Complimenti. Quelli di Benitez al Chelsea per la «meritata vittoria», quelli di Hiddink al Liverpool «da temere perché nella gara di ritorno potrebbe essere capace di cose incredibili come ha già fatto in passato».
I reds hanno l’orgoglio e la voglia di combattere nel dna e quindi anche a Stamford Bridge proveranno a giocarsela ma le chances di uscire vincitori da quello stadio con tre gol di scarto sono pressoché nulle. Il trionfo di Anfield conferma la bravura del tecnico olandese capace di escludere dalla gara Steven Gerrard dedicando Michael Essien alla marcatura del numero otto inglese e utilizzando Frank Lampard in una inedita posizione di regista arretrato anziché nell’abituale ruolo di incursore. Al confronto la scelta di Benitez di riproporre senza variazioni il solito 4-2-3-1 è sembrata più che una dimostrazione di forza una prova di impotenza: Lucas che ha sostituito Mascherano si è confermato non all’altezza e anche l’apporto a sinistra di Riera e Fabio Aurelio è stato pressoché nullo.
Eppure la gara era iniziata con la partenza razzo del Liverpool con Ivanovic, preferito a Belletti come sostituto dell’indisponibile Bosingwa, che dopo pochi secondi devia fuori un pallone di Kuyt indirizzato in rete. I padroni di casa non danno modo ai ragazzi di Hiddink di trovare misure e posizioni e dopo sei minuti arriva il vantaggio per i reds con Fernando Torres che finalizza al meglio una bellissima triangolazione di Kuyt e Arbeloa. Sembra il preludio al replay della gloriosa eliminazione del Real. E invece lì il Liverpool si svuota: Torres manca due buone occasioni per siglare il raddoppio, imitato dall’altra parte da Drogba. Ci pensa allora Ivanovic a trasformare il suo ruolo di invitato a sorpresa in quello di protagonista della serata, siglando al 39′ il gol del pareggio con un bel colpo di testa su calcio d’angolo di Malouda. L’ormai notorio marcamento a zona sui calci piazzati del Liverpool mostra le sue crepe: Ivanovic fugge a Xabi Alonso e non viene anticipato da Skrtel: uno pari. Duro colpo per il Liverpool. Al ritorno in campo si ha la conferma che l’inerzia della gara è cambiata. E’ il Chelsea stavolta a regalare l’avvio sprint mostrato dal Liverpool nel primo tempo. Jamie Carragher si conferma difensore di classe mondiale con un salvataggio sulla linea di porta splendido per tempismo e coordinazione che nega il gol del 2-1 a Drogba. Terry viene ammonito per carica sul portiere di casa e salterà il ritorno perché diffidato. Ma si tratta dell’ultima buona notizia per Il Liverpool. I blues trovano immediatamente il modo di limitare il danno dell’assenza del capitano nella gara di ritorno provando a chiudere il discorso qualificazione già nella gara di andata. Sembra impossibile ma è proprio quel che accade. Il raddoppio arriva nuovamente per merito di Ivanovic (a inizio stagione lo aveva richiesto il Milan per sostituire Nesta e adesso lo vuole la Fiorentina) che mette alle spalle di Reina un corner, battuto stavolta da Lampard. Cinque minuti e arriva in contropiede il 3-1 con Drogba che alla quinta occasione della serata mette dentro il gol che mette la parola fine al discorso qualificazione. John Terry potrà rilassarsi davanti alla tv, pensando a cosa fare per arginare il trio delle meraviglie Messi-Eto’o-Henry. I prossimi avversari. Per Gerrard e compagni resta il campionato. ECL EUROPA

UEFA Champions League 2008-09 / Andata Quarti di finale – Liverpool, Anfield Road

LIVERPOOL-CHELSEA 1-3 (1-1)

Liverpool: Reina, Arbeloa, Carragher, Skrtel, Aurelio (Dossena dal 75′), Lucas (Babel dal 79′), Xabi Alonso, Kuyt, Gerrard, Riera (Benayoun dal 67′), Torres. Allenatore: Rafael Benitez
Chelsea: Cech, Ivanovic, Terry, Alex, Ashley Cole, Kalou, Ballack, Essien, Lampard, Malouda, Drogba (Anelka dal 79′). Allenatore Guus Hiddink

Arbitro: Claus Bo Larsen (Danimarca)
Marcatori: Torres al 6′; Ivanovic al 39′ e al 62′, Drogba al 67′
Ammoniti: Fabio Aurelio; Kalou, Terry

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