Coppa d'Africa 1957: immagine di Egitto-Sudan

La 28a Coppa d’Africa, attualmente in corso in Gabon e Guinea Equatoriale, si sta rivelando un modello di organizzazione se paragonata a molte edizioni precedenti. L’Africa Cup of Nations può vantare infatti una storia più lunga ma anche meno lineare rispetto ai campionati europei di calcio, organizzati per la prima volta nel 1960, tre anni dopo la prima edizione della Coppa d’Africa e da allora portati avanti puntualmente ogni quadriennio.  Niente a che vedere con le incertezze che avrebbero caratterizzato il torneo africano, prima ancora che venisse dato un calcio al pallone.

Coppa d'Africa 1957: immagine di Egitto-Sudan
Cartolina dal passato: Coppa d'Africa 1957, Egitto-Sudan

Appena un anno dopo l’istituzione della Caf, la Confederazione calcistica africana, il Sudan ospitava la prima competizione internazionale continentale: la Coppa delle nazioni africane, che si sarebbe dovuta disputare ogni due anni. Un’edizione che definire travagliata sarebbe un eufemismo. Il torneo inaugurale prevedeva la partecipazione di quattro nazionali: Sudan, Egitto, Etiopia e Sud Africa. I primi problemi arrivarono subito dopo il sorteggio che accoppiò i padroni di casa del Sudan all’Egitto e l’Etiopia al Sud Africa. La Caf pretese dal Sud Africa che l’apartheid non venisse applicato alla nazionale: richiesta respinta dalla federazione sudafricana che manifestò la disponibilità ad inviare una selezione composta solo da giocatori bianchi o, in alternativa, esclusivamente di colore. Una controproposta inaccettabile per la Caf, che portò alla rinuncia del Sud Africa. Le tre nazionali rimaste si sarebbero allora dovute affrontare in un mini-torneo all’italiana, ma qui fu l’Etiopia ad opporsi e pretese il rispetto delle regole iniziali (che prevedevano semifinali e finale) e quindi la propria qualificazione automatica alla finale per ritiro dell’avversario. Se le carte bollate premiarono gli etiopi, non altrettanto si può dire del campo, dove nella finale del 10 febbraio 1957 pagarono ampiamente il successo “legale”. Nello stadio comunale di Khartum, l’Egitto, che aveva superato 2-1 il Sudan nell’unica semifinale giocata, travolse l’Etiopia 4-0 con poker della punta Mohammed Diab El-Attar. I quattro gol segnati in finale più quello realizzato in semfinale fecero di “Diba” il primo capocannoniere della storia della Coppa d’Africa.
Due anni dopo la Coppa fu giocata dalle stesse nazionali, ma stavolta in Egitto e con la formula del girone all’italiana. Il successo finale andò nuovamente alla formazione egiziana, capace di replicare, anche numericamente, i successi della prima edizione: 4-0 all’Etiopia e 2-1 al Sudan, con doppietta di Baheeg, autore del gol-vittoria a un minuto dalla fine.
Dopo due batoste memorabili l’Etiopia si prese la rinvincita sull’Egitto nella terza edizione, che vedeva otto squadre impegnate nelle qualificazioni e poi un quartetto a giocarsi il titolo ad Addis Abeba. In semifinale L’Egitto supera l’Uganda 2-1, mentre i padroni di casa etiopi vincono 4-2 la sfida con la Tunisia. Nella finale del 21 gennaio 1962 l’Egitto si porta due volte in vantaggio con Abdelfattah Badawi al 35′ e al 75′, un minuto dopo il momentaneo pari di Girma. All’86’ Mengistu Worku anticipa di testa l’uscita del portiere egiziano, che col pugno colpisce il volto della punta anziché il palla che finisce in rete. E’ il gol del 2-2 per padroni di casa. Si va ai supplementari: al 101′ Italo Vassalo (fratello del capitano Luciano) sigla il 3-2 etiope, approfittando di un altro errore della difesa egiziana; al 117′ Worku sigla la sua doppietta fissando il punteggio sul 4-2 dopo aver superato in dribbling quattro avversari. Un gol che avrebbe contribuito a fare di Worku il più grande calciatore etiope della storia. ECL AFRICA

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