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Ferguson presenta la sua autobiografia

La seconda autobiografia di Alex Ferguson (comprende il periodo che va dal 1999 al 2013) è il fatto del giorno in Inghilterra e rischia di restarlo a lungo. Pensieri, aneddoti e valutazioni di un grande manager come Ferguson non possono essere ignorati né dagli addetti ai lavori né tanto meno dai tifosi e dai destinatari di giudizi decisamente espliciti.
Sir Alex Ferguson non è il verbo, ma questa è la sua autobiografia e bene ha fatto a non annacquarla in nome del politically correct. Evitare di urtare l’altrui suscettibilità è il modo migliore per condannare un libro a fine prematura. Quello di Fergie merita di essere letto per intero: ha detto con la consueta franchezza quel che pensa sia dei suoi ex giocatori che degli avversari.

La cosa migliore sarebbe stata probabilmente non rispondere. Ma quasi nessuno si è astenuto: c’è chi come Roy Keane l’ha presa molto male, chi come Mark Bosnich ha preferito ringraziare per essere stato comunque menzionato. Tutti hanno contribuito a generare un’enorme pubblicità. Se replica doveva esserci si può dire che Brendan Rodgers se l’è cavata abbastanza bene: nessuna difesa personale, legittima tutela del Liverpool, dei suoi giocatori (Gerrard e Henderson) e un parere non banale sull’opportunità …continua sul blog

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