
Il Penarol sopravvive al ciclone Velez e ritorna in finale di Libertadores: un trofeo vinto cinque volte dai campioni urugagi. Quando c’è di mezzo il Penarol i riferimenti storici si moltiplicano. Eliminando gli argentini, dopo un ventennio da nobile decaduta del calcio sudamericano, la squadra di Montevideo si è finalmente rilanciata sulla scena continentale. L’approdo in finale di Coppa Libertadores arriva a 24 anni di distanza dal successo del 1987, nella tripla sfida con l’America Cali. Diego Aguirre, l’eroe di quella finale con un gol segnato all’ultimo minuto dei tempi supplementari della terza partita, siede ora sulla panchina giallonera ed è lui il principale artefice di questa rinascita.

Se in Uruguay quest’anno le cose non sono andate benissimo, preceduto in classifica dai rivali del Nacional che hanno appena conquistato il torneo di Clausura, in Libertadores il Penarol ha dimostrato oltre alla tradizionale grinta una grande solidità tattica. E questa è stata la chiave che ha permesso agli uruguagi di imbrigliare il Velez nelle fasi iniziali della semifinale di ritorno: difesa compatta nella propria trequarti per invitare gli argentini padroni di casa a scoprirsi, nella speranza di punirli in contropiede. Piano tattico eseguito in maniera esemplare al 33′ quando Olivera recupera palla e serve poco fuori dall’area avversaria Alejandro Martinuccio, bravissimo a controllare e temporeggiare nel cuore della difesa argentina per poi servire sulla sinistra l’accorrente Matias Mier: controllo e tiro di sinistro, con un rasoterra che supera Barovero. Un gol che avrebbe tagliato le gambe a chiunque. Ma nelle difficoltà il Velez tira fuori il meglio di sé. Lo svantaggio libera l’attuale capolista del campionato argentino di ogni remora e prudenza: la formazione di Ricardo Gareca si lancia all’attacco con ancora maggior veemenza e nei minuti di recupero della prima frazione trova il pari con Fernando Tobio, prontissimo a ribattere in rete una palla sfuggita a Sosa.
A metà ripresa gli argentini trovano il 2-1 grazie a Santiago Silva: la punta uruguagia del Velez mette di collo pieno nell’angolino basso alla sinistra di Sosa, sfruttando al meglio la geniale sponda aerea di Augusto Fernandez, bravo a servire di testa il compagno dietro di lui. Ai padroni di casa ora basta un gol per qualificarsi: con 23 minuti a disposizione l’impresa non è impossibile. Ma al 69′ Ortiz si fa ammonire per la seconda volta e lascia il Velez in dieci. Esito ormai scontato? Sembrerebbe. E invece a un quarto d’ora dal termine l’arbitro cileno Enrique Osses concede alla squadra di casa un rigore per un contrasto di Dario Rodriguez su Juan Martinez. Un penalty che per il Velez sa tanto di matchpoint: il gol varrebbe la qualificazione. Ma dal dischetto Silva grazia i suoi connazionali sciovolando al momento della battuta e spedendo alto. Come far ammutolire uno stadio! Le facce di Silva e Gareca sono quelle di chi sa che non ci sarà un’altra occasione così: Penarol in finale, Velez a casa.
Il 15 giugno gli uruguagi ospiteranno il Santos nella gara di andata al Centenario di Montevideo, una settimana più tardi il ritorno in Brasile: si affrontano le squadre che hanno vinto le prime quattro edizioni della Libertadores. Ai due successi del 1960 e 1961 il Penarol ha aggiunto quelli del 1966, 1982 e 1987, mentre il Santos non ha saputo replicare le vittorie del 1962 e 1963 ottenute con Pelè in squadra. ECL AMERICA
Coppa Libertadores 2011 – Ritorno semifinale / Buenos Aires, stadio Jose Amalfitani
VELEZ SARSFIELD-PENAROL 2-1 (1-1)
Velez: Barovero, Cubero (Tobio 14′), Dominguez, Ortiz, Papa; Fernandez, Canteros, Zapata (Ramirez 88′), Moralez (Alvarez 61′); Martinez, Silva. Allenatore: Ricardo Gareca
Penarol: Sosa, Gonzales, Valdez, G. Rodriguez, D. Rodriguez; Corujo, Freitas, Aguiar, Mier (Estoyanoff 70′); Martinuccio (Albin 83′); Olivera. Allenatore: Diego Aguirre
Arbitro: Osses (cile)
Reti: Tobio 45′, Silva 67′; Mier 34′
Ammoniti: Silva; G. Rodriguez, Estoyanoff, Albin
Espulso: Ortiz (69′)
I gol di Velez-Penarol 2-1
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