La finale di andata della Champions League africana 2009 conferma il record casalingo dell’Heartland che supera 2-1 il Mazembe: ottava vittoria su otto partite.

Per i padroni di casa – mai così vero – l’eroe del match è stato Agba capace con una doppietta di ribaltare lo 0-1 iniziale e di migliorare il record casalingo che prima della gara parlava di sette vittorie su sette incontri di Champions League, 21 gol segnati e appena 3 subiti. Tra le vittime anche lo stesso Mazembe, sconfitto 2-0 nella quinta giornata degli ottavi (due gironi da quattro squadre), che aveva sconfitto l’Heartland nella gara d’apertura del girone B con lo stesso punteggio. Il girone è stato chiuso dalle due squadre con 10 punti ciascuna, due in più dell’Etoile du Sahel e quattro in più del Monomotapa.

Nello stadio Dan Anyiam di Owerri si affrontavano due formazioni dello stesso livello ma non al top della condizione. Il Mazembe che spera di riconquistare il trofeo dopo i successi degli anni Sessanta (due vittorie su quattro finali consecutive, quando si chiamava Tout Puissant Englebert), arrivava dallo 0-2 rimediato nella gara di ritorno contro l’Al Hilal. I padroni di casa dell’Heartland, dopo aver spazzato via in semifinale i connazionali del Kano Pillars (4-0 e 1-0), due settimane dopo sono stati travolti nella quinta giornata del campionato nigeriano dagli stessi avversari capaci di restituire un rotondo 4-0.

La squadra di Owerri ha però avuto due settimane di riposo, avendo ottenuto il rinvio di due impegni di campionato, per poter preparare al meglio la sfida contro il Mazembe, nella speranza di prolungare l’immacolato record casalingo. Il gol dei “corvi” al 23′ Mbutu Mabi però indirizzava la gara verso un copione diverso, con i padroni di casa per una volta costretti a inseguire. Una novità che non durava a lungo: dopo un minuto l’Heartland pareggiava con King Osanga, premiato a fine gara come miglior giocatore della partita. Gli ospiti riuscivano a gestire la pressione dei locali sino all’80’, quando Uche Agba siglava il 2-1 decisivo. Sesta rete per lui in questa edizione e ottava vittoria interna su otto gare per la formazione di Owerri. Record eccellente ma fra una settimana allo stadio Municipal di Lubumbashi al Mazembe basterà segnare un gol senza subirne per risalire sul trono continentale a 41 anni di distanza dall’ultimo successo. Viste le difficoltà incontrate oggi dall’Heartland l’impressione è che quel momento stia per arrivare, magari con l’aiuto di Dioko Kaluyituka, capocannoniere del torneo con otto reti.

L’allenatore del Heartland Kelechi Emetole si mostra fiducioso, nonostante sappia di dover fare a meno nel ritorno di uno dei suoi giocatori più affidabili, Olowu, già diffidato e ammonito dall’arbitro egiziano Essam Abd El Fatah: “Lo sostituiremo a dovere. E’ stata una gara difficile come lo sono sempre le finali. Ma credo che abbiamo tutte le carte in regola per difendere questo risultato a Lubumbashi o addirittura andare lì a vincere”. Stato d’animo opposto per il collega Diego Garzitto, che non nasconde la sua delusione per il 2-1 subito a dieci minuti dal termine: “I miei ragazzi hanno giocato bene ma il risultato ci punisce. Con l’aiuto del nostro pubblico potremo ribaltare questa sconfitta e riportare la Coppa a casa dopo tanti anni”. Oltre a storia e gloria in palio ci sono un milione e mezzo di dollari e la partecipazione al Mondiale per club ad Abu Dhabi il prossimo dicembre.

Una vetrina importante per un calcio che a livello di club deve affrontare ancora gravi problemi. Come quello della copertura televisiva che nella prima finale di quest’anno non c’è stata, nonostante l’Heartland avesse pagato circa 50mila dollari all’Africa Independent Television per trasmettere la sfida col Mazembe. La doppia finale è un handicap anche per la diffusione del calcio africano al di fuori del continente, perché è più complicato inserire il doppio appuntamento nei palinsesti europei e americani. Ma la finale in gara unica al momento è una chimera in Africa, perché nessuna tifoseria sarebbe in grado di sobbarcarsi il costo di una trasferta in campo neutro. Meglio evitare il desolante spettacolo di tribune semivuote nell’appuntamento decisivo. LECHAMPIONS AFRICA

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