Antoine Kombouare
Antoine Kombouare
Antoine Kombouare

Et voilà Charles Ancelottì. In vetta al campionato francese, con una squadra rivoluzionata appena quattro mesi fa dopo una campagna acquisti costata quasi 90 milioni di euro, non è bastato al tecnico Antoine Kombouare per continuare ad allenare il Paris Saint Germain. Neanche la stima dei giocatori e l’apprezzamento dei tifosi sono servite. L’esonero dell’ex difensore (dal 1990 al 1995) del Psg era nell’aria dal momento in cui la proprietà qatariota aveva affidato la direzione del club a Leonardo. L’ex tecnico di Milan e Inter è l’unico regista dell’avvicendamento sulla panchina parigina tra Kombouare e Ancelotti, arrivato dopo un successo esterno in campionato: se questo continua a vincere, cosa facciamo?
L’unico insuccesso di Kombouare è rappresentato dall’eliminazione nella fase a gironi di Europa League, anche quella chiusa con una vittoria in rimonta sull’Athletic Bilbao. Tempi e modalità dell’esonero, così come la scelta di Ancelotti, confermano come Leonardo abbia assimilato i peggiori vizi del calcio italiano, abituato a dirigenti e allenatori che si portano appresso in ogni avventura gli stessi collaboratori, gli stessi giocatori. Un approccio che denota l’incapacità di osservare e comprendere le nuove realtà, limitandosi a ripetere il solito canovaccio ovunque. Parigi, Monaco di Baviera, Bilbao, Manchester, Mosca: a parità di mezzi finanziari a disposizione, Leonardo si sarebbe comportato allo stesso modo in qualunque di queste realtà: campagna rafforzamento basata su giocatori della serie A italiana, ricchi contratti offerti agli amici David Beckham e Carlo Ancelotti, etc.
Sostituire Kombouare con Ancelotti è un’operazione ingiusta, ottusa e provinciale, che ricorda il ben servito dato nel 2003 (il giorno dopo aver vinto la Liga) dal Real Madrid a Vicente Del Bosque, un altro non-personaggio che aveva la pretesa di fare l’allenatore senza pr al seguito: “E’ grigio, non ha carisma, non ha fascino, non è l’uomo giusto per il progetto dei galacticos”. Leonardo scimmiotta Florentino Perez: l’orizzonte del nuovo Psg non si limita a Parigi ma all’Europa, in panchina serve un tecnico di comprovato livello internazionale come Ancelotti, che contribuirà a far crescere la dimensione internazionale del club. L’orizzonte del nuovo Psg non si limita a Parigi, ma da lì parte, sarebbe stato meglio ricordarlo. ECL EUROPA

 

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