Antonio Conte
Antonio Conte
Antonio Conte

Sono tante le grandi partite che la Juventus ha disputato contro il Real Madrid. Diverse anche le sconfitte come le storiche (e non troppo lontane) vittorie e le ottime prestazioni. Mercoledi sera Antonio Conte ne chiede un’altra consapevole del fatto di avere davanti una delle squadre più forti al mondo con in rosa giocatori del calibro di Cristiano Ronaldo e Gareth Bale (acquistato dalle merengues la scorsa estate). Nonché una delle candidate alla vittoria di questa edizione della Champions League che per i madrileni (ora primi a punteggio pieno nel gruppo B) sarebbe la decima. C’è da invertire rotta nella fase a gironi cominciata male con i pareggi inattesi contro il Copenaghen nella prima giornata e col Galatasaray nella seconda. C’è anche da dimenticare la sconcertante sconfitta di campionato (da 2-0 a 2-4, tripletta del rinato Giuseppe Rossi) subita domenica scorsa sul campo della Fiorentina. Quei quattro gol subiti in appena 15′ nessuno li sa spiegare e commentare abituati alla roccaforte che si è distinta nelle ultime due trionfali stagioni in serie A. Il tecnico pugliese però ha già messo alle spalle il ko di Firenze e si concentra solo sui prossimi 90′. “Non sono preoccupato per quanto accaduto a Firenze: sono cose che nel calcio capitano – ha detto Conte nella conferenza stampa della vigilia -. Ricordo Milan-Liverpool e altre sfide che hanno avuto uno sviluppo imponderabile”. “Rispettiamo molto il Real, ma non abbiamo paura di niente e di nessuno. Vogliamo però dimostrare con i fatti di essere all’altezza delle migliori squadre della Champions. Noi arriviamo al Bernabeu consapevoli di poter fare una grande partita e siamo felici di confrontarci con un club così importante che può anche permettersi di spendere cento milioni per un solo giocatore e di incassare molto da cessioni eccellenti come quelle di Ozil e Higuain”.
Sulla qualificazione agli ottavi, l’allenatore bianconero è altrettanto chiaro. “Il passaggio agli ottavi si deciderà nelle ultime tre sfide, ma di sicuro il nostro rammarico finora è legato al pareggio con il Galatasaray”.
Conte ha chiuso parlando del suo ex allenatore che ora è un suo collega e soprattutto il suo prossimo avversario. “Ad Ancelotti invidio la carriera: ha vinto tantissimo. Non è un’invidia cattiva, è un modo per fargli i complimenti. Ma anch’io ho iniziato bene”.

Martedì pomeriggio ha ovviamente parlato anche Carlo Ancelotti che, come Conte, comincia dall’ormai famoso 4-2 incassato dalla Juve e, come il collega, non ne fa un problema o meglio un vantaggio. “Ho visto il 4-2 con la Fiorentina ma per preparare la gara di mercoledi mi baso sui primi 70 minuti, non sul quarto d’ora successivo. Per oltre un’ora la Juve ha giocato bene, solida e compatta. Poi nel calcio succedono queste cose: anche io ho tanti ricordi amari di partite che sono finite in maniera che nessuno si aspettava. Ripeto, fanno fede i primi 70 minuti”.
Gli chiedono se la Juventus è meno straripante del solito. “Non so se la Juve abbia perso qualcosa in aggressività, può darsi ma il giudizio sui bianconeri deve tener conto della maggior competitività del campionato italiano. Quest’anno ci sono tante squadre che stanno facendo bene e i risultati della Juve sono ok: ha perso a Firenze e pareggiato un’altra gara, poi le ha vinte tutte. In Champions ha pareggiato due volte però tutti hanno visto quei due pareggi: non mi sembra che abbia grandi difficoltà”.
Massimo rispetto quindi per la sua ex squadra e occhio di riguardo per Tevez. “Bisogna stare attenti alle sue giocate, soprattutto nella fase iniziale però non è che prepareremo qualcosa di speciale per lui. Abbiamo intrapreso una strada a livello tattico e non l’abbandoniamo –  ha concluso -. La Juve ha una grande organizzazione, gioco chiaro, solidità difensiva. È difficile crearle situazioni problematiche, è pericolosa in attacco e sfrutta bene le fasce. Per vincere servirà il miglio Real”. La Juve spera non ci sia. ECL EUROPA

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