Zlatan Ibrahimovic
Zlatan Ibrahimovic
Ibra: poker all’Anderlecht

Il poker di Zlatan Ibrahimovic nel 5-0 del Psg all’Anderlecht è il momento più memorabile della terza giornata della fase a gironi dell’UEFA Champions League 2013-14. I campioni di Francia hanno passeggiato sull’Anderlecht infliggendo una durissima lezione a una squadra che in questa edizione finora non ha mai segnato e sempre perso. Ma la prestazione dei parigini e in particolare del loro capitano è stata tale da spingere i tifosi di casa a regalare una standing ovation all’ex punta di Juventus e Inter quando al 36′ ha realizzato il momentaneo 3-0 con una cannonata al volo da quasi trenta metri. Un missile di rare potenza e precisione. Un gioiello salutato con un’ovazione anche dai tifosi di casa, ammirati da tanta bellezza. I 4 gol realizzati tra il 17′ e il 62′ (Cavani al 51′ ha siglato il temporaneo 4-0) iscrivono Ibra nel gruppo di giocatori autori di un poker in Champions (Van Basten, Inzaghi, Prso, Van Nistelrooy, Shevchenko, Messi, Gomis, Mario Gomez e Lewandowski). Fosse riuscito a segnarne un altro nella mezz’ora finale avrebbe raggiunto Messi, l’unico capace di farne cinque nella stessa gara. L’exploit individuale di Ibrahimovic fa passare in secondo piano prestazione e risultato del Psg, che domina il girone C: 11 gol fatti, uno subito, 9 punti in tre gare, cinque più di Olympiakos e Benfica (1-1 a Lisbona su un campo molto appesantito dalla pioggia).

Punteggio pieno anche per il Real Madrid nel girone B, dopo il poco entusiasmante 2-1 sulla Juventus. “Ma oggi contava solo il risultato” la giustificazione post-gara del tecnico dei blancos Carlo Ancelotti – con quei giocatori a disposizione lo spettacolo dovrebbe essere un dovere o quasi. La cura Mancini inizia a dare i suoi frutti e dopo un pari (a Torino con la Juve) e una sconfitta il Galatasaray ottiene contro il Copenhagen la seconda vittoria consecutiva grazie al 3-1 sul Copenhagen, ottenuto con tre reti nel primo tempo di Melo, Sneijder e Drogba. I turchi scavalcano in classifica al secondo posto la Juve, con cui si giocheranno l’accesso agli ottavi alle spalle del Real.

Arjen Robben (Bayern)
Arjen Robben: io non tiro

Giochi quasi fatti nel girone D con il Manchester City che grazie a Sergio Aguero ribalta il risultato in casa del Cska Mosca (2-1) e stacca di tre punti al secondo posto i russi. Fuori gioco per motivi opposti Viktoria Plzen (ultimi a 0) e Bayern (9), dopo il 5-0 dei bavaresi sui cechi. Nella cinquina tedesca più della doppietta di Ribery e del primo gol con la nuova maglia di Mario Goetze, da segnalare il rifiuto di Arijen Robben di calciare il rigore che ha sbloccato la partita, nonostante l’insistenza di Guardiola. Rifiuto in polemica col tecnico che sabato scorso nel 4-1 sul Mainz gli aveva preferito come rigorista Thomas Muller (parliamo di un rigore calciato all’82’ sul punteggio di 3-1). Capricci che umanizzano una squadra che ha cambiato schemi e ha iniziato a crescere sotto Guardiola, avvicinandosi parecchio ai livelli espressi un anno fa con Jupp Heynckes.

All’Old Trafford si parlava soprattutto dell’ultima autobiografia di Alex Ferguson e dei tanti giudizi sui suoi ex giocatori (da Mark Bosnich a David Beckham, da Roy Keane a Wayne Rooney), ma la squadra, senza incantare, ha evitato distrazioni e ha saputo portare a termine il compito di superare il Real Sociedad. Decisivo l’autogol di Inigo Martinez al 2′, che compromette gara e risultato per i baschi, decisamente poco fortunati in questa Champions. Lo United guida il girone A con 7 punti, uno più del Bayer Leverkusen: sorprendente 4-0 dei tedeschi allo Shakhtar, con doppietta di Kiessling (che risponde così alle polemiche sul gol fantasma “segnato” in campionato contro l’Hoffenheim). ECL EUROPA

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