Samuel Eto'o (Chelsea)
Samuel Eto'o (Chelsea)
Samuel Eto’o (Chelsea)

I dubbi aumentano. Fortemente voluto da Jose Mourinho, l’arrivo di Samuel Eto’o al Chelsea non ha suscitato l’entusiasmo che a Stamford Bridge immaginavano. E dire che il tecnico portoghese non ha esitato a lasciar andare un giocatore dal futuro radioso come il 20enne Romelu Lukaku pur di garantire spazio e minuti a un 32enne che negli ultimi due anni si è allenato e ha giocato con la fame di chi si è appena alzato da tavola.
Col passaggio dall’Inter all’Anzhi Makhachkala il centravanti camerunese aveva preferito i soldi facili di una vacanza dorata alla competitività esasperata delle coppe e dei campionati maggiori (Champions, Liga, serie A) che lo avevano visto grande protagonista. I più ottimisti sostengono che il biennio russo ha lasciato parecchia ruggine su Eto’o e che quando questa verrà eliminata, l’ex bomber di Barcellona e Inter tornerà quello di sempre. Ma le sue prime uscite col Chelsea non giustificano tanto ottimismo. Impacciato, spesso fuori posizione e quasi mai lucido nelle (poche) conclusioni, il camerunese sembra aver imboccato il viale del tramonto. In questi casi non si torna indietro: l’esperienza con l’Anzhi risulterà la prima tappa di un declino irreversibile. Il giocatore capace di pressare incessantemente la difesa avversaria e riproporsi in continuazione per i passaggi dei compagni non si vede quasi mai, e nelle poche occasioni in cui si rivede qualcosa sembra quasi che Eto’o stia facendo il verso a se stesso. Insomma una riedizione patetica e imbarazzante del giocatore che fu. L’interessato nega: “Il calcio inglese è molto fisico e mi sto abituando. Sono arrivato da poco, ma sto lavorando per migliorare il mio livello e ci riuscirò”. Per ora Eto’o sta ripercorrendo il cammino di George Weah, spedito in prestito dal Milan nel 2000 e incapace di imporsi sia coi blues che con la maglia del Manchester City l’anno dopo. Il campione non c’era più ma lo si sarebbe capito solo a distanza di tempo. ECL EUROPA

 

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