Gigi Buffon © 2017 LC. All rights reserved.

Buff-off

La storia riscritta, la storia negata. Lo spareggio perduto con la Svezia costa all’Italia per la seconda volta nella sua storia la qualificazione al Mondiale e nega a Gigi Buffon la sesta partecipazione alla Coppa del Mondo. Resterà fermo a cinque assieme al portiere messicano Antonio Carbajal e all’ex mezzala di Bayern e Inter Lothar Matthaus.
Il sesto Mondiale è un record che il portiere della Juventus e della Nazionale avrebbe meritato, per come lo ha costruito in vent’anni di carriera e perché gli avrebbe regalato l’immortalità calcistica a livello mondiale, più della vittoria di 8 campionati, 4 coppe Italia, 6 Supercoppe italiane, coppa Uefa e coppa del Mondo 2006. Ma per mettere insieme sei mondiali di fila non basta essere un campione, un vicente, servono tante altre componenti. Soprattutto due: una longevità calcistica ad altissimi livelli e una nazionale che si qualifica sempre. La prima dipende da te, la seconda no. Non solo.
A San Siro, contro la Svezia, a 90 minuti da quel traguardo storico è stata l’Italia a tradire Buffon, non il contrario. Tanto impegno, tante conclusioni, zero gol. Fuori. E Buffon, primo a parlare dopo la sconfitta, vedrà Russia 2018 in tv, come tutti gli italiani. Una delusione tremenda, figlia delle scelte errate di un commissario tecnico inadeguato, scelto da un presidente federale più inadeguato di lui. Non si poteva far di peggio.
Dopo 175 partite con la maglia azzurra Buffon chiude a San Siro, imitato dai compagni De Rossi e Brazagli, ma avrebbe meritato un’uscita di scena migliore, in una cornice più degna dell’anticamera di un mondiale negato. Una delusione che ridimensiona Cardiff e l’ennesima Champions mancata: anche gli schiaffi del Real oggi sembrano carezze. LECHAMPIONS EUROPA