Robert Lewandowski mette ko l'Arsenal all'81'

Robert Lewandowski mette ko l'Arsenal all'81'Il top della terza giornata era di scena all’Emirates. Arsenal e Borussia Dortmund al momento offrono il calcio più spettacolare del Vecchio continente e il confronto diretto tra la capolista del campionato inglese e la squadra vicecampione d’Europa era un test per misurarne forza e maturità. Il Borussia parte bene, benissimo. Al 16′ un errore al limite dell’area di Aaron Ramsey, il primo del gallese dall’inizio della stagione, consente a Lewandowski di servire un assist d’oro a Henrikh Mkhitaryan che supera con un rasoterra Szczesny. Vantaggio meritato. L’intensità del pressing tedesco è ben altra rispetto a quella della Premier e i gunners faticano parecchio a creare le solite trame. Ma non mollano, dimostrando di aver imparato a incassare e aspettare il proprio momento. Che arriva, inatteso, al 41′: su un cross dalla destra Giroud propizia un malinteso tra Subotic e Weidenfeller, per poi sparare, da poco più di un metro a porta vuota, una violenta mezza rovesciata. L’Arsenal dimostra di meritare il pari nella ripresa, quando cala il pressing del Borussia e migliora la circolazione di palla inglese. Al 68′ Santi Cazorla, subentrato a Wilshere dieci minuti prima, scheggia l’incrocio. La partita sembra avviata a un giusto pareggio quando all’81’, specularmente a quanto accaduto nel primo tempo all’Arsenal, il Borussia, nel suo momento di maggior difficoltà trova il gol partita: Lewandowski, decentrato sulla sinistra e completamente dimenticato dalla retroguardia inglese, appoggia in rete la palla del 2-1. Tutti, ma proprio tutti, hanno la percezione che quello è il colpo da ko che ribalta e chiude il match, mettendo fine alla striscia vincente dei gunners (11 vittorie e un pari nelle precedenti 12 partite). Il successo del Borussia, accoppiato a quello del Napoli a Marsiglia fa del girone F il gruppo più equilibrato con i francesi a zero punti ormai fuori, ma con le altre tre appaiate a quota sei, con uguali possibilità di qualificazione.

Situazione molto più fluida nel girone E dove il Chelsea, con due gol di Fernando Torres, vince 3-0 in casa dello Schalke e aggancia in vetta i tedeschi; mentre il Basilea si fa raggiungere all’88’ dallo Steaua sull’1-1 e sale “solo” a quattro, coi rumeni che conquistano il primo punto.

Anche il girone H sembra aver definito in modo chiaro le sue gerarchie dopo il pareggio tra Milan e Barcellona e, soprattutto, il 2-1 del Celtic sull’Ajax, maturato con l’aiuto di un rigore sblocca-risultato molto generoso procurato da Stokes (gran tuffo) e trasformato da Forrest allo scadere della prima frazione. Pesante l’ipoteca di Barcellona e Milan sul passaggio agli ottavi, mentre gli scozzesi scavalcano l’Ajax nella corsa al terzo posto.

Vola a punteggio pieno l’Atletico Madrid che a Vienna supera 3-0 l’Austria con una doppietta del solito Diego Costa (bellissimo il gol del momentaneo 2-0). Un centravanti che conferma il tocco magico dei Colchoneros in tema di bomber: gli exploit del giocatore che Spagna e Brasile si contendono in vista del prossimo mondiale hanno fatto dimenticare che quel ruolo sino a pochi mesi fa era occupato da Radamel Falcao. Il colombiano, apparentemente insostituibile, è già finito nell’album dei ricordi lontani accanto ai vari Torres, Frolan, Aguero. Con l’Atletico praticamente certo del primo posto e l’Austria dell’ultimo, nel girone G la lotta resta aperta tra Zenit e Porto per sapere chi proseguirà in Champions e chi in Europa League. Il primo scontro diretto ha premiato i russi di Spalletti, vincitori 1-0 con gol all’85’ di Kerzhakov su assist di Hulk (migliore in campo davanti ai suoi ex tifosi). Il successo dello Zenit è stato favorito dall’espulsione al 6′ di Hector Herrera, che è riuscito nell’impresa di beccarsi due gialli in meno di un minuto dall’arbitro italiano Paolo Tagliavento. ECL EUROPA

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