Osservare i movimenti del mercato allenatori aiuta a capire cosa si muove, e perché, dietro le quinte del mondo del calcio. Cronaca degli ultimi giorni. Nella serie B inglese il Middlesbrough esonera Gareth Southgate e lo sostituisce con Gordon Strachan, cui il Celtic aveva preferito Tony Mowbray. Lo scozzese esordisce con una gaffe: in conferenza stampa viene visto il foglietto su cui ha scritto la lista della spesa, che prevede 13 nomi. Non proprio il modo migliore di incoraggiare quelli a disposizione.
Sempre in Inghilterra, il Notts County (quarta serie) dopo aver avuto contatti con circa 80 allenatori – tra i quali Roberto Mancini, come ammesso dall’amministratore delegato del club Peter Trembling (“Una persona eccezionale, con la quale protremo magari ritrovarci in futuro”) – ha scelto lo svedese Hans Backe. Ex collaboratore di Eriksson è stato preferito dall’ex ct inglese svedese anche al pupillo David Platt, osteggiato dai tifosi per il suo passato col Nottingham Forest.
In serie A il Napoli dà il benservito all’ex ct dell’Italia Roberto Donadoni per riproporre l’ex doriano Walter Mazzarri. Nessuna gratitudine a Siena: la sconfitta col Bologna (che aveva sostituito pochi giorni fa Papadopulo con Franco Colomba) costa il posto a Marco Giampaolo, che solo pochi mesi fa veniva giustamente riconosciuto come il vero artefice dell’ottimo 2008-09 senese. Stessa storia a Livorno: via Gennaro Ruotolo, e ritorno nella massima serie dell’ottimo Serse Cosmi, che ripaga la fiducia del presidente Spinelli con due vittorie nei primi due incontri.
Una Bundesliga deludente e una campagna europea disastrosa sta per costare la panchina dello Stoccarda a Marcus Babbel. Meno pazienza in Russia, dove il CSKA Mosca chiama l’ex allenatore del Krylia Sovetov Leonid Slutski per sostituire l’esonerato Juande Ramos, che aveva preso il posto di Zico (ora all’Olympiacos) e non è riuscito nemmeno a completare i tre mesi di contratto previsti. In parallelo l’Atletico Madrid ha deciso di esonerare Abel Resino per sostituirlo con l’ex Valencia Quique Sanchez Flores. In controtendenza il Villareal che ha difeso Ernesto Valverde, nonostante l’ex tecnico dell’Athletic Bilbao abbia vinto la prima partita in campionato solo all’ottava giornata dopo tre pareggi e quattro sconfitte. Risultati ben lontani da quelli registrati con Pellegrini al timone. Ma il tecnico cileno, dopo la debacle del Real Madrid con l’Alcorcon, sta anche peggio, nonostante il secondo posto nella Liga e una situazione fluida in Champions League che lo vede ancora favorito col Milan per il passaggio del turno.
La panchina del Real brucia ma piace. E in giro ci sono diversi allenatori di nome: Bernd Schuster, Michael Laudrup, Roberto Mancini, Marco Van Basten, Jurgen Klinsmann. Ma soprattutto Luciano Spalletti, perché trovargli una panchina importante sembra diventato imperativo.
“Abbandonata la nave giallorossa” (copyright Rossella Sensi), da settimane il nome dell’ex allenatore della Roma viene accostato a tutte le panchine più prestigiose d’Europa. Non si capisce bene se dietro questa campagna ci sia solo il ricordo del bel gioco mostrato da Udinese e Roma durante la gestione del tecnico toscano o soprattutto il lavoro combinato di agenti e “campaigner” di redazione che mirano a sollevare le quotazioni del “prescelto”. Di certo c’è l’attività di lobbying, incessante, che da settimane eleva Spalletti a prima scelta delle dirigenze dei maggiori club del pianeta: “Il Manchester pensa a Spalletti per il dopo-Ferguson”, “Lo Zenit su Spalletti”, “La Juventus ritorna su Spalletti”, “Il Milan pensa a Spalletti”, “Real: Valdano punta su Spalletti”. Sorprendentemente il suo nome non è stato ancora accostato alla panchina del Manchester City. Mark Hughes ringrazia. Meno determinato, per non dire inesistente, il partito che sponsorizza altre candidature. I nomi di Zdenek Zeman, Alberto Zaccheroni, Jacques Santini, David O’Leary o Tony Adams non ricorrono mai. Troppo indipendenti? ECL

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