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Champions in gialloreds

In attesa dell’altra sfida impossibile (Juve in casa del Real dopo la scoppola di martedì scorso) già oggi possiamo dire orgogliosi che la Spagna non ci ha spazzato via dalla Champions League. Un 3-0 tra Roma e Barcellona era non solo irrealistico ma nemmeno i tifosi giallorossi più fiduciosi potevano sognarlo. Forse perchè il sogno è un limite che gli uomini si danno per combattere la paura. Il sogno, la magia, l’impresa e la festa (il presidente Pallotta ha scelto la fontana di Piazza del Popolo!) invece sono riusciti in una serata che l’Italia del pallone non dimenticherà. Un’impresa meritata anche per il troppo severo 1-4 subito la scorsa settimana al Camp Nou. Ne aveva bisogno la squadra di Di Francesco e il calcio nostrano in generale. “Io sono un pazzo. Ora bisogna puntare a Kiev, guardare in alto, credere nel massimo – ha detto a fine gara l’allenatore dei capitolini. Il Barca (Messi ombra di se stesso) non è stato l’undici schiacciasassi di sempre, i padroni di casa hanno aperto le danze con Dzeko (centravanti che a gennaio avrebbe dovuto essere ceduto ma alla fine disse no al Chelsea) chiudendole con i goleador che all’andata avevano ‘sbagliato’ porta: De Rossi e Manolas. Un successo storico: la Roma non arrivava a questi livelli dai tempi della Roma di Liedholm, stagione 83-84. E meglio non poteva arrivare al derby con la Lazio in programma domenica prossima.
Ieri grande festa anche per il Liverpool che il 3-0 al City lo aveva inflitto invece all’andata e ieri a Manchester ha vinto ancora. All’Etihad Stadium i reds di Klopp vanno sotto dopo soli 2′ ma nella ripresa, dopo il clamoroso raddoppio annullato dall’arbitro Lahoz a Sané, Salah e Firmino eliminano la squadra di Pep Guardiola ieri espulso per proteste. Due candidate alla vittoria finale sono fuori, sognare (ancora) è lecito. LECHAMPIONS EUROPA