Un gol di Ibrahimovic in Champions League è un evento, figurarsi una doppietta.
Contro l’Auxerre ci voleva qualcosa di straordinario per dare la vittoria a un Milan per lunghi tratti penoso: lento, prevedibile, statico, impotente. E lo svedese si è presentato ai suoi nuovi tifosi nel modo migliore, con due gol che danno sostanza alla promessa di voler “vincere tutto con la maglia più bella del mondo”.
Davanti a un pubblico voglioso di archiviare come semplice scivolone lo 0-2 rimediato a Cesena, i rossoneri hanno giocato per quasi un’ora peggio che in campionato. Movimento senza palla pressoché inesistente, così come le verticalizzazioni o i cambi di velocità. Niente di niente. Attorno a Pirlo il deserto. In una squadra di statue, il regista finisce per trattanere palla più del dovuto nell’attesa, nella speranza, che qualcuno si smarchi: invece nulla. Davanti si aspetta la palla tra i piedi per poi tentare la giocata. L’assenza di mobilità dei compagni finisce per mettere in difficoltà anche il superPato di questo periodo, costretto a giocare sempre contro una difesa schierata, senza che nessuno tra Ibrahimovic e Ronaldinho faccia un movimento degno di questo nome per portargli via qualcuno. Ma nella ripresa proprio Ibra e Ronaldinho firmano il 2-0 milanista: il primo nei panni di eccellente finalizzatore, il secondo di ispirato rifinitore. Una doppia giocata che trasforma uno strazio in trionfo. Un successo che premia la qualità dei campioni di cui dispone il Milan e che mancano all’Auxerre. Alla fine la vera differenza è tutta lì, perché gli ospiti creano in contropiede più di un pericolo ad Abbiati ma con puntualità disarmante falliscono in modo goffo anche le conclusioni più elementari. L’impressione è che il Milan, soprattutto quando riavrà Thiago Silva accanto a Nesta, contro le “piccole” potrà permettersi di aspettare i colpi dei suoi solisti. Al contrario contro formazioni prive di timori reverenziali faticherà parecchio. Il successo sui francesi allenta la presisone su Allegri, ma l’ex tecnico del Cagliari sa che dovrà modificare qualcosa o cambiare qualcuno. In questo senso molto incoraggiante la prova di Kevin Prince Boateng, uno dei pochi a garantire quel dinamismo che a questa squadra manca come il pane. ECL

UEFA Champions League 2010-11 / Fase a gironi – Milano, San Siro

MILAN-AUXERRE 2-0 (0-0)

MILAN: Abbiati; Zambrotta, Nesta, Bonera, Antonini (Abate 71′); Ambrosini (Boateng 15’), Pirlo, Seedorf; Pato (Robinho 54′), Ibrahimovic, Ronaldinho. Allenatore: Massimiliano Allegri
AUXERRE: Sorin; Hengbart, Coulibaly, Mignot, Grichting; Pedretti, Ndinga; Oliech, Langil (Chafni 80′), Birsa (Le Tallec 73′); Jelen. Allenatore: Jean Fernandez

Arbitro: Balaj (Romania)
Reti: Ibrahimovic 66’e 69’
Ammoniti: Zambrotta, Seedorf; Grichting

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