Michael Owen - Pallone d'oro 2001”Dopo aver giocato 89 gare con la Nazionale e aver indossato le maglie di alcuni dei club più importanti al mondo penso sia arrivato il momento di ritirarmi. Sono stato fortunato, ho avuto la carriera che sognavo”. Con queste parole Michael Owen ha annunciato il suo ritiro dal calcio professionistico a fine stagione. Lo farà tra un paio di mesi al termine del campionato di Premier League e con la maglia dello Stoke City. Il club meno blasonato tra quelli che hanno avuto in rosa l’attaccante nato a Chester il 14 dicembre del 1979, arrivato al Britannia Stadium dopo aver indossato le maglie di Liverpool, Real Madrid, Newcastle e Manchester United. L’annuncio del ritiro sorprende ma non troppo: gli infortuni che hanno condizionato gran parte della carriera del Pallone d’oro 2001 si sono ripresentati con puntualità anche in questa stagione. E così poche settimane dopo l’annuncio dell’addio al calcio giocato a fine stagione da parte dell’ex compagno del Liverpool e della nazionale Jamie Carragher, tocca a Michael Owen. Un giocatore che ha toccato il suo apice a inizio carriera.
Nelle giovanili del Liverpool dal 1991, Owen viene chiamato in prima squadra nel 1996 e al debutto ringrazia l’allora tecnico dei reds Roy Evans siglando un gol contro il Wimbledon. Con i reds avrebbe giocato sette stagioni collezionando 216 presenze e 118 reti.
Il Regno Unito lo scopre subito ma il talento di Owen è così evidente da abbagliare il mondo intero, che lo incorona fuoriclasse assoluto nel Mondiale 1998 in Francia. La partita è Inghilterra-Argentina, sbloccata da un gran gol dell’allora 18enne attaccante del Liverpool: presa palla a centrocampo, semina avversari per strada, arriva al limite dell’area, salta Chamot sulla destra e incrocia sul palo più lontano lasciando di sasso Roa. Gol memorabile. Con la maglia della nazionale seguiranno altre giornate di gloria come quella vissuta il 1 settembre 2001 quando l’Inghilterra di Sven Goran Eriksson espugnò l’Olympiastadion di Monaco 5-1 con una tripletta del giovane attaccante del Liverpool, che per i Leoni segnerà in tutto 40 gol (9 meno del recordman assoluto Bobby Charlton).
Ma forse la partita che più di tutte sintetizza le qualità del Wonderboy del calcio inglese è la finale di FA Cup del 12 maggio 2001. Al Millenium Stadium di Cardiff il Liverpool, che pochi mesi prima aveva conquistato la Coppa di Lega, viene dominato dall ‘Arsenal in lungo e in largo. Una delle finali più a senso unico mai viste. In avanti Owen non riceve praticamente mai un pallone né i compagni sono in grado di liberarsi al tiro. L’Arsenal domina ma trova il gol solo a venti minuti dalla fine con Freddie Ljungberg. Due palle due sono quelle che il Liverpool crea nell’intera gara: all’83’ e all’88’ ed è Michael Owen a metterle in rete. Un “furto” di squadra, un trionfo individuale. Se la dote primaria dei bomber di razza è sfruttare le occasioni quando capitano e quella dei campioni è salire di livello quando la posta in palio è alta, beh, Owen dimostra di possederle entrambe. Non è un caso se pochi giorni dopo arriverà anche il successo sull’Alaves nella finale di Coppa Uefa a completare il Treble, una tripletta che spianerà alla punta di diamante del Liverpool la strada verso un più che meritato Pallone d’oro. Nel 2004 viene ceduto al Real Madrid per 17 milioni di sterline (circa 25 milioni di euro). Nell’attacco dei Galacticos gioca poco ma quando viene schierato trova sempre la via della rete. Nell’autunno del 2005 torna in Inghilterra, ingaggiato dal Newcastle. Il 2006 è l’anno sicuramente peggiore: un grave infortunio nella partita contro la Svezia nel primo turno del Campionato del mondo del 2006 in Germania lo mette fuori causa per dieci mesi. Dopo 72 presenze 26 reti con il Newcastle nel 2009 passa al Manchester United che lo omaggia col numero 7 indossato da Geroge Best e più recentemente da Bryan Robson, Eric Cantona, David Beckham e Cristiano Ronaldo. Ma la scommessa di Ferguson non è delle più riuscite. Non riesce a conquistarsi un posto da titolare fisso, anche se regala ai red devils alcuni lampi del suo talento: quando segna al 96′ il gol del 4-3 per lo United nel derby di Manchester oppure quando firma una tripletta nel 3-1 sul Wolfsburg in Champions League. Lasciato libero dallo United al termine della stagione 2011-12, nell’estate scorsa sceglie di firmare per lo Stoke City. Una scelta a sorpresa ma giustificata dalla voglia di giocare con continuità. Gli infortuni non danno tregua ad Owen che gioca pochissime partite e segna solo un gol con la maglia biancorossa. Inutile proseguire. ECL EUROPA

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