Come gettare al vento una Champions League stravinta. Questo è il film che è andato in scena mercoledì sera nello stadio Ataturk di Istanbul, nella 50ma finale della massima competizione europea. Protagonista principale è stato il Milan che nel primo tempo del match era riuscito ad andare in rete addirittura tre volte: con Maldini, dopo soli 53 secondi, e un doppio Crespo per la gioia soprattutto di Carlo Ancelotti, che aveva preferito l’argentino a Pippo Inzaghi spedito in tribuna.
I rossoneri, come spiega benissimo il parziale, nella prima frazione hanno dimostrato quello che anche oggi, dopo la tremenda sconfitta, è nella testa di tutti: una netta superiorità tecnica rispetto al Liverpool. Ma tutto ciò, condito anche da un pizzico (anzi due!) di sfortuna non è bastato. I reds, spinti non si sa da cosa, nel secondo tempo e in soli sei minuti sono riusciti a realizzare le reti per riportare il risultato in perfetta parità: prima capitan Gerrard con un’incornata nel sette, poi Smicer e Xabi Alonso. Tre a tre e tutto da rifare.
Dopo aver agguantato il pari il Liverpool si siede, tira il fiato e aspetta i calci di rigore che sono pur sempre una lotteria. Magari ti va bene. Prima però c’è da gustare una clamorosa palla gol mangiata o sfortunatamente mancata da Shevchenko nel secondo tempo supplementare: il portiere inglese Dudek prima si supera respingendo d’istinto, poi sulla ribattuta dell’ucraino da mezzo metro si trova incredibilmente la palla sul braccio. Roba da non credere. Dopo la messe di gol dei regolamentari, i supplementari terminano a reti bianche e si va ai rigori.
Quei rigori che due anni fa regalarono ai rossoneri la coppa con le orecchie ai danni della Juventus ma che ieri hanno prodotto una delle più amare sconfitte della storia milanista. Quel simpaticone di Dudek, si sa, non è conosciuto come l’ipnotizzatore dei rigoristi, e consigliato da Jamie Carragher tenta la sorpresa: sulla linea di porta inizia a danzare e riesce a disturbare l’avversario con un balletto fastidioso quanto parte della storia del Liverpool (l’aveva fatto anche Grobbelaar nel 1984 e gli era andata bene). Il giochetto funziona tre volte: Serginho, Pirlo e Shevchenko le vittime. Si ‘salvano’ Tomasson e Kakà, ma purtroppo non basta: i reds alzano la coppa dopo le trasformazioni dagli undici metri di Hamann, Cisse e Smicer.
Un successo che riempie di felicità Steven Gerrard: «Come posso andare via dopo una serata così?». E il signor Dave Bushell, di Preston, che lo scorso dicembre aveva puntato 500 sterline sulla vittoria della sua squadra in Champions league. Andrà a ritirare ottanta volte la somma giocata. Invece ci saranno cento persone che incasseranno 100 volte la posta puntata: sono poco più di un centinaio di irriducibili che nell’intervallo, coi reds sotto tre a zero, hanno puntato sulla vittoria finale del Liverpool. Hanno avuto ragione loro. LECHAMPIONS EUROPA

UEFA Champions League 2004-05 – Finale / Istanbul, stadio Ataturk

MILAN-LIVERPOOL 5-6 (3-0, 3-3; 3-3 dts)

Milan: Dida; Cafu, Nesta, Stam, Maldini; Gattuso (112′ Rui Costa), Pirlo, Seedorf (86′ Serginho); Kakà; Crespo (85′ Tomasson), Shevchenko. In panchina: Abbiati, Kaladze, Costacurta, Dhorasoo. All. Carlo Ancelotti
Liverpool: Dudek; Finnan (46′ Hamann), Carragher, Hyypia, Traoré; Luis Garcia, Gerrard, Xabi Alonso, Riise; Kewell (23′ Smicer); Baros (85′ Cisse). In panchina: Carson, Josemi, Nunez, Biscan. All. Rafael Benitez

Arbitro: Mejuto Gonzalez (Spagna)
Reti: Maldini 1′, Crespo 39′, 43′; Gerrard 54′, Smicer 56′, Xabi Alonso 60′ rig
Sequenza rigori: Serginho (fuori), Hamann (gol); Pirlo (parato), Cissé (gol); Tomasson (gol), Riise (parato); Kakà (gol), Smicer (gol); Shevchenko (parato)
Ammoniti: Carragher, Baros

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