Frédéric Kanouté (Beijing Guoan)È Frédéric Kanoute l’uomo su cui il Beijing Guoan punta per compiere il definitivo salto di qualità in campo internazionale e nel campionato cinese. La Chinese Super League è un campionato in ascesa, salito agli onori della cronaca internazionale negli ultimi due anni grazie agli acquisti clamorosi finalizzati dal Guangzhou Evergrande e – seppur in modo instabile e meno convincente – dallo Shanghai Shenhua. Ma se i club di Lippi e di Batista hanno impressionato per gli ingaggi milionari rispettivamente di Dario Conca, Muriqui, Lucas Barrios (e lo stesso Lippi) da una parte, e Nicolas Anelka e Didier Drogba dall’altra, anche altre squadre si sono mosse portando in Cina alcuni grandi nomi del panorama calcistico europeo. È il caso di Frédéric Kanouté, forte punta franco-maliana in forza al Beijing Guoan.
Kanouté non è esattamente un nuovo acquisto. È arrivato l’estate scorsa a parametro zero, svincolato dopo ben sette stagioni col Siviglia, il club con cui ha giocato il miglior calcio della sua carriera, dopo le altalenanti esperienze nei campionati francese (Olympique Lione) e inglese (West Ham e Tottenham).
Classe 1977, 39 presenze e 23 reti con la Nazionale del Mali, col trasferimento in Spagna nel 2005 sono arrivate la maturità e la conferma definitiva del suo talento. Accanto al brasiliano Luis Fabiano ha formato per anni una coppia d’attacco temuta in Spagna e in Europa, in grado di portare il Siviglia a competere nella Liga con Barcellona e Real  Madrid, a vincere la Coppa Uefa nel 2006 e nel 2007; a raggiungere gli ottavi di Champions League in due occasioni (2008 e 2010). Durante il periodo nella squadra andalusa, nel 2007, è stato capace di vincere anche il Pallone d’oro africano, coronamento di una carriera spesa fra Europa, Africa e, ora, Asia.
Kanouté è un centravanti completo: forte fisicamente, dalla buona tecnica e bravo con entrambi i piedi. L’età ne ha ridotto notevolmente la corsa, rendendolo un giocatore più statico e quindi dal raggio d’azione limitato. Difetto comunque non troppo penalizzante e sopperibile con l’esperienza, soprattutto considerando l’inferiorità del calcio cinese rispetto a quello europeo. I maggiori dubbi riguardano le condizioni fisiche precarie e gli infortuni che lo hanno colpito negli ultimi anni, tanto da costringerlo ad abbandonare il calcio di primo livello. Il suo punto di forza resta comunque il gioco aereo: grande abilità nel colpo di testa che gli permette di sfruttare al meglio la sua altezza (raggiunge quasi i due metri). Non si tratta però della classica torre utile solo a fare da fulcro del gioco o a finalizzare. Kanouté può agire anche in posizione più arretrata, da trequartista-suggeritore, perché unisce a piedi sensibili una buona visione di gioco.
L’inizio dell’esperienza asiatica non è stato dei migliori, e nella seconda parte della scorsa stagione in campionato ha totalizzato appena 10 presenze e 1 gol. A quasi 36 anni la sua parabola è naturalmente discendente, ma in Cina potrà togliersi ancora qualche soddisfazione (mal che vada economica, visto il consistente ingaggio annuale da 2 milioni di dollari per due stagioni). Resta un tassello (potenzialmente) fondamentale per gli ambiziosi progetti della squadra cinese. Aleksandar Stanojevic, il tecnico del Beijing, lo sa bene, e punta molto su di lui per provare a contendere la vittoria in Super League ai campioni in carica del Guangzhou Evergrande. E poi c’è la Champions League asiatica, competizione difficile e affascinante, in cui la squadra di Pechino punta a qualificarsi alla fase a eliminazione diretta: dopo due giornate guida il girone G con 4 punti alla pari degli uzbeki del Bunyodkor. Il passaggio del turno è l’obiettivo minimo, ma una volta raggiunto il Beijing potrà giocarsela senza troppa pressione, affidandosi anche all’esperienza e alla classe della sua stella in attacco. ECL ASIA

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