Cristiano Ronaldo (Real Madrid)

E’ come se avessero messo il silenziatore. Alla vigilia di Barcellona-Real Madrid mancano le dichiarazioni esplosive di Jose Mourinho, squalificato e costretto a lasciare panchina e microfoni al vice Aitor Karanka. Provocazioni, lamentele, critiche, accuse: il tecnico portoghese ha preso la scena in modo così perentorio nei quattro ‘Clasicos’ che si sono già disputati in questa stagione, che si può avvertire il peso della sua assenza. Un fantasma che sembra incombere su una gara con meno pathos, per squalifica e risultato dell’andata (2-0 per il Barca), trasformata quasi in un’anteprima della prossima stagione con lo Special one lontano dal Bernabeu. Difficilmente Perez tratterrà un tecnico che nonostante una rosa di primissimo piano non è riuscito a portare a casa altro che la Coppa del Re. La Liga persa con largo anticipo, la Champions perduta scegliendo di fare catenaccio al Bernabeu nella semifinale di andata sono macchie che possono essere cancellate solo da una qualificazione alla finale di Londra. Difficile ipotizzare un crollo simile da parte del Barca: un 3-0 del Real, di questo Real, al Camp Nou necessiterebbe della collaborazione blaugrana; la determinazione mostrata da Puyol e compagni una settimana fa non incoraggia le illusioni madridiste.

Cristiano Ronaldo (Real Madrid)
Cristiano Ronaldo a testa bassa

In verità, i Blancos danno l’impressione di un pugile suonato, che ancora fatica a capacitarsi delle sventole rimediate una settimana fa al Bernabeu (dove quattro giorni dopo è stato sconfitto, immeritatamente, anche in campionato dal Real Saragozza). Chi si aspettava un grido di battaglia da parte di Karanka è rimasto deluso, l’ex stopper del Real ha confermato la linea di Perez e Mourinho che dipinge squadra e società come vittime: “La partita è passata in secondo piano a causa della sentenza dell’Uefa, che non ha voluto punire i giocatori del Barca che hanno violato il regolamento, mentre noi mesi fa siamo  stati puniti senza che il regolamento prevedesse una punizione (si riferisce alle sanzioni per le ammonizioni “volontarie” rimediate nella sfida di Amsterdam contro l’Ajax, ndr). La partita passa in second’ordine”. E così ci si dimentica delle assenze degli squalificati Ramos e Pepe, del ritorno di Carvalho tra le merengues e quello di Iniesta tra i blaugrana, del probabile innesto di Kakà dal primo minuto. Perfettamente calato nella parte di vice-Mou, Karanka prova a farne le veci sino in fondo: “La partita passa in secondo piano rispetto a un organismo che mette le parole rispetto e fair play dappertutto, a cominciare dalle magliette, per poi far finta che non sia successo nulla quando ci sono stati giocatori che hanno pronunciato frasi razziste ai nostri. La partita passa in secondo piano”.

Piagnisteo che non contribuisce a risollevare l’immagine del Real Madrid, ben fotografata nella sua rubrica settimanale sulla rivista Kicker da Ottmar Hitzfeld, campione d’Europa con Bayern e Borussia Dortmund e attuale ct svizzero: “Mourinho è un disonore per il Real Madrid: per comportamento e scelte tattiche sta diventando imbarazzante. Un cafone che mastica chewing gum e che ha danneggiato la reputazione e l’immagine di un club leggendario”. Se Hitzfeld sottolinea la carenza di stile, Johan Cruyff traccia un parallelo tra le scuse madridiste e quelle avanzate dal Barcellona: “Quando sono arrivato al Barca nel 1988, il Real aveva, secondo me, la miglior squadra degli ultimi 40 anni. Ma a Barcellona tutti si lamentavano e davano la colpa di tutto agli arbitri “madridisti, dalla testa ai piedi”. Sino a quando, giocando bene come loro o meglio, abbiamo iniziato a vincere. Allo stesso modo adesso, con la qualità dei giocatori a disposizione, il Real avrebbe potuto giocarsela col Barcellona e magari vincere”. A proposito del ‘nuovo stile’ del Real l’olandese fa una distinzione: “Non credo che Butragueño e Valdano seguano la linea della vittoria a ogni costo di Florentino Perez. E’ lui che detta la linea, Mourinho è solo un esecutore”.

Il Barcellona, forte del 2-0 ottenuto a Madrid, cerca di evitare distrazioni. Centrare una finale che appare sicura è l’unico obiettivo di Pep Guardiola, evidentemente fiaccato da una settimana di polemiche feroci e incessanti: “Dopo la partita tutto finirà per fortuna. Non è stato bello, non potevo aspettarmi una cosa così. Il Real Madrid crede nella sua denuncia ma il fatto che ci creda non vuol dire che sia vero: c’è un organismo che decide. Punto. Pensano che non siamo corretti? Noi pensiamo il contrario. Sarà una gara dura fisicamente e mentalmente: il Real proverà a fare la gara della vita ed eliminarci”. Tra i convocati catalani ritorna Eric Abidal: il nazionale francese, cui è stato asportato un tumore al fegato il 17 marzo scorso, ha avuto il via libera dei medici. Un ritorno che dà ulteriore entusiasmo alla tifoseria di casa, ansiosa di poter festeggiare l’eliminazione dei rivali più odiati. Arbitro della gara Frank De Bleeckere. Designazione che a Madrid considerano provocatoria: col belga il 21 ottobre 2009 il Real perse 3-2 in casa contro il Milan; lo scorso anno, al Camp Nou, De Bleeckere espulse Thiago Motta durante la semifinale di ritorno Barcellona-Inter, gara vinta dai padroni di casa ma che garantì la finale ai nerazzurri guidati da Jose Mourinho. ECL

UEFA Champions League 2010-11 – Ritorno semifinali / Barcellona, Camp Nou

Possibili formazioni
BARCELLONA-REAL MADRID 

Barcellona: Victor Valdes; Dani Alves, Mascherano, Piquè, Puyol; Xavi, Busquets, Keita; Pedro, Messi, Villa. Allenatore: Guardiola
Real Madrid: Casillas; Arbeloa, Carvalho, Albiol, Marcelo; Diarra, Xabi Alonso, Granero; Kakà, Cristiano Ronaldo, Di Maria. Allenatore: Karanka (Mourinho squalificato)

Arbitro: De Bleeckere (Belgio)
 

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