Stale Solbakken

“Alcuni dei miei sono così pazzi da credere che sarà una partita facile per noi”. La dichiarazione del tecnico norvegese Stale Solbakken più della pazzia della sua squadra dà la misura della crisi del Chelsea. Il Copenhagen ha già scritto la storia del calcio danese, diventando la prima squadra della Danimarca capace di raggiungere gli ottavi di finale di Champions League. Ma non dà segni di appagamento.

Stale Solbakken
Stale Solbakken, tecnico del Copenhagen

In attesa dell’avvio del nuovo campionato danese, il Copenhagen non gioca una partita ufficiale dall’ultima gara della fase a gironi di Champions League. Situazione non ideale ma che non scalfisce l’entusiasmo dei giocatori di casa, convinti di poter proseguire il cammino in Europa. Il perché è ben spiegato dal 43enne Solbakken: “Il punto è che molti dei miei giocatori, da quando sono arrivati in questa squadra, non hanno perso più di una, due partite, quindi pensano di poter vincere sempre. C’è molta fiducia in squadra ed è un bene, ma dovrò in ogni caso spiegar loro che non sarà una sfida facile”. Viste l’ambizione e la convinzione che animano ogni scelta del tecnico norvegese, c’è da scommettere che farà di tutto per alimentare ulteriormente la fiducia dei suoi, magari evidenziando i tanti problemi  che stanno caratterizzando la stagione del Chelsea, dentro e fuori dal rettangolo di gioco.

La Champions League è la competizione che può salvare la stagione di Carlo Ancelotti. Dopo aver vinto Campionato e FA Cup nella sua prima annata inglese, l’ex tecnico del Milan ha iniziato la stagione 2010-11 in modo trionfale con due successi per 6-0 in campionato e un gioco così travolgente e spumeggiante da azzerare ogni discussione su quale fosse il miglior Chelsea di sempre. L’entusiasmo e l’unanimità dei consensi sono durati però poche settimane. Alla sorprendente sostituzione di Peter Kenyon con Ron Gourlay alla fine dello scorso ottobre, ha fatto seguito il licenziamento di Ray Wilkins, primo e più fedele assistente di Ancelotti. Una sequenza che ha dato il via a un tracollo che ha portato la squadra a cedere al Manchester United un campionato che sembrava aver in mano e a vincere appena cinque delle ultime sedici partite. L’evidente crollo di risultati e rendimento della squadra è direttamente collegato allo tsunami che sta distruggendo la struttura organizzativa alla base dei successi degli ultimi anni. Kenyon e il direttore sportivo Frank Arnesen (che porterà con sé all’Amburgo il talent scout Lee Congerton) sono ormai il passato, mentre il presente voluto da Abramovich è Gourlay. Per ora ha carta bianca: ha fatto fuori Wilkins e ha speso 75 milioni di euro per due giocatori del calibro di Fernando Torres e David Luiz. Rinforzi presi in ossequio ai desideri di Abramovich di vedere un’immediata inversione di tendenza. Acquisti effettuati con la nonchalance del miliardario che cambia yacht: più sfizio che volontà di dare esecuzione a un progetto che al momento non c’è.

Ora la squadra, disorientata dai messaggini d’amore inviati dal solito Mourinho (“I blues restano nel mio cuore: ero la persona più felice del mondo lì, volevo restare per sempre e poi mi hanno cacciato. Non so cosa accadrà in futuro”) e dalle voci che vorrebbero Guus Hiddink in procinto di tornare a Stamford Bridge, prova a salvare se stessa e il proprio tecnico. La dichiarazione di intenti è del capitano John Tery: “Abbiamo bisogno di stabilità e Carlo Ancelotti è l’uomo giusto per il nostro club. Ma non possiamo limitarci a esprimere desideri, dobbiamo fare risultati così sarà più facile convincere la società a confermarlo al termine della stagione”. In realtà Ancelotti rischia già adesso: un’eventuale sconfitta al Parken stadion potrebbe spingere Abramovich ad accelerare i tempi di un addio deciso da tempo. Il rinnovo di Guardiola col Barcellona ha costretto il magnate russo a cercare altrove: il tecnico blaugrana era l’obiettivo numero uno per la prossima stagione. Solbakken potrebbe diventarlo. ECL

UEFA Champions League 2010-11 – Andata ottavi di finale / Copenhagen, – Parken Stadion

COPENHAGEN-CHELSEA

Possibili formazioni

Copenhagen: Wiland, Jorgensen, Antonsson, Wendt, Pospech; Claudemir, Bolanos, Kvist, Vingaard; Gronkjaer; N’Doye. Allenatore: Solbakken
Chelsea: Cech, Bosingwa, Ivanovic, Terry, Cole; Essien, Mikel, Lampard; Anelka, Torres, Malouda. Allenatore: Ancelotti

Arbitro: Björn Kuipers (Olanda)

©LECHAMPIONS.it. Tutti i diritti riservati/All rights reserved.