Arsene Wenger“Dovremo rendere possibile l’impossibile”. Arsene Wenger è già proiettato verso la sfida di ritorno. E’ l’unico. Ma si capisce: non vincere un trofeo dal 2005 fa sì che ogni eliminazione pesi come un macigno sul futuro del manager francese alla guida dei gunners.  Mai in corsa per il campionato, eliminata dalla coppa di Lega, fuori dalla Coppa d’Inghilterra, restava solo la Champions: siamo solo a febbraio ma anche quest’anno l’Arsenal è già fuori da tutto.
Dopo la lezione impartita all’Emirates dal Bayern ai gunners non si vede infatti cosa possa cambiare a Monaco di Baviera: l’impossibile è impossibile. Punto. Troppo forte il Bayern Monaco, troppo fragile l’Arsenal che è restato in partita solo sei minuti. Quelli che hanno preceduto il gol di Kroos, e che avevano fatto ben sperare i tifosi inglesi, sorpresi dalla scelta di Wenger di schierare un tridente offensivo con Walcott centrale e Podolski e Cazorla larghi sulle fasce con Jack Wilschere libero di muoversi alle spalle del trio d’attacco. L’idea era mettere in difficoltà con la velocità i centrali Van Buyten-Dante, coppia potente ma non rapidissima. E in quei sei minuti l’Arsenal ha dato tutto, spinto anche dalla voglia di riscattare l’inattesa eliminazione dalla FA Cup subita sabato scorso per mano del Blackburn. Impensabile per una squadra con così poca personalità creare difficoltà al Bayern, che in questo momento è la formazione più forte d’Europa: tranquilla dietro, solida a centrocampo, spietata in attacco. All’Emirates sembrava di vedere una prima squadra contro una primavera.
La bella girata al volo di Kroos su assist di Muller al 7′ non solo sblocca il risultato ma uccide la partita. Tra i padroni di casa solo Jack Wilshere ha il passo e il coraggio per attaccare il muro bavarese. Troppo poco per minare la tranquillità di Ribery e compagni che fanno letteralmente quel che vogliono, portando a spasso la linea di difesa di Wenger: Mertesacker e Vermaelen in costante affanno, Koscielny e Sagna appena meglio. Al 21′ Muller sigla il 2-0, ribattendo in rete da distanza ravvicinata una respinta di Szczesny su colpo di testa di Van Buyten. Al 45′ Mandzukic di testa va cino al 3-0, sfiorando il palo alla sinistra di Szczesny. Alla fine della prima frazione l’Arsenal non ha effettuato un solo tiro verso la porta avversaria: mai successo in quasi 17 anni di gestione Wenger. Una statistica che sa tanto di epitaffio: a fine campionato l’Arsenal potrebbe cercare un nuovo manager. Di certo i prezzi dell’Emirates (lo stadio più caro d’Inghilterra) giustificano il fastidio dei tifosi per una squadra sempre meno competitiva.
La prima conclusione inglese arriva solo al 54′: Cazorla dal limite si vede deviare il tiro involontariamente dal compagno Podolski. Anziché la rimessa dal fondo l’arbitro concede l’angolo e Neuer manca completamente il tempo dell’uscita sul corner, con Podolski pronto ad approfittare del doppio regalo (di arbitro e portiere) girando di testa nella porta incustodita. La rete rianima i gunners che ritrovano la verve dei primi minuti di gara. Al 71′ Wenger prova a calvalcare l’onda e sostituisce Podolski (il più motivato contro la sua ex squadra) e Ramsey (surclassato da Martinez) con Giroud e Rosicky. Un minuto dopo, alla prima azione, i due nuovi entrati sfiorano il 2-2 con la miglior giocata dell’intera gara: gran lancio di 40 metri di Rosicky dal centro del campo verso Walcott sulla destra, il nazionale inglese serve un pallone teso al limite dell’area per Giroud che al volo impatta perfettamente, ma la conclusione a mezza altezza centra in pieno un Neuer (sorpreso quanto fortunato). Per i tifosi di casa neanche il tempo di entusiasmarsi che l’Arsenal subisce il terzo gol: Lahm dalla destra mette una palla leggermente arretrata per Mandzukic che, con la collaborazione di Sagna, colpisce in modo sbilenco ma l’effetto che ne vien fuori trasforma il tocco casuale in un micidiale pallonetto vincente. A fine gara Jupp Heynckes non può che ammettere lo stato di grazia dei suoi ragazzi: “Siamo in un periodo di forma eccezionale. Il nostro pregio maggiore è che riusciamo a punire anche la minima disattenzione di tutti i nostri avversari”. L’eredità che il tecnico tedesco lascerà a Guardiola sarà parecchio ingombrante: il Bayern potrà forse giocare un calcio ancora più spettacolare, ma eguagliare certe prestazioni e certi risultati sarà dura anche per l’allenatore catalano.

Solo un gol a Oporto nel derby iberico tra Porto e Malaga. Il successo della squadra di casa è arrivato al 55′ con Joao Mutinho, bravo a concretizzare la migliore occasione da rete creata dai lusitani. La sconfitta di misura è risultato ribaltabile dal Malaga, che alla Rosaleda sarà costretto a giocare ben altro calcio, rispetto al difesa-e-contropiede mostrato allo stadio Dragao. ECL EUROPA

UEFA Champions League 2012-13 – Andata ottavi di finale / Londra, Emirates stadium

ARSENAL-BAYERN MONACO 1-3 (0-2)

Arsenal: Szczesny, Sagna, Mertesacker, Koscielny, Vermaelen, Arteta, Wilshere, Ramsey (Rosicky 71′), Cazorla, Walcott, Podolski (Giroud 71′). Allenatore: Wenger
Bayern Monaco: Neuer, Lahm, Van Buyten, Dante, Alaba; Javi Martinez, Schweinsteiger; Muller, Kroos (Luiz Gustavo 73′), Ribery (Robben 63′); Mandzukic (Gomez 79′). Allenatore: Heynckes

Arbitro: Svein Oddvar Moen (Norvegia)
Reti: Podolski 55′; Kroos 7′, Muller 21′, Mandzukic 77′
Ammoniti: Sagna, Vermaelen, Arteta, Ramsey, Podolski; Lahm, Schweinsteiger, Muller

UEFA Champions League 2012-13 – Andata ottavi di finale / Oporto, stadio Dragao

PORTO-MALAGA 1-0 (0-0)

Porto: Helton, Danilo, Otamendi, Mangala, Alex Sandro; González (Castro 91′), Fernando, Joao Moutinho; Izmailov (Atsu 70′), Martinez, Varela (Rodriguez 58′). Allenatore: Vítor Pereira
Malaga: Caballero, Sergio Sanchez, Demichelis, Welington, Antunes; Joaquin (Portillo 63′), Toulalan, Iturra (Camacho 78′), Isco; Baptista (Piazon 78′), Santa Cruz. Allenatore: Pellegrini

Arbitro: Mark Clattenburg (Inghilterra)
Rete: Joao Moutinho 56′
Ammoniti: Iturra

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