Un colpo di testa di Ivanovic al 93′ dà l’Europa League 2013 al Chelsea. Un intervento in scivolata di Gary Cahill un minuto dopo nega a Cardozo il gol del 2-2 e i supplementari che i portoghesi avrebbero strameritato. Ma sovvertire la storia è (quasi sempre) impossibile. Si credeva che il Chelsea avesse esaurito il bonus con la fortuna nell’incredibile conquista della Champions League 2012, così come si pensava che il Benfica avesse chiuso il conto con la cattiva sorte. Sbagliato. Sia Chelsea che Benfica hanno ancora aperti i rispettivi conti.
Colpisce soprattutto il crudele accanimento della sfortuna col Benfica: che solo quattro giorni fa con un gol del Porto a tempo scaduto in un colpo solo ha perso l’imbatitbilità, la vetta della classifica, regalando ai rivali storici un campionato sino a quel momento dominato. Una cattiva sorte che ha radici antiche, nella “maledizione” auspicata dal tecnico Béla Guttmann dopo il secondo successo consecutivo nella Coppa Campioni 1962, cui non seguì l’atteso aumento contrattuale bensì la separazione: “Mi hanno offerto meno soldi per aver vinto “solo” la Coppa Campioni e non il campionato. Nei prossimi cent’anni nessuna squadra portoghese riuscirà a essere due volte campione d’Europa e il Benfica senza di me non vincerà mai più la Coppa Campioni”. La maledizione è andata oltre le più rosee previsioni di Guttmann, perché le sconfitte della sua ex squadra non si sono limitate alla massima competizione continentale ma a tutte le coppe: quella col Chelsea è la settima finale europea perduta consecutivamente.
Il Chelsea al contrario diventa la prima squadra a detenere contemporaneamente Champions (2012) e Europa League (2013). Un inedito che durerà dieci giorni, sino al 25 maggio quando a Wembley Borussia Dortmund e Bayern si giocheranno il titolo di campioni d’Europa 2013. Record che nessuno potrà cancellare invece è quello che fa del Chelsea la quinta squadra dopo Bayern Monaco, Barcellona, Ajax e Juventus ad aver vinto le tre coppe europee. Impresa ottenuta a 50 anni esatti ddal primo successo di una squadra inglese nelle coppe europee: si trattava di un’altra londinese, il Tottenham Hotspur che il 15 maggio 1963 vinceva la Coppa delle Coppe superando l’Atletico Madrid nella finale di Rotterdam. Era scritto che il Chelsea dovesse vincere e che il Benfica dovesse perdere, non c’erano alternative. Eppure i lusitani hanno giocato per larghi tratti meglio dei rivali (nessuna sorpresa), che hanno trovato il gol del vantaggio con Fernando Torres al 60′ alla prima vera occasione da rete per i blues, che al 51′ avevano subito un gol di Cardozo, annullato per un fuorigioco difficile da rilevare anche al replay (3 cm?). L’1-0 del Chelsea arriva per merito di Cech che parato un colpo di testa ravvicinato di Salvio rilancia con le mani oltre la metacampo dove Torres riceve, sprinta, fa fuori Luisao e poi Artur e mette in rete da posizione defilata. Gran gol ma colpevole disattenzione della retroguardia lusitana. Al 68′ grave ingenuità di Azpilicueta che tocca di mano al limite dell’area e regala un rigore al Benfica. Sul dischetto va Oscar Cardozo che supera Cech con una bomba centrale a mezza altezza. All’82’ il portiere ceco nega il 2-1 alcentravanti paraguayano, deviando con la punta delle dita sopra la traversa un tiro dai 20metri destinato all’incrocio dei pali. All’88’ è Frank Lampard a colpire dalla distanza con un bellissimo tiro di collo pieno da circa 25 metri che supera Artur e si stampa sulla traversa. Buon per il capitano del Chelsea che il record di miglior realizzatore della storia del Chelsea era già stato raggiunto con la doppietta nell’ultimo turno di campionato ai danni dell’Aston Villa. Chi pensa che la traversa di Lampard segna il contrappasso per chi un anno prima aveva vinto la Champions con un solo tiro in porta in 120 minuti si sbaglia. Di grosso. Al 93′, nell’ultimo dei tre minuti di recupero concessi dall’arbitro Kuipers, Ivanovic mette dentro di testa l’ultimo corner della gara. E’ l’azione che chiude la partita. Almeno così si pensa. C’è invece ancora mezzo minuto e su un lancio lungo della difesa del Benfica, la retroguardia inglese si fa trovare impreparata e lascia Cardozo a ridosso dell’area piccola in condizione di battere a rete, e qui Gary Cahill in scivolata con la punta del piede nega il gol del 2-2 al centravanti paraguayano. Finale epicamente in linea con la storia (più e meno recente) delle due squadre. ECL EUROPA

UEFA Europa League 2012-13 – Finale / Amsterdam, Amsterdam ArenA

BENFICA-CHELSEA 1-2 (0-0)

Benfica: Artur; Almeida, Luisao, Garay (77′ Jardel), Melgarejo (65′ John); Matic, Perez; Salvio, Rodrigo (65′ Lima ), Gaitan; Cardozo. Allenatore: Jorge Jesus
Chelsea: Cech; Azpilicueta, Cahill, Ivanovic, Cole; Luiz, Lampard; Ramires, Mata, Oscar; Torres. Allenatore: Benitez

Arbitro: Kuipers (Olanda)
Reti: Cardozo 68′ rig; Torres 60’, Ivanovic 93′
Ammoniti Garay, Luisao; Oscar.

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