Lo Sachsenring Zwickau è una formazione dell’ex Germania orientale.

Piccola società, stadio con meno di cinquemila spettatori, bacheca semivuota, può però vantare di aver schierato tra i pali Jurgen Croy. Jurgen Croy difende la porta del Sachsenring ZwickauDi più: è stata l’unica squadra di Jurgen Croy. Portiere titolare della Ddr, tre volte miglior giocatore del campionato tedesco dell’Est, ha difeso la porta della formazione orientale 372 volte dal 1965 al 1981. Uno dei migliori portieri della storia del calcio, seppur impossibilitato a trasferirsi all’estero e  penalizzato dallo status di dilettante, obbligatorio per gli atleti della Germania Est. Se la fedeltà a un club di bassa levatura come lo Sachsenring Zwickau – non paragonabile a Lokomotiv Lipsia, Dinamo Dresda, Magdeburgo: il top del calcio a Est del Muro – non limita la sua carriera in nazionale, gli nega la ribalta continentale, proprio negli anni in cui Sepp Maier e il Bayern Monaco dominano l’Europa. Il 14 maggio 1975 nell’ex Walter Ulbricht Stadion di Berlino Est il Sachsenring Zwickau è impegnato nella finale di Coppa di Germania contro la favoritissima Dinamo Dresda. Oltre al titolo in palio c’è la qualificazione alla Coppa delle Coppe. Per i biancorossi sarebbe la prima qualificazione a una coppa europea: 1-1 dopo 90 minuti, 2-2 dopo i supplementari, si arriva ai rigori. Croy ne para due, va a calciare e trasforma il quinto, quello decisivo. Finalmente Europa.
La prima continentale è contro il Panathinaikos: 0-0 ad Atene, 2-0 in Germania. Negli ottavi i tedeschi trovano la Fiorentina di Antognoni, Roggi, Caso. Al Comunale di Firenze i viola vincono 1-0 con gol di Walter Speggiorin al 71′. A Zwickau Schykowski pareggia il conto dopo mezzora di gioco. Si arriva ai rigori. Stessa sequenza della finale di Berlino Est: con Antognoni che sbaglia, e Croy che trasforma il penalty decisivo. In Europa scoprono quel che in Germania già sapevano: Croy para e segna pure. Nei quarti l’avversario è il Celtic: 1-1 a Glasgow, 1-0 a Zwickau con Croy che nega più volte il pari agli scozzesi. L’incredibile cavalcata del Sachsenring Zwickau e del suo portiere finisce in semifinale contro l’Anderlecht, in una delle sue migliori versioni di sempre. Raramente i belgi hanno schierato un undici così forte: gli olandesi vicemampioni del mondo Arie Haan e Rob Resenbrink, ma anche talenti come François Van der Elst, Jean Thissen, Frank Vercauteren e il povero Ludo Coeck (che nel 1985 morirà in un incidente stradale ad appena 30 anni, dopo una sfortunata parentesi in Italia con Inter e Ascoli). I belgi mettono fine ai sogni di gloria dei “dilettanti” tedeschi con un doppio successo firmato Van der Elst e Rensenbrink: doppietta per il belga e gol dell’olandese nel 3-0 in Germania, una rete ciascuno nel 2-0 del ritorno a Bruxelles. Per Croy e compagni sconfitta netta ma onorevole. Perché quell’Anderlecht giocherà tre finali consecutive di Coppa delle Coppe: vincerà la prima e l’ultima, perderà la seconda. Lo Sachsenring Zwickau invece non giocherà mai più in una coppa europea. ECL