Poco Werder, tanto Benitez, tantissimo Eto’o.
Non possono esserci più dubbi: Samuel Eto’o è tornato. Con un anno di ritardo anche i tifosi nerazzurri possono finalmente ammirare il centravanti capace di realizzare nel Barcellona 130 gol in 196 gare. Se nei cinque anni con la maglia blaugrana la media era di 0.66, quella di questo formidabile inizio stagione è addirittura di 1.2 gol a partita: con la tripletta di ieri siamo a 11 gol in 9 uscite. Il camerunense, trasformato lo scorso anno in ala-terzino da Mourinho, per accomodare il talento realizzativo del ‘principe’ Milito, è stato riportato da Rafa Benitez laddove dà il meglio di sé: in attacco. Che parta da sinistra (come contro il Bari) o dal centro (come ieri), se liberato da compiti di marcatura, il centravanti del Camerun è semplicemente travolgente. Impressionante la facilità con cui apre le difese, creandosi vere e proprie autostrade verso la porta avversaria. Quel che Eto’o ha sempre garantito ai suoi allenatori è il pressing sui difensori ma solo Mourinho aveva osato chiedergli di inseguire gli avversari sino alla propria trequarti. Benitez no. Tra i primi cambiamenti apportati dal tecnico spagnolo c’è stato proprio il riavvicinamento di Eto’o all’area avversaria: “Ha sempre fatto gol in carriera, perché impiegarlo da difensore? Credo ci serva più come attaccante”. E col Werder si è visto.
Quella di ieri è stata la “prima” Inter di Benitez. Complici gli infortuni di Milito, Samuel, Pandev e Zanetti, il tecnico spagnolo ha potuto schierare il bomber camerunense come punta centrale, con Biabiany, Sneijder e Coutinho alle sue spalle, e la coppia Stankovic-Cambiasso in mediana (e i due lì funzionano benissimo). Nel trionfale 4-0 nerazzurro ci sono anche parecchi meriti del Werder. La squadra di Schaaf, si sa, gioca e lascia giocare, ma a San Siro dopo aver sprecato due occasioni da gol nei primi quattro minuti, ha pensato soprattutto a far divertire gli altri. La retroguardia tedesca, penalizzata dalle troppe assenze, in troppe occasioni si è dimostrata ingenua o distratta: peccati mortali che Eto’o e Sneijder si son guardati bene dal perdonare.
La vera novità di questa stagione sta nella nuova dimensione internazionale dei nerazzurri. Se Mourinho aveva saputo dare alla squadra una determinazione feroce, Benitez gli sta dando forma e consapevolezza. Nonostante il trionfo nella finale di Madrid sul Bayern, nessuno considerava i nerazzurri come la squadra più forte d’Europa: autori di un’impresa memorabile sì, ma le squadre più forti restavano le solite, Barcellona, Manchester United, Chelsea. Le prime uscite stagionali in campo europeo hanno invece evidenziato che l’Inter ha acquisito una sicurezza in campo continentale che le permette di affrontare con la massima fiducia qualunque impegno. E al momento nessuna delle rivali più accreditate può vantare margini di superiorità sui campioni d’Europa in carica. ECL
UEFA Champions League 2010-11 – Fase a gironi / Milano, San Siro
INTER-WERDER BREMA 4-0 (3-0)
INTER: Julio Cesar (46′ Castellazzi); Maicon, Lucio (62′ Santon), Cordoba, Chivu; Cambiasso, Stankovic (80′ Obi); Biabiany, Sneijder, Coutinho; Eto’o. Allenatore: Benitez
WERDER: Wiese, Wesley, Prodl, Mertesacker, Silvestre; Bargfrede, Jensen; Arnautovic, Borowski (46′ Pasanen), Marin; Almeida (78′ Wagner). Allenatore: Schaaf
Arbitro: Undiano Mallenco (Spagna)
Reti: 21′, 27′, 81′ Eto’o, 34′ Sneijder
Ammoniti: Jensen, Prodl
I risultati della seconda giornata
Martedi 28/09/2010
Spartak Mosca-Žilina 3-0
Basilea-Bayern Monaco 1-2
Partizan-Arsenal 1-3
Roma-CFR Cluj 2-1
Braga-Shakhtar Donetsk 0-3
Auxerre-Real Madrid 0-1
Ajax-Milan 1-1
Chelsea-Marsiglia 2-0
Mercoledi 29/09/2010
Tottenham-Twente 4-1
Inter-Werder Brema 4-0
Hapoel Tel-Aviv-Lione 1-3
Schalke 04-Benfica 2-0
Valencia-Manchester United 0-1
Rangers-Bursaspor 1-0
Rubin-Barcellona 1-1
Panathinaikos-Copenhagen 0-2
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