Jan Van Beveren
Jan Van Beveren
Jan Van Beveren, in nazionale

Jan Van Beveren è morto a 63 anni a Beaumont, cittadina del Texas, dove per tutti era un gentleman che insegnava il soccer ai ragazzi del posto. Nessuna posa da mito in pensione in cerca di venerazione. Negli Stati Uniti Van Beveren aveva concluso la sua carriera calcistica negli anni Ottanta e lì è rimasto sino alla morte. Non il palcoscenico ideale per celebrare un calciatore ma Van Beveren non era interessato alla ribalta né al suo contorno.

Abituato ad andare dritto al sodo, aveva esibito tutta la sua personalità e l’enrome autostima nelle discussioni contrattuali con la presidente del Fort Lauderdale Strickers Elizabeth Robbie, una che negli anni precedenti aveva messo sotto contratto giocatori di fama mondiale come Gerd Muller e George Best: “Guardi, glielo dico con tutto il rispetto possibile, ma non credo che lei possa negoziare un contratto con me. E’ evidente che lei non ha chiaro chi si trova di fronte”. Sei settimane più tardi Van Beveren poteva finalmente indossare la maglia dei Fort Lauderdale Strikers. La stessa indossata anni prima dal suo modello Gordon Banks, fonte di ispirazione ma nessuna influenza: essenziale l’inglese, spettacolare l’olandese. Uno stile che lo impone immediatamente come una delle stelle della Nasl, dove compagni e avversari restano ammirati dalle prodezze dell’ex portiere del Psv. Il compagno di squadra Ray Hudson è netto: “Mi fa ridere quando sento Van Beveren paragonato ad altri portieri: lui è di un altro pianeta. Inutile consultare le statistiche, tra lui e gli altri portieri c’è la stessa differenza che c’era tra Pelé e gli altri giocatori”. Visione condivisa dal tecnico dei New York Cosmos Julio Mazzei: “E’ il migliore. Anzi, dirò di più: lui fa reparto da solo. Gli Strickers è come se giocassero con due difese”.

Jan Van Beveren
Con la maglia del PSV

Schivo sino all’eccesso, in Olanda è sempre stato considerato un mito e un predestinato. Nelle Olimpiadi di Berlino del 1936 il padre rappresentò l’Olanda nella finale dei 200 metri piani vinta da Jesse Owens. Lo sport, la fiducia nei propri mezzi e il gusto per la competizione fanno parte del dna di famiglia. E Jan li mette in mostra da subito. Con l’Emmen a 15 anni viene schierato al posto del portiere titolare, messo fuori causa da un infortunio, e diventa titolare in pianta stabile: non ritornerà più in panchina. Wiel Coerver lo vuole allo Sparta. Sa di avere individuato un diamante grezzo che ha bisogno solo di essere raffinato e completato: “Hai tutto per diventare come Yashin”. A 19 anni, dopo appena 17 partite con lo Sparta, esordisce in nazionale. Nel 1970 passa al PSV Eindhoven. Una carriera che procede spedita a velocità vertiginosa.

Van Beveren si rivela presto un modello di stile e tecnica. Riflessi e scatto da fermo prodigiosi gli consentivano di bloccare con due mani conclusioni che altri avrebbero fatto fatica a sfiorare con una. Del numero uno del Psv Eindhoven colpiva la freddezza nel gestire le palle non trattenute: riusciva sempre ad avere la lucidità di deviare la sfera dove non c’erano avversari pronti a una facile ribattuta. René Van der Kerkhof, suo compagno di stanza nel Psv per sette anni, oggi lo ricorda come “il miglior portiere che l’Olanda abbia mai avuto”. Vero.

Gli anni Settanta sono stati il periodo più florido per il ruolo di portiere. E Van Beveren faceva parte del gotha mondiale, assieme agli inglesi Shilton e Clemence, agli italiani Zoff e Albertosi, al cecoslovacco Viktor, ai tedeschi Maier e Croy, al brasiliano Leao, all’argentino Fillol. A differenza dei suoi colleghi però non ha potuto dar seguito in nazionale alle grandi prestazioni fornite nel club. Appena 32 le presenze con l’Olanda tra il 1967 e il 1977. Dopo averlo messo da parte alla vigilia del mondiale di Germania del 1974, per aver insistito col ct Rinus Michels per giocare solo un tempo anziché tutti i 90 minuti di un’amichevole, la nazionale Orange ripete l’errore nel 1978, scartando il portiere che solo poche settimane prima aveva portato il Psv a conquistare la sua prima coppa europea, non subendo gol nella doppia finale contro il Bastia del connazionale Johnny Rep. Anche se il meglio s’era visto nella semifinale di ritorno contro il Barcellona: dopo aver vinto al Phillips stadion 3-0 la gara di andata, gli olandesi vengono dominati al Camp Nou e sconfitti per 3-1, in un match che i blaugrana avrebbero vinto con almeno 7-8 gol di scarto se non si fossero trovati di fronte un Van Beveren in versione monstre.

Era opinione diffusa già allora che se al posto di Jan Jangbloed ci fosse stato Van Beveren, l’Olanda non avrebbe perso le due finali mondiali del 1974 e del 1978. Vero o no, di sicuro il veto di Johan Cruyff, alla base dell’esclusione del portiere del Psv, ha avuto un peso enorme sia sulla carriera del numero uno che sui mancati successi mondiali della nazionale arancione. Un veto legato all’indisponibilità del portiere del Psv ad accettare il ruolo di Cruyff, più simile a quello di un commissario tecnico ombra che a quello di capitano-giocatore. Altro giocatore costretto a pagare dazio al peso decisionale di Cruyff nella selezione dei giocatori fu Willy Van der Kuylen, grande regista del Psv e uno dei migliori amici di Van Beveren. Qualche anno fa, alla domanda del collega olandese Ruud Doevendans – autore della biografia “Klem!” – su quale fosse il miglior attaccante mai affrontato, Van Beveren si limitò a commentare: “Dico solo questo: contro di me Johan Cruyff non ha mai segnato”. ECL EUROPA

  
Jan Van Beveren
Nato a Amsterdam (Paesi Bassi) il 5 marzo 1948
Morto a Beaumont (Usa) il 26 giugno 2011
Ruolo
Portiere
Squadre
1965–1970 Sparta Rotterdam
1970–1980 PSV Eindhoven
1980–1983 Fort Lauderdale Strikers
1984-1986 Dallas Sidekicks
Nazionale
Olanda (32 presenze)
Titoli
3 Campionati olandesi (74/75, 75/76, 77/78)
2 Coppe d’Olanda (65/66 e 75/76)
1 Coppa Uefa (77/78)

Jan Van Beveren
Maestro di calcio a Beaumont

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