un torneo nato attorno a questa sfida. Il Mondiale per club al momento altro non è che una Coppa intercontinentale, arricchita (appesantita?) da partite preliminari, vissute come occasione della vita dai campioni delle altre confederazioni, alla stregua di inutili amichevoli di preparazione da europei e sudamericani. Il diverso atteggiamento spiega gli stenti del Flamengo nella prima semifinale contro l’Al Hilal, così come quelli del Liverpool contro il Monterrey. L’undici iniziale di Klopp, condizionato dagli infortuni dei centrali difensivi Van Dijk, Lovren e Matip, e dalla volontà del tecnico di avere forze fresche per la finale di sabato, rivela la consapevolezza di una superiorità netta. Milner terzino destro, Henderson centrale difensivo alla Fernandinho, Lallana, Origi, Keita, Chamberlain e Shaqiri dal primo minuto, non il baby-Liverpool schierato il giorno prima contro l’Aston Villa nei quarti della Coppa di Lega (5-0 per i Villans ma tanti complimenti a una squadra con età media 18 anni), ma un Liverpool-b sì. Il gol di Keita all’11’, su bellissimo assist in profondità di Salah, sembra dar ragione a Klopp. Ma bastano tre minuti per capire che il Monterrey non è venuto a Doha in viaggio premio. Funes Mori, già decisivo in semifinale, sigla l’1-1 al 14′, ribattendo nella porta vuota una respinta corta di Allison. E’ solo l’inizio di una serata impegnativa per il portiere brasiliano, costretto a mettere una pezza alle tante incertezze difensive inglesi.
Se c’erano dubbi sull’importanza di Virgil Van Dijk in questa squadra, questa partita li ha spazzati via: senza l’olandese la retroguardia di Klopp ha riproposto tutte le fragilità che avevano spinto i Reds a spendere 75 milioni di sterline per prenderlo due anni fa dal Southampton. E in assenza del regista della difesa campione d’Europa, il vero protagonista è stato l’ex portiere della Roma Allison Becker, che in almeno tre occasioni si deve superare per negare il raddoppio ai messicani. I campioni Concacaf avranno parecchio da recriminare per non essere riusciti a punire una difesa, dove Henderson non solo non comanda la linea ma fatica lui stesso a tenerla.
Graziati dai messicani, i campioni d’Europa rinvigoriti dagli innesti di Mané, Alexander Arnold e Firmino, trovano il gol partita al 91′, grazie un’azione confezionata dai nuovi entrati: dalla destra Alexander Arnold  serve una palla rasoterra sul primo palo che Firmino, entrato in campo all’85’ al posto di Origi, mette alle spalle di Barovero. E’ il colpo del ko: il Monterrey dovrà accontentarsi della finale per il terzo posto contro i campioni d’asta dell’Al Hilal, mentre il Liverpool l’occasione di un doppio riscatto. Nel 2005 i reds persero contro i brasiliani del San Paolo la prima edizione del Mondiale del club, nel 1981 la sconfitta contro il Flamengo di Zico. Per avere la meglio di Gabigol e soci, Klopp dovrà schierare i suoi uomini migliori. Ha già fatto sapere che Van Dijk ci sarà. LECHAMPIONS