Al Sadd (2011)
Al Sadd (2011)
Al Sadd: la finale è già un traguardo

Tris coreano o secondo successo qatariota? Lo stadio “Coppa del Mondo” di Jeonju che ospita la finale della Champions League asiatica 2011 vedrà di fronte i padroni di casa del Jeonbuk Motors e l’Al Sadd. Il club sudcoreano, grande favorito, non aveva certo bisogno dell’ulteriore vantaggio del fattore campo, ma l’Afc per la prima volta ha deciso di non far giocare la finale su campo neutro ma in casa di una delle due finaliste. Il sorteggio è venuto in soccorso dei più forti e così il Jeonbuk, già vincitore del trofeo nel 2006, avrà l’opportunità di festeggiare la conquista del titolo davanti ai suoi tifosi, che quest’anno in Champions hanno assistito a sei vittorie su sei: 19 gol segnati appena due subiti. Non solo: anche la tradizione recente evidenzia la superiorità della rappresentanti della K-League: nel 2009 il titolo di campioni d’Asia era toccato al Pohang Steelers, lo scorso anno al Seongnam Ilhwa Chunma. La squadra allenata da Choi Kang-Hee ha vinto nove delle undici partite disputate per raggiungere la finale, alla media gol di quasi tre reti a partita con Dong-Gook Lee e Eninho protagonisti assoluti dei successi nei quarti sui giapponesi del Cerezo Osaka (sei gol in due gare per il centravanti coreano, capocannoniere del torneo con nove centri) e in semifinale sugli arabi dell’Al Ittihad (un gol all’andata e due al ritorno per il fantasista brasiliano).

Gli unici intoppi arrivano dalle assenze degli squalificati Cho Sung-hwan e Krunoslav Lovrek. Qualche dubbio anche sulla presenza tra i titolari del bomber Dong-Gook Lee. Il tecnico Choi – che in sei stagioni su questa panchina ha conquistato la Coppa di Corea nel 2005, la Champions nel 2006 e il campionato nel 2009 – ha ammesso di non voler schierare dal primo minuto un giocatore a corto di preparazione: “Non credo di poter mettere Lee in avvio: ha recuperato dall’infortunio subito in semifinale con l’Al Ittihad ma non si è potuto allenare e preferisco inserirlo a partita iniziata”. Al Jeonbuk manca un gol per diventare la seconda squadra nella storia della Champions League asiatica ad aver segnato 100 reti, traguardo raggiunto finora solo dall’Al Ittihad.

Dall’altra parte una squadra che segna poco, anche se l’arrivo dell’ex Marsiglia Mamadou Niang (che ritorna assieme a Keita dopo aver saltato per squalifica la semifinale di ritorno contro il Suwon) ha potenziato parecchio il reparto offensivo dell’Al Sadd. Ed è proprio sugli attaccanti che Fossati punta per ribaltare il pronostico sfavorevole: “Riavere per la finale Niang e Keita, oltre che il nostro capitano Wesam Rizik e il difensore Mesaad Al Hamad, ci dà fiducia e coraggio. Sono quattro giocatori molto importanti per noi, anzi direi fondamentali. Sappiamo di essere sfavoriti ma lo siamo stati contro quasi tutti gli avversari eppure siamo arrivati in finale. Ora ce la giochiamo”. Ma la vera specialità dei qatarioti è il gioco duro: 27 ammonizioni e tre espulsioni ne fanno la squadra più fallosa del torneo, protagonista di una zuffa furibonda in occasione della semifinale vinta sul Suwon. Ma saranno tutti disponibili: per quei fatti l’unico a dover ancora scontare qualche turno di squalifica è l’allenatore dei portieri Suhail Saber Ali (sei giornate).

Fattore campo, coincidenze, numeri, precedenti e stato di forma spingono tutti verso un esito scontato. Così scontato che potrebbe rivelarsi un boomerang se i coreani dovessero commettere l’errore di prender sottogamba l’Al Sadd, abituato a giocare contro pronostico. Già nel 1989, in occasione del successo nella doppia finale di Coppa con l’Al Rasheed, ai qatarioti non veniva concesso alcun credito: sotto 3-0 alla fine del primo tempo della gara di andata, l’Al Sadd approfitta dell’euforia di giocatori e pubblico iraniano per mettere a segno due gol nella ripresa e uno nel match di ritorno in casa propria a Doha.

Tredici le partite servite all’Al Sadd per arrivare a Jeonju: due più del Jeonbuk. I qatarioti hanno infatti dovuto superare nei preliminari i siriani dell’Al Ittihad e gli indonesiani del Dempo per poter aver accesso alla fase a gironi, dove hanno avuto la meglio – senza troppo impressionare in verità – su Al Nassr, Esteghlal e Pakhtakor. Dovessero riuscire nell’impresa di conquistare il trofeo, ragazzi di Jorge Fossati sarebbero i primi a laurearsi campioni d’Asia partendo dai preliminari. Un appuntamento con la storia che, c’è da scommetterci, lo scaltro tecnico urguagio farà di tutto per non mancare. ECL ASIA

AFC Champions League 2011 – Finale / Jeonju, World Cup stadium (5.11.2011 – h. 19, ora locale)

JEONBUK HYUNDAI MOTORS-AL SADD

Jeonbuk Hyundai Motors: Kim Min Sik, Park Won Jae, Sim Woo Yeon, Lim You Hwan, Choi Chul Soon; Jung Hoon, Kim Sang Sik, Seo Jung Jin; Eninho; Luis Henrique, Jeong Shung Hoon. Allenatore: Choi Kang-Hee
Al Sadd: Saqr, Zakaria, Lee Jung Soo, Koni, Kasola; Belhadj, Al Bloushi, Khalfan, Rizik; Abdulkader Keita, Niang. Allenatore: Jorge Fossati

Arbitro: Ravshan Irmatov (Uzbekistan)

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