Una nazione alle spalle – sulle spalle secondo alcuni – ha dato al TP Mazembe la carica necessaria per cercare sino alla fine quel gol che serviva per portare in Congo la Champions League africana.

L’ottimo record casalingo del Mazembe (5 vittorie e una sconfitta) e quello decisamente non eccezionale dell’Heartland in trasferta (2 vittorie, 3 pareggi, 2 sconfitte), sembravano dare una chiara indicazione a favore dei padroni di casa, cui bastava l’1-0 per conquistare la Coppa. Il 2-1 ottenuto dall’Heartland a Owerri domenica scorsa non garantiva ai nigeriani un ampio margine di sicurezza.

Nonostante il gran tifo dei 35mila tifosi che hanno riempito il Kenya stadium di Lubumbashi, tra i quali il capo di Stato congolese Kabila, i padroni di casa faticavano a insidiare la difesa ospite ottimamente guidata dal capitano Ezuruike. Solo in una circostanza il Mazembe riusciva a rompere il muro nigeriano ma Brown era bravissimo a deviare in tuffo lo spettacolare colpo di testa in tuffo di Dioko. La ripresa era caratterizzata da un triplice infortunio a tre uomini chiave dell’Heartland. Roba da non credere, qualcosa mai vista a questi livelli. Fuori in un colpo solo il portiere Brown, il difensore Ibenegbu e il miglior giocatore ospite King Osanga, decisivo anche nella gara d’andata. Una sfortuna simile, vista la latitudine, può far pensare solo a una macumba.

Gli ospiti non si scompongono più di tanto ma rinunciano completamente al gioco di rimessa, badando a portare in porto lo zero a zero. Un eccesso di prudenza che costerà caro. La mancanza di King Osanga è decisiva: gli ospiti perdono in personalità, mentre i padroni di casa acquistano ulteriore coraggio, grazie anche agli innesti di Basisila e Luyeye, inseriti da Garzitto al posto di Singuluma e Dioko. La partita è sempre più a senso unico. Il gol è nell’aria ma non arriva e sembra destinato a non arrivare quando al 73′ Omodiagbe di testa realizza il più sfortunato e inopportuno degli autogol, scavalcando Ezenwa che aveva preso il posto di Brown.

Colpo mortale per l’Heartland, svuotato di ogni energia fisica e nervosa da una partita interpretata in chiave totalmente difensiva. Pur avendo un quarto d’ora a disposizione per cercare di siglare il gol che avrebbe portato il trofeo in Nigeria, gli ospiti non erano in grado di cambiare registro e mettere sotto pressione la difesa dei padroni di casa. Ad emergere erano invece impotenza e frustrazione, ben evidenziate dal fallo di Nwanna, punito col rosso dall’arbitro algerino Mohamed Benouza.

Per i Corvi si tratta del terzo trionfo nella massima competizione africana per club: nel 1967 e nel 1968 gli altri due, cui erano seguite due sconfitte in finale nel 1970 e nel 1971. L’ultimo alloro continentale del Mazembe era stata la Coppa delle Coppe 1980. Per i ragazzi allenati dal tecnico italo-francese Diego Garzitto il sogno prosegue tra un mese ad Abu Dhabi nel Mondiale per club. LECHAMPIONS AFRICA

CAF Champions League 2009 – Finale – Gara di ritorno / Lubumbashi, Kenya stadium
TP Mazembe – Heartland 1-0 (73′ autogol di Omodiagbe)

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