Il portiere del Basilea Sommer para il rigore di Huddlestone

Due outsider e due big. Il quartetto delle semifinaliste dell’Europa League 2012-13 è diviso in modo netto: da una parte Fenerbahce e Basilea, dall’altra Benfica e Chelsea. Tutte e quattro eliminate nella fase a gironi di Champions, sono entrate nel torneo nei sedicesimi. Particolare che conferma la scarsa utilità di una fase a gironi elefantiaca con ben 48 squadre, nessuna delle quali si rivela poi capace di arrivare a competere per il trofeo in palio. Per l’Uefa era davvero difficile creare un preambolo più inutile e noioso.

Il portiere del Basilea Sommer para il rigore di HuddlestoneContro il Fenerbahce la Lazio aveva pregiudicato le proprie chances all’andata, e il ritorno a porte chiuse non ha aumentato le possibilità di rimonta. L’1-1 dell’Olimpico regala la prima semifinale assoluta al club di Istanbul. I turchi – con Kuyt, Meireles e Krasic (quando gioca) – non vanno sottovalutati ma i limiti sono evidenti. Eliminato anche il Tottenham, compagno di viaggio dei laziali nella fase a gironi. A Basilea gli Spurs, privi di Gareth Bale, sono riusciti a grazie a una doppietta di Clint Dempsey a pareggiare il 2-2 di White Hart Lane. In dieci per tutti i supplementari per l’espulsione di Jan Vertonghen al 91′, gli inglesi sono riusciti a portare la sfida ai calci di rigore. Tanta fatica per nulla verrebbe da dire, perché alla proverbiale precisione svizzera (quattro centri su quattro) gli Spurs replicano con gli errori di Huddlestone (parata di Sommer) e Adebayor (fuori), con solo Sigurdsson capace di trasformare il suo penalty. Si può replicare il discorso fatto per Lazio e Fenerbahce: il Basilea è una buona squadra, ma senza possibilità di conquistare il trofeo, a differenza del Tottenham.

Molto dipenderà da quali accoppiamenti verranno fuori dal sorteggio delle semifinali, ma Basilea e Fenerbahce più che mine vaganti sembrano sparring partner di Chelsea e Benfica, vere favorite per la vittoria finale. I blues campioni d’Europa in carica (ancora per qualche settimana), dopo aver superato il Rubin Kazan 3-1 a Stamford Bridge, hanno perduto 3-2 la gara di ritorno. La qualificazione per Terry e soci non è mai stata in dubbio grazie al gol di Fernando Torres dopo appena cinque minuti di gioco. Un gol che ha tolto pathos e preoccupazioni agli inglesi. Il Chelsea, tra polemiche interne e prestazioni non brillanti, è arrivato in semifinale. La fortuna, che aveva contraddistinto il cammino dei blues con Di Matteo in panchina nelle ultime fasi della scorsa Champions League, sembra essersi ripresentata per spingere Benitez verso un addio da vincitore.

Del quartetto ancora in gara resta però il Benfica la squadra più brillante. Le Aquile nella scorsa stagione vennero eliminate dalla Champions (immeritatamente) proprio dal Chelsea e a un anno di distanza la squadra di Jorge Jesus intravede la possibilità di una grande rivincita. Primi in campionato con 21 vittorie e 4 pareggi su 25 partite, con sole tre sconfitte stagionali (due nella fase a gironi di Champions contro Barcellona e Spartak Mosca e una ai rigori in coppa di lega con lo Sporting Braga), i lusitani arrivano alle semifinali con una condizione di forma strepitosa. Anche al St. James’s Park di Newcastle il Benfica mette in grande difficoltà gli inglesi, superati 3-1 a Lisbona, per quasi un’ora. Poi il gol di Cisse al 71′ (favorito da una rara distrazione della difesa ospite), mette i brividi addosso ai portoghesi (sempre eliminati nei cinque precedenti quarti di finale che li avevano visti opposti a squadre inglesi), che però sono bravi ad evitare il secondo gol bianconero e a trovare addirittura l’1-1 nei minuti di recupero con Salvio. ECL EUROPA

©LECHAMPIONS.it. Tutti i diritti riservati/All rights reserved.