Il gol di Ronaldo Doppio matchpoint per Manchester United e Borussia Dortmund. I pareggi con gol strappati da inglesi e tedeschi nelle trasferte di Madrid e Donetsk sono un’ottima dote in vista delle gare di ritorno tra le mura amiche. Al Bernabeu il Real Madrid ha fatto la partita, lo United si è limitato a controllarla. Dopo il palo colpito da Fabio Coentrao in avvio (decisiva al deviazione di De Gea), lo United sblocca il risultato al 20′ con Danny Welbeck che sfugge alla blanda marcatura di Sergio Ramos per girare in rete di testa un corner di Rooney.
RONALDO SHOW. Ronaldo sfiora il pari al 27′ su punizione: dai ventri metri di destro colpisce la barriera, sulla ribattuta, di sinistro, sfiora il palo alla destra di De Gea. Impressionante esibizione di potenza e facilità di tiro. Il pari arriva al 30′, e la firma non può che essere del miglior giocatore a disposizione di Mourinho: su cross di Coentrao dalla sinistra Cristiano Ronaldo di testa stacca nettamente su Evra, facendo sembrare ancor più piccolo il capitano dei red devils. Al 34′ Welbeck sfiora il 2-1, nella ripresa invece sono Di Maria al 52′, Coentrao al 60′ e Khedira al 78′ ad andare vicini al raddoppio per gli spagnoli. Assente non giustificato Benzema (sempre ben controllato da Ferdinand), i madrileni si affidano ai guizzi di Ozil, Di Maria e, soprattutto, Cristiano Ronaldo. Il portoghese è l’unico tra i padroni di casa a poter creare in ogni momento pericoli all’ottimo De Gea. L’aria di casa deve aver fatto molto bene all’ex portiere dell’Atletico Madrid che per una volta dà dimostrazione di prontezza e sicurezza, facendosi trovare pronto sia sui tiri da lunga distanza che nelle mischie in area. Sicuramente il migliore dei suoi assieme alla coppia dei centrali di difesa Evans-Ferdinand.
SPUNTA VAN PERSIE. Il blando monologo madrileno della ripresa viene interrotto da due squilli di Robin Van Persie: l’olandese al 72′ con un tiro sbilenco supera l’avanzato Diego Lopez ma si vede negare il gol da un intervento in scivolata sulla linea di Xabi Alonso; al 93′ è proprio il portiere di casa a deviare in angolo il diagonale dell’ex punta dell’Arsenal nell’ultima azione della partita. L’1-1 finale premia la squadra di Ferguson, ma non è certo sufficiente a dar per morta una squadra come il Real Madrid.
RESA DEI CONTI. Resta però negli occhi la differenza di organizzazione tra le due squadre. Solido, composto, mai intimorito anche nelle situazioni di maggior affanno lo United (atteggiamento ben sintetizzato dalla prestazione senza fronzoli ma di grande sostanza di Wayne Rooney nel ruolo di tornante di destra); sempre in bilico tra esaltazione e crisi di nervi il Real. Che lo spogliatoio dei madrileni sia una polveriera lo confermano gli atteggiamenti di Mourinho: prima seduto in panchina in solitudine durante l’intervallo, con i suoi ancora negli spogliatoi, quasi a voler prendere le distanze dalla squadra e dall’eventuale insuccesso (lo Special one sta già costruendo la sua arringa per giustificare una stagione finora molto deludente); poi nel dopogara attribuendo all’errore di Sergio Ramos sul primo gol la colpa del risultato (“Noi prepariamo la partita mostrando le situazioni pericolose ai giocatori, se poi questi perdono i duelli individuali non puoi fare niente”). Jose Mourinho è certamente un tipo sveglio. Fin troppo. Atteggiamenti e dichiarazioni polemiche servono a mascherare l’evidenza: in tre anni non è riuscito a dare un’impronta di gioco ai Blancos, che vivono delle fiammate dei (tanti) campioni. Lo ha confermato il confronto con lo United, così come quelli col Bayern nella scorsa edizione e col Borussia Dortmund nella fase a gironi.

Robert Lewandowski festeggiato per il gol dell'1-1TRAGEDIA. L’altra sfida di giornata metteva di fronte due squadre di minor blasone ma decisamente più spumeggianti. Una sfida che prometteva e ha offerto spettacolo, ma preceduta dalla tragedia aerea che ha visto cinque tifosi morire nell’atterraggio di emergenza di un Antonov partito da Odessa per trasportare una quarantina di sostenitori ucraini alla sfida col Borussia. Ricordate (e subito dimenticate) le vittime col minuto di silenzio, le due squadre hanno giocato da subito a viso aperto.  Sfida equilibrata: più brillante il Borussia, più cinico lo Shakhtar che ha però il rammarico di aver vanificato un possibile 2-1 a pochi minuti dalla fine per un’evitabile disattenzione difensiva su calcio d’angolo.
LEADER KLOPP. Il Borussia Dortmund ha confermato di avere il potenziale offensivo e la manovra per mettere in difficoltà chiunque. Lo Shakhtar è andato due volte in vantaggio (con Srna al 30′ e con Douglas Costa al 68′) e due volte i tedeschi sono riusciti a bucare la retroguardia di Lucescu (con Lewandowski al 41′ e Hummels all’87’ – lo stopper della nazionale tedesca aveva già colpito una traversa di testa). Un bel risultato per la squadra di Klopp , che proprio alla vigilia ha invitato Abramovich a depennarlo dalla lista dei papabili per il Chelsea: “Non ho bisogno di soldi, ho firmato per il Borussia sino al 2016 e voglio rispettare l’impegno”. I gialloneri hanno tutto per poter vincere questa competizione, soprattutto la sfrontatezza necessaria per non farsi intimidire da nessun rivale. ECL EUROPA

UEFA Champions League 2012-13 – Andata ottavi di finale / Madrid, Santiago Bernabeu

REAL MADRID-MANCHESTER UNITED 1-1 (1-1)

Real Madrid: Diego Lopez; Arbeloa, Varane, Sergio Ramos, Coentrao; Xabi Alonso (82′ Pepe), Khedira; Di Maria (75′ Modric), Ozil, Cristiano Ronaldo; Benzema (60′ Higuain). Allenatore: Jose Mourinho
Manchester United: De Gea; Rafael, Evans, Ferdinand, Evra; Rooney (83′ Anderson), Jones, Carrick, Welbeck (73′ Valencia); Kagawa (64′ Giggs), Van Persie. Allenatore: Alex Ferguson

Arbitro: Brych (Germania)
Reti: 30′ Cristiano Ronaldo; 20′ Welbeck
Ammoniti: Van Persie, Rafael, Valencia

UEFA Champions League 2012-13 – Andata ottavi di finale / Donetsk, Donbass Arena

SHAKHTAR DONETSK-BORUSSIA DORTMUND 2-2 (1-1)

Shakhtar Donetsk: Pyatov, Srna, Rakitskiy, Chygrynskiy, Rat, Fernandinho, Hubschman, Alex Teixeira (Eduardo 83′), Mkhitaryan, Taison (Douglas Costa 62′),Luiz Adriano. Allenatore: Mircea Lucescu
Borussia Dortmund: Weidenfeller, Piszczek, Felipe Santana, Hummels, Schmelzer, Kehl, Bender, Blaszczykowski (Leitner 80′), Gotze, Reus (Schieber 90′), Lewandowski. Allenatore: Jurgen Klopp

Arbitro: Howard Webb (Inghilterra)
Reti: Srna 31′, Douglas Costa 68′; Lewandowski 41′, Hummels 87′.
Ammonito: Fernandinho

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