Come nei sogni: minuto 94, l’Al Ahly conduce dal 14′, per la squadra di casa è l’ultimo pallone della partita, Thabo Matlaba ai venti metri si accentra, salta un avversario e spara un rasoterra che attraversa tutta l’area e si infila, quasi rallentando, nell’angolo basso più lontano: 1-1 e fischio finale. Una di quelle conclusioni della disperazione che di solito finiscono in curva o sui piedi degli avversari e che stavolta ha mandato in visibilio un intero stadio e tenuti aperti i giochi in vista della finale di ritorno.
Diciotto anni. Tanto era passato dalla prima e unica apparizione degli Orlando Pirates nella finale della Champions africana. Nel 1995 i Pirates conquistarono la coppa superando in finale gli ivoriani dell’Asec Mimosas, stavolta l’avversaria è la detentrice del trofeo, la squadra più vincente della storia del calcio africano: l’Al Ahly, sette volte campione d’Africa e in predicato di raggiungere a breve quota otto. La tifoseria sudafricana ha celebrato l’evento al meglio, sostenendo i Pirates in modo incessante e regalando un colpo d’occhio da brividi: nessun posto libero nello splendido Orlando stadium, impianto ancora all’avanguardia come tutti gli stadi costruiti o ristrutturati per la Coppa del Mondo 2010. La finale di andata della CAF Champions League 2013 rappresenta la terza sfida stagionale tra Pirates e Al Ahly: nella fase a gironi i sudafricani riuscirono nell’impresa di vincere 3-0 in Egitto, per poi pareggiare 0-0 in casa. Precedenti incoraggianti per la squadra di casa ma che l’eterno Mohammed Aboutrika si premura di cancellare dopo un quarto d’ora con un perfetto calcio piazzato. L’1-0 firmato dal 34enne campione egiziano mette sulla finale il timbro di uno dei giocatori che hanno fatto davvero la storia del calcio africano. Quella di Aboutrika è una leggenda infinita: non solo icona, leader, ma ancora campione in grado di decidere le partite e i gol (sempre pesanti) realizzati in questa Champions ne sono la conferma.
Il vantaggio mette i campioni uscenti nella condizione di amministrare la partita nel modo più congeniale, giocando di rimessa. Il secondo tempo vede la squadra di casa cominciare con ben altro passo: i Pirates attaccano in massa, mentre i campioni in carica faticano a contenere le penetrazioni, soprattutto al centro, di centrocampisti e del trio di attaccanti sudafricani. Al 58′ Ekramy è bravissimo a salvare con la punta delle dita sul potente rasoterra dai 20 metri di Jali. I tutti neri si portano in avanti e concedono spazi al contropiede egiziano che però difetta di precisione nell’ultimo passaggio o al momento di concludere. Col passare dei minuti la pressione dei padroni di casa cala e l’1-0 per l’Al Ahly sembra ormai in cassaforte. Ma nell’ultima giocata del quarto e ultimo minuto di recupero concesso dall’arbitro algerino Haimoudi gli egiziani restituiscono un po’ della fortuna avuta in semifinale contro il Cotonsport e vengono puniti dal gol-miracolo di Matlaba. Domenica prossima in Egitto la gara di ritorno: una finale ancora aperta. Non potranno accontentarsi di uno zero a zero, ma i Pirates ora ci credono: nelle tre sfide stagionali coi campioni uscenti non hanno mai perso. Il sogno sudafricano di bissare il successo del ’95 continua. LECHAMPIONS AFRICA

CAF Champions League 2013 – Finale di andata / Johannesburg, Orlando stadium

ORLANDO PIRATES-AL AHLY 1-1 (0-1)

Orlando Pirates: Meyiwa, Jele, Matlaba, Mahamutsa, Gcaba, Jali, Manyisa, Myeni (Makola 76′), Segolela, Klate, Bacela (Mbesuma 82′). Allenatore: Roger De Sa
Al Ahly: Ekramy, Abdel-Fadil, Gomaa, Naguib, Moawad, Fathi, Ashour, El-Said (Shedid 90′), Soliman, Aboutrika (Rabia 81′), Abdel-Zaher (Da Sylva 65′). Allenatore: Mohamed Youssef

Arbitro: Djamel Haimoudi (Algeria)
Reti: Matlaba 94′; Aboutrika 14′
Ammoniti: Jali; Moawad

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