Gigi Buffon (Juventus) © 2018 LC. All rights reserved.

Stanlio e Oliver

Una tragicommedia sportiva: protagonisti Real Madrid, Juventus e l’arbitro inglese Michael Oliver. Il punteggio finale del quarto di finale del Bernabeu Real Madrid-Juventus dice 1-3 ma a festeggiare sono gli sconfitti, in estasi per un rigore trasformato da Cristiano Ronaldo al 97′, dopo sei minuti di proteste e un rosso che mette fine alla carriera europea di Gigi Buffon. Un epilogo alla Zidane, sotto gli occhi dell’ex compagno.

Il rigore concesso da Michael Oliver, per un presunto fallo di Benatia su Lucas Vasquez, più che geneorso è sbagliato: le riprese dimostrano che Benatia colpisce il pallone e Vasquez si butta. Punto. Era una simulazione. Proprio come quella di pochi giorni prima in serie A, che aveva visto protagonisti i bianconeri contro il Benevento, coi campani penalizzati da un secondo penalty, per un microcontatto che aveva fatto saltare in aria Higuain, manco avesse calpestato una mina antiuomo. L’evidenza è che al Bernabeu in Champions la Juventus conta, più o meno, quanto il Benevento. In casa del Real succede a molti: la scorsa stagione era capitato al Bayern, eliminato in semifinale dai madrileni grazie a una serie di errori arbitrali a senso unico, che avevano negato ai bavaresi una meritata qualificazione.

Per impedire il completamento dell’impresa juventina, per negare i supplementari a una partita così, il rigore avrebbe dovuto essere solare. Non lo era. Così come è difficile comprendere il rosso a Buffon per proteste e non a Benatia per fallo da ultimo uomo. Ma è impossibile, forse inutile, cercare razionalità nei minuti finali di Oliver e di una partita che dopo quel fischio sfocia nella farsa: Chiellini fa capire con gesti eloquenti che l’arbitro ė comprato, lo squalificato Sergio Ramos lascia la tribuna e si presenta a bordocampo, come il presidente della Juventus Andrea Agnelli. Scene che non scompongono i Blancos, abituati a vittorie contestate in patria e in Europa: alla fine contano solo i trofei, nessuno si ricorda come solo stati ottenuti. Che poi è sempre stato il mantra della Juventus, in particolare di Giampiero Boniperti: “Conta solo vincere”.

Higuain, Mandzukic e Matuidi (Juventus) Higuain, Mandzukic e Matuidi (Juventus)

A Madrid la Juventus lo ha fatto. Ma non è bastato per conquistare la semifinale e completare una rimonta che sarebbe finita dritta dritta negli annali della Champions e della storia di Juve e Real. Un peccato. Se nella rimonta della Roma contro il Barcellona credevano in pochi, in quella della Juventus nessuno. Nessuno poteva pensare che i bianconeri, sconfitti 3-0 una settimana fa a Torino, potessero vincere con quattro gol di scarto al Bernabeu, per di più senza Dybala. Nemmeno Allegri. Che nelle dichiarazioni della vigilia puntava a una reazione d’orgoglio dei suoi, che assicurasse ai campioni di Italia un’uscita di scena dignitosa dal torneo che li aveva visti sconfitti in finale un anno prima, proprio contro il Real. L’uscita di scena è arrivata puntuale ma tutto quello che l’ha preceduta non era previsto né prevedibile.

La Juventus impiega due minuti per sbloccare il risultato con un gran colpo di testa di Mandzukic, su cross perfetto di Khedira. Con quella rete i ragazzi di Allegri sembrano scrollarsi di dosso l’onta dello 0-3 di Torino: un terzo del lavoro ė già fatto e mancano ancora 88 minuti. Quel gol, che avrebbe potuto scatenare la rabbia dei padroni di casa, carica la Juve: questa è un’altra partita. Il Real, come gli accade di solito, fatica a manovrare ma trova sempre le giocate: Bale, Ronaldo, Varane, Marcelo e Asensio. Le occasioni le crea, le sbaglia e quando non ci arriva Buffon ci pensa la traversa. Ma la Juve non sbanda. Nemmeno l’infortunio di De Sciglio e la confusione che segue, con l’immediato cambio con Lichtsteiner al 17′, lascia tracce o scompone i bianconeri (ieri in completo gialloblù). Sia Khedira, uno degli ex della serata, schierato in posizione di trequartista per avviare il pressing sui difensori avversari, che Higuain e Mandzukic tengono sotto pressione la retroguardia madridista, che evita di salire per timore del contropiede juventino. Real spezzato in due e Juve in controllo. Al 37′ Mandzukic, sempre di testa, sempre sul secondo palo, sempre su un cross dalla destra, stavolta di Lichtsteiner, trova il 2-0. Il raddoppio smantella le certezze dei madrileni, che iniziano a chiedersi se possa capitare a loro quel che è successo 24 ore prima al Barca. Le facce di giocatori e tifosi rappresentano la vera iniezione di fiducia che serviva alla Juve, che al 61′ trova il 3-0 con Matuidi che induce Navas in errore: il portiere del Costa Rica si fa sfuggire un pallone che il centrocampista francese mette in rete. Mezz’ora da giocare e la disfatta di Torino è azzerata. Il Real non fa granché per evitare i supplementari né la Juve cerca di finire un avversario sotto shock. Ci si trascina così al 90′, dove Oliver ruba la scena ai ventidue in campo. Nel dopogara a fare danni ci pensa Buffon, con dichiarazioni sconsiderate (“L’arbitro ha l’immondizia al posto del cuore”), annullando la dimostrazione di stile del suo presidente Andrea Agnelli, che preferisce chiedere l’introduzione della Var in Champions anziché la testa del direttore di gara (“Nessuno starà peggio di lui quando tornerà a casa e rivedrà le immagini”).

Il 3-1 di Madrid firma un’eliminazione bruciante ma lascia in eredità una Juventus molto più consapevole dei propri mezzi e, forse, per la prima volta senza complessi di inferiorità col gotha d’Europa. Se hai rimontato tre gol in casa del Real puoi farlo ovunque, contro chiunque. LECHAMPIONS EUROPA

UEFA Champions League 2017-18 – Ritorno quarti di finale / Madrid, stadio Santiago Bernabeu

REAL MADRID-JUVENTUS 1-3 (0-2)

Real Madrid: Keylor Navas; Carvajal, Varane, Vallejo, Marcelo; Modric (75’Kovacic), Casemiro (46′ Lucas Vazquez), Kroos; Isco; Ronaldo, Bale (46′ Asensio). Allenatore: Zidane
Juventus: Buffon; De Sciglio (17′ Lichtsteiner), Benatia, Chiellini, Alex Sandro; Khedira, Pjanic, Matuidi; Douglas Costa, Higuain (96′ Szczesny), Mandzukic. Allenatore: Allegri

Arbitro: Oliver (Inghilterra)
Reti: Mandzukic 2′, 37′; Matuidi 61′; Cristiano Roanldo 97′ rig
Ammoniti: Pjanic, Mandzukic, Lichtsteiner, Alex Sandro, Douglas Costa, Benatia; Carvajal, Marcelo, Cristiano Ronaldo.
Espulso: Buffon (93′)