Rafa Benitez (Napoli)

Rafa Benitez (Napoli)Più Europa che Italia. La chiave è stato l’acquisto di Rafa Benitez. E’ quello il vero colpo del mercato partenopeo. Più che per le qualità del tecnico, la mossa del presidente De Laurentiis ha avuto il merito di aver rappresentato una inequivocabile dichiarazione di intenti per tutto l’ambiente, la serie A e, questa è la vera novità, il resto d’Europa: il “nuovo” Napoli ha ambizioni continentali.
Competere per lo scudetto è una realtà degli ultimi due anni, ritornare a vincerlo è l’obiettivo principale di una stagione che potrebbe riservare sorprese ancora più positive in campo internazionale. Solo due stagioni fa il Napoli, dopo aver vinto 3-1 la gara di andata, si era fatto eliminare negli ottavi di Champions dal Chelsea futuro campione d’Europa. Il gap dai vertici, quando la competizione entra nella fase a eliminazione diretta, non è enorme.

Benitez è un esperto del genere. Il tecnico spagnolo nel suo palmares può vantare la Champions League 2005, il Mondiale per club 2010, l’Europa League 2013. E sa che col Napoli non parte da zero. Al contrario può contare su basi solide e soprattutto su una squadra che nelle ultime due stagioni si è scrollata di dosso dubbi e timori reverenziali soptrattutto all’estero.
L’arrivo di Benitez ha già accorciato le distanze dal tetto d’Europa, assicurando al club partenopeo, almeno a livello di immagine, quell’attenzione che mancava dai tempi di Maradona, e capace di garantire in automatico un ruolo di primo piano sul palcoscenico internazionale. Prima ancora di mettersi al lavoro, la sola presenza dell’ex tecnico di Valencia, Liverpool e Chelsea ha rappresentato la garanzia (sulle ambizioni e la serietà del club di De Laurentiis) che pretendevano giocatori del calibro di Gonzalo Higuain, Raul Albiol e Pepe Reina. In particolare gli arrivi dell’ex centravanti argentino del Real Madrid (30 milioni di euro) e dell’ex portiere spagnolo del Liverpool (in prestito) hanno oscurato l’acquisto di due giocatori di talento come Jose Maria Callejón e Dries Mertens, che vanno a rafforzare una rosa che potrebbe completarsi definitivamente con l’arrivo dal Porto del centravanti Jackson Martinez e di un regista di centrocampo (che assicuri il lavoro che Xabi Alonso faceva al Liverpool). Dovesse riuscire a mettere dentro anche gli ultimi due tasselli, l’organico biancoazzurro può dirsi completo: decisamente più forte e equilibrato di quello che si aggrappava al talento realizzativo di Cavani.
La cessione del bomber uruguagio al Psg, per 64,5 milioni di euro, non lascerà rimpianti. La rosa attuale è strutturata per contendere lo scudetto alla Juventus (che in campo nazionale potrebbe rivelarsi appagata dopo due scudetti consecutivi) e andare sino in fondo in Champions, dove il Napoli potrebbe rivelarsi il vero outsider del torneo. Benitez è bravissimo nel complicare la vita ad avversari più forti (e in Europa ce n’è parecchi), per la capacità di individuare e colpire i punti deboli, una qualità che gli ha garantito grandi risultati nelle coppe. Il tecnico spagnolo è decisamente meno bravo quando si tratta di affrontare squadre sulla carta più deboli, che lasciano agli avversari spazio e possibilità di impostare il gioco. le squadre di Benitez – esemplari in questo senso gli anni al Liverpool ancor più delle brevi esperienze alla guida di Inter e Chelsea – sono troppo macchinose per sorprendere le difese schierate, mentre danno il meglio nel gioco di rimessa. Concedere il contropiede a buon mercato non è prerogativa della serie A italiana. Benitez lo ha scoperto, a sue spese, nei cinque mesi alla guida dell’Inter post-Triplete. ECL EUROPA

©LECHAMPIONS.it. Tutti i diritti riservati/All rights reserved.