Le nobili decadute si rialzano.
A White Hart Lane il Tottenham cancella il 2-3 rimediato in Svizzera la settimana scorsa, rifilando un poker allo Young Boys. Un gran gol di Jermain Defoe e la tripletta di Peter Crouch garantiscono agli Spurs per la prima volta la qualificazione alla fase a gironi della Champions League. Nel 4-0 si è rivisto in campo Carlo Cudicini, subentrato nell’intervallo all’infortunato Gomes.
Se per il Tottenham il turno successivo sarà un inedito, per l’Ajax si tratta di un ritorno al passato, dopo un’assenza lunga cinque anni. Al contrario il 2-1 subito ad Amsterdam condanna la Dinamo Kiev alla prima esclusione dalla fase a gironi dalla stagione 2005-06. Ma gli ucraini hanno parecchio da recriminare: l’eccellente lavoro di Martin Jol coi Lancieri sta iniziando a dare i suoi frutti, ma l’Ajax per lunghi tratti è stata dominata dalla Dinamo Kiev. Dopo l’1-1 dell’andata gli ucraini hanno subito preso il controllo delle operazioni all’Amsterdam Arena, evidenziando il gap di esperienza che ancora separa la formazione allenata da Valeri Gazzaev e l’ultimo baby-Ajax. Alla supremazia territoriale degli ospiti non ha fatto riscontro la necessaria cattiveria sottoporta e dopo un paio di gol mancati dalla Dinamo è arrivato al 43′ l’acuto del capitano Luis Suarez che ha superato il 17enne portiere ucraino Koval (talento da vendere). Un gol che proprio prima dell’intervallo ha incrinato le certezze di Shevchenko e compagni di far propria la partita. Nella ripresa l’Ajax tiene e trova il 2-0 con El Hamdaoui al 75′. All’84’ Shevchenko dimezza lo svantaggio dal dischetto e i minuti finali vedono la Dinamo gettarsi in avanti alla ricerca del 2-2 qualificazione: ma le palle alte non sono il modo migliore per creare difficoltà a Martin Stekelenburg. Il ritorno dell’Ajax alla fase a gironi, segue la finale mondiale raggiunta dalla nazionale arancione, a conferma della ritrovata verve del calcio olandese.
Una rovesciata poco ortodossa ma molto efficace del 22enne centravanti Momodou Ceesay dà il successo agli slovacchi dello Zilina nel derby coi cechi dello Sparta Praga. Con la prima qualificazione della sua storia già ipotecata dopo il 2-0 ottenuto a Praga, lo Zilina doveva solo amministrare il vantaggio e questo ha fatto. Lo Sparta ha creato pochi problemi e nella migliore occasione da gol per la formazione di Chovanec, ci ha pensato Dúbravka a parare il rigore calciato da Kladrubský al 54′. Dopo aver perso 2-1 in Norvegia, al Copenhagen serviva un gol per eliminare il Rosenborg. E’ arrivato al 33′ per merito di Solvi Ottesen. Le parate di Wiland e un po’ di fortuna hanno fatto il resto: danesi avanti e norvegesi in Europa League. L’immagine simbolo dell’impresa del Copenhagen, che raggiunge la fase a gironi per la seconda volta nella sua storia, arriva dopo il fischio finale: è la corsa sfrenata in mezzo al campo di Stale Solbakken, tecnico norvegese del Copenhagen, in estasi per il successo sui connazionali. Al contrario esce mestamente dal campo e dalla Champions League Luciano Spalletti. Lo Zenit allo stadio Abbé-Deschamps di Auxerre doveva difendere l’1-0 dell’andata. Dote che si ritenva sufficiente contro i francesi. Ma Hengbart pareggiava il conto dopo appena nove minuti e Jelen al 53′ siglava il gol decisivo. Le espulsioni del portiere Malafeev al 65′ e di Hubocan all’80’ toglievano ai russi le residue speranze di segnare il gol che avrebbe dato loro la qualificazione. Stasera alle 18 sorteggio dei gruppi a Montecarlo. ECL
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