Alejandro Dominguez, presidente Conmebol

River Plate indagato, vertici della sicurezza di Buenos Aires saltati e imminente incontro tra Conmebol e finaliste mai così incerto sull’esito. E’ questa la complicata (eufemismo) situazione attuale nella finale della Coppa Libertadores 2018. Dopo la gara di andata, il primo e il secondo rinvio, si attende di conoscere la nuova data (e forse il luogo) dei secondi 90′ che comunque non sarà definitiva. Proprio perché, come detto, ora, ad Asuncion, la federazione sudamericana si dovrà esprimere anche sulle eventuali responsabilità dei Millonarios dopo gli incidenti che hanno portato alla sospensione della sfida di ritorno. Un atto formale e non sorprendente, ha spiegato la Conmebol, generato automaticamente dal reclamo presentato domenica scorsa dal Boca Juniors. Il Club xeneize come si sa ha chiesto la squalifica del River e la conseguente vittoria a tavolino. Ciò vuol dire che oggi presidente della Conmebol Alejandro Dominguez stabilirà quando giocare il ritorno del Superclasico ma nei prossimi giorni il verdetto della commissione disciplinare potrebbe ancora stravolgere tutto annullando definitivamente la partita. Il River ha un giorno a disposizione per presentare una relazione che lo sollevi dalle responsabilità e magari ricevere solo una multa o una squalifica da scontare in futuro. Intanto lunedì si è dimesso il ministro della Sicurezza di Buenos Aires, Martín Ocampo, riconoscendo l’esistenza di gravi falle (zone franche che hanno consentito agli ultràs del River di mettere in atto un’autentica imboscata contro il pullman del Boca) nell’organizzazione dell’evento. LECHAMPIONS AMERICA