Zdenek ZemanFilosofie opposte di due amanti del 4-3-3. Schema unico e invariabile per il tecnico boemo: “E’ la disposizione più razionale per occupare gli spazi”. Modificabile in base alle esigenze per il portoghese: “Mi piace ma devo scegliere lo schema in base ai giocatori che ho”.
Visioni opposte. Che finora non è stato possibile confrontare in campo in un duello che poteva replicare quelli già visti negli anni Novanta tra Zeman e un altro alfiere del pragmatismo come Fabio Capello. Sfide mai banali tra grandi allenatori: le loro squadre si riconoscono sempre.
Se l’8-2 rifilato nel 1992 dal Milan di Gullit e Van Basten al Foggia di Rambaudi, Signori e Baiano, che avevano chiuso il primo tempo in vantaggio 2-1, affermava la concretezza e la superiorità di mister sempre-e-ovunque-risultati, i 4-0 della Lazio nel 1995 o il 5-0 della Roma nel 1998 con cui il tecnico boemo aveva restituito il trattamento a Capello e al suo Milan, ribaltavano argomenti e giudizi.
I duelli Zeman-Mourinho avrebbero anche l’ulteriore merito di dare un po’ di interesse agli stucchevoli commenti dei dopogara. Sempre uguali, inutili, nulladicenti. Un pedaggio pagato alle esigenze televisive: leggi spot e cartelloni pubblicitari alle spalle di intervistatore e intervistati.
Un tipo sveglio come Mourinho si è appropriato con abilità di questo vuoto, come già accaduto in Inghilterra, approfittando di giornalisti ormai assuefatti alla ripetitività di risposte banali e soprattutto alle loro stesse domande. Uno che risponde dopo aver pensato o decide lui di cosa si deve parlare in conferenza stampa, agevola il lavoro di chi è a corto di idee e voglia.
A Zeman bastano poche battute per fotografare il fenomeno: “Mourinho è un grande gestore di giocatori ma è ancora più bravo a gestire i giornalisti. Con lui i tifosi nerazzurri non vedranno mai un bel gioco, anche se l’Inter resta la grande favorita del campionato, pur giocando malissimo, perché ha la rosa più attrezzata”. Poteva andare avanti e dire che le difficoltà dell’Inter di quest’anno nascono proprio dal fatto che Mourinho sta cercando il “bel gioco”. Non avendolo mai praticato fatica a insegnarlo. ECL EUROPA

©LECHAMPIONS.it. Tutti i diritti riservati/All rights reserved.