Neymar (Barcellona)

E’ chiaro la Liga vuole riprendersi lo scettro sottratto dalla Bundesliga. La sfida valida per la Supercoppa tedesca tra Borussia Dortmund e Bayern Monaco non era solo la “rivincita” dell’ultima finale di Champions League o la prima partita ufficiale della stagione per campioni e vicecampioni d’Europa, era soprattutto un antipasto dell’attenzione che nel 2013-14 verrà riservata a livello mondiale al calcio tedesco, completamente rilanciato dagli exploit europei delle due squadre e dall’arrivo sulla panchina bavarese di Pep Guardiola. Neymar al debutto col Barcellona

La risposta spagnola può arrivare solo da Barcellona e Real, che puntano le loro fiches sulle coppie più belle del mondo: Messi-Neymar da una parte, Ronaldo-Bale dall’altra. Una già pronta, l’altra ancora in divenire.Mentre il Tottenham risponde al Real Madrid che 100 milioni non bastano per portare via Gareth Bale da White Hart Lane, il Barcellona si gode i primi scampoli di partita di Neymar in maglia blaugrana nel 2-2 contro il Lechia Danzica. Mandato in campo all’80’ al posto dell’exUdinese Alexis Sanchez, il nuovo numero 11 dei catalani tocca palla cinque volte e rimedia mezza dozzina di pestoni. È solo l’inizio. Ma il ragazzo ha talento, modestia (“Mi servirà tempo per adattarmi a un calcio nuovo”), classe purissima: con Messi, Xavi e Iniesta promette meraviglie.

Gareth Bale invece è ancora in attesa di sapere se i 100 milioni di euro offerti dal Real Madrid basteranno a strapparlo al Tottenham, che ha fissato a quota 145 il prezzo del 24enne gallese. Perez ha già sollevato l’offerta e pensa di inserire contropartite tecniche come Angel Di Maria per convincere gli Spurs a mollare la presa. Il regista del Barcellona Xavi Hernandez, non proprio uno neutrale, ha commentato così il possibile arrivo dell’asso gallese: “Non so se vale tutti quei soldi.Gareth Bale: un solo protagonista Sarò sincero, non gli ho mai visto giocare novanta minuti interi”. Mah. Sincero o meno, il dubbio di Xavi è legittimo. Più che sulla valutazione, sull’affare. Perché Gareth Bale a 24 anni è un campione e non una scommessa, anche se i giocatori britannici patiscono più di altri il passaggio all’estero.  Di sicuro Bale è l’unico al mondo che può giocare da fuoriclasse sia come terzino sinistro (il suo primo ruolo), che come ala (idea di Harry Redknapp), punta o mezza punta (reimpostato così da Andre Villas Boas lo scorso anno). L’incognita non è il giocatore ma l’affare. Se può chiamarsi così un’offerta che mira a spendere su un solo giocatore i soldi necessari per acquistarne sette da 20 milioni l’uno? In uno sport di contatto dove l’infortunio è purtroppo sempre in agguato (a maggior ragione nel caso di un giocatore dinamico e coraggioso come Bale), più che di investimento si dovrebbe parlare di tiro alla roulette.  Insomma si può rompere un giocatore, non sette contemporaneamente. Ma alla razionalità si replica con gli scongiuri e con il marketing. La filosofia galactica di Florentino Perez è nota: nessuna squadra equilibrata e vincente può rivaleggiare con l’interesse generato da una squadra di grandi nomi, meglio se grandissimi. Galattici appunto. L’affare si farà a ogni costo. Il Tottenham lo sa e per questo continua a sollevare il prezzo.

Il Bale&Ronaldo Show sarà servito al Bernabeu e al mondo intero. Dopo stagioni di Superclasico ridotto a un match di “singolare” tra Leo Messi e Cristiano Ronaldo, quest’anno almeno si passa al “doppio”. ECL EUROPA

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