
Mai la finale di Coppa di Germania aveva ricevuto così tanta attenzione. Se il prossimo 1 giugno nella finale di Berlino il Bayern Monaco dovesse superare lo Stoccarda (sicuro) diventerà la prima squadra tedesca capace di conquistare nella stessa stagione campionato, Coppa Campioni e coppa nazionale. Un risultato che in Europa è stato realizzato per la prima volta nel 1967 dal Celtic: i biancoverdi di Glasgow sono gli unici nella storia del calcio capaci addirittura di vincere 4 trofei nella stessa stagione (1966-67), perché ai tre classici avevano potuto aggiungere la Coppa di Lega, competizione assente in molti Paesi. Il semplice “tris” è riuscito anche a Ajax, PSV Eindhoven, Manchester United e Inter. C’è poi il caso del Barcellona che ha realizzato il Triplete due volte: nel 2009 e nel 2011; nella prima occasione riuscì a vincere nello stesso anno solare tutte e sei le competizioni cui prese parte (il Grande Slam), aggiungendo al Triplete la Supercoppa europea, quella di Spagna e il Mondiale per club.
Per restare all’Europa c’è anche il Triplete minore, quello realizzato con la seconda competizione continentale: la Coppa Uefa o l’Europa League. Un’impresa riuscita a cinque squadre: Göteborg, Galatasaray, Liverpool, Porto e CSKA Mosca. Il Porto ha messo a segno la tripletta sia nel 2003 che nel 2011; mentre il Liverpool, nel 2001, è stata l’unica delle cinque capace di aggiungere ai tre titoli anche la Supercoppa europea. E sino a un mese fa erano in molti pronti a scommettere che il Benfica avrebbe aggiunto il proprio nome a quello del Porto e delle altre quattro squadre vincitrici di campionato, coppa nazionale e Europa League nella stessa stagione. E invece, dopo un’annata eccezionale, le Aquile nel giro di dieci giorni hanno perduto tutte e tre le competizioni. Un triplete di delusioni maturato nei minuti finali delle tre sfide decisive. Eppure (sino all’11 maggio) la stagione 2012-13 era stata fenomenale per la formazione di Jorge Jesus. Per mesi il Benfica ha prodotto spettacolo, risultati e rendimento degni dei tempi di Eusebio e Coluna. Poi l’epilogo più disgraziato e sfortunato che si possa immaginare.
Il primo terzo di Triplete viene bruciato l’11 maggio, nello scontro diretto col Porto alla penultima partita della Primera Liga. Allo stadio Dragao di Oporto le due dominatrici del campionato portoghese si affrontano da imbattute, ma col Benfica capolista che ha due punti di vantaggio sui padroni di casa, obbligati a vincere per poter conquistare il titolo. Lima porta in vantaggio il Benfica, che distanzia così di cinque punti i rivali. Al 26′ uno sfortunato autogol di Maxi Pereira rianima il Porto. Ma i tentativi dei biancoblu di trovare il gol sorpasso vengono controllati abbastanza agevolmente dal Benfica. Al 92′ Kelvin, in campo da una decina di minuti al posto di un evanescente Gonzales, si ritrova sui piedi l’ultima palla della gara, meglio dire del campionato: l’attaccante del Porto dal vertice sinistro dell’area spara un diagonale quasi a occhi chiusi, che supera Artur sfiorando la base del palo più lontano. Difficile trovare un’immagine più emblematica di Jorge Jesus che cade in ginocchio a bordo a campo. Tutto il Benfica è al tappeto. Sul gol di Kelvin la partita finisce e il campionato pure: il Porto in colpo toglie ai rivali imbattibilità, tre punti e testa della classifica – con una lunghezza di vantaggio da difendere nell’ultima giornata: e così sarà, vittoria per entrambe e titolo ai Dragones.
Visti sfumare nei minuti di recupero campionato e Triplete, quattro giorni dopo il Benfica ha l’opportunità di mitigare la delusione nella finale di Europa League contro il Chelsea. Giocare meglio dei rivali non basta: al 60′ Fernando Torres alla prima occasione porta in vantaggio i Blues; ma Cardozo su rigore al 68′ firma il pari per i lusitani che all’88’ vedono la traversa respingere un gran tiro di Lampard dalla distanza. Se qualcuno si è illuso che la sorte abbia finalmente deciso di restituire qualcosa a Jorge Jesus e i suoi si sbaglia: al 93′, nell’ultima azione dei tempi regolamentari, Ivanovic segna di testa il 2-1 che dà la coppa agli inglesi. Un altro 2-1, un altro gol nei minuti di recupero. Del Triplete non c’è più traccia se non negli sfottò dei tifosi di Porto e Sporting.
Il 26 maggio il Benfica affronta il Vitoria Guimaraes nella finale della Coppa del Portogallo: quella che doveva essere l’apoteosi è ridotta a premio di consaolazione. Il successo è dato per scontato. E dopo mezz’ora non è più in discussione: Gaitán porta in vantaggio il Benfica, rimpallando in rete un rinvio della difesa avversaria. La squadra della capitale, dopo essere andata vicina al raddoppio in più occasioni, si limita a fare il suo dovere e conduce stancamente sino al 79′, quando Soudani pareggia, aprofittando di una serie di errori difensivi (rinvio maldestro del portiere e errata applicazione del fuorigioco della difesa biancorossa). L’1-1, visti i precedenti, fa riaffiorare nel Benfica l’incubo di una nuova beffa. Neanche il tempo di scacciare il pensiero che all’81’ arriva il nefasto 2-1, grazie a un’incertezza di Artur (uno dei migliori nel resto della stagione) su rasoterra, deviato, di Ricardo Pereira. Il Triplete di disfatte è completato. Un disastro. Al quale Oscar Cardozo – 105 reti in 150 partite col Benfica – decide di aggiungere la ciliegina finale, non con un gol dei suoi ma attaccando e spintonando a fine gara il tecnico Jorge Jesus, reo di averlo sostituito a venti minuti dalla fine. Difficile immaginare un epilogo peggiore per Jorge Jesus, in una stagione che lo aveva visto raccogliere finalmente i frutti del suo eccellente lavoro alla guida delle Aquile. La reazione scomposta, immotivata, di Cardozo è stata poi mitigata dalle scuse del giocatore. Una sceneggiata di cui forse tra quache tempo non resterà traccia. Così come nella bacheca dello stadio Da Luz non resta nulla. Chi scorrerà gli albi d’oro della stagione 2012-13 potrà pensare a un’annata no o interlocutoria per il club più prestigioso del Portogallo, perché non troverà in nessun albo d’oro traccia del Benfica bello e perdente di questa stagione. ECL EUROPA
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