Nonostante i tentennamenti di facciata del diretto interessato, il Manchester City è sicuro: «Ormai siamo vicinissimi a Kakà». 

Le sirene inglesi distraggono KakàFrasi che rassicurano o frasi che mettono dubbi e brividi? «Voglio invecchiare al Milan e diventarne fra qualche anno il capitano». Così si è espresso Ricardo Kakà pochi giorni fa dopo la notizia di una eccezionale, quasi irrinunciabile, offerta del club inglese a quello di via Turati per portare Oltremanica il brasiliano. Svelate le cifre ufficiali dell’operazione che sarebbe la più costosa di tutti i tempi: 120 milioni di euro al club rossonero e 220.000 euro a settimana al gioiello verdeoro. Importi con tanti zeri per tutte le parti in causa. «Stiamo presentando i nostri piani al giocatore – ha rivelato Mark Bowen, assistente di Mark Hughes manager dei Citizens – e speriamo di ingaggiarlo. Crediamo che l’accordo sia vicino. Ovviamente è stata una sorpresa per tutti, ma la trattativa va avanti da tempo. Non so quanto siamo vicini all’accordo ma la nostra convinzione è che ci siano ottime possibilità che Kakà diventi un nostro giocatore».
Che dire? Il 26enne brasiliano ha dichiarato di voler “invecchiare” nel Milan, ma nel frattempo suo padre, che è anche il suo procuratore, ha ottenuto il permesso dal Milan di incontrarsi con gli emissari del City. Il consigliere di Kakà Diogo Kotscho ha confermato lo stato avanzato della trattativa: «Nulla è impossibile, se il Milan ci lascia trattare con il City scopriremo cosa ci offrono. Non è solo una questione di soldi, vogliamo verificare i piani del Manchester City, se vogliono davvero diventare un club di livello internazionale».
L’ex Pallone d’oro per trasferirsi in Inghilterra pretende di gestire autonomamente i diritti d’immagine; che Sheikh Mansour resti per tutta la durata del suo contratto il proprietario del club, garantendo grossi investimenti ogni estate; che il City si qualifichi in Champions League nel giro di due anni e che l’amico Robinho non venga ceduto. Qualora anche una sola di queste condizioni venisse disattesa – secondo il tabloid britannnico Daily Mail – Kakà potrebbe chiedere di essere ceduto ad un prezzo prestabilito, che diminuirebbe anno dopo anno.
Una montagna di voci che, se reale, non dovrebbe lasciar dormire sonni tranquilli al popolo milanista. Possibile che una stagione senza la Champions League abbia dato così tanta importanza a un bel progetto (almeno sulla carta), di una squadra britannica che oggi come oggi naviga nelle zone basse della Premier, e che quindi il prossimo anno non giocherà la massima competizione europea? No, è solo una questione di soldi, di tanti soldi, che forse fanno più gola di una fascia da capitano indossata da vecchi. Ma in questa trattativa l’impressione è che più che la volontà del giocatore conti quella del Milan, per una volta più interessato alla cassa immediata (con quei soldi ci rifai mezza squadra) che preoccupato dal danno d’immagine (ora si sa: c’è chi può venire a Milanello e prendersi i giocatori migliori). Il ridimensionamento o la rinascita parte da qui. ECL