

Prima versione: “Non mi sentivo mentalmente pronto ad entrare in campo e l’ho detto a Mancini”. Seconda versione: “Non è vero che mi sia rifiutato di entrare in campo, dev’esserci stato un malinteso”. Il rifiuto di Carlos Tevez di entrare in campo nella ripresa ha ridimensionato la lezione impartita dal Bayern al Manchester City, ora più preoccupato di risolvere l’ultima grana piantata dall’argentino. “Per quanto mi riguarda con noi ha chiuso. Per due anni gli ho dato una mano, ora non più: un giocatore non può rifiutarsi di andare in campo, è una mancanza di rispetto verso me, i tifosi, i compagni. Ma ve lo immaginate un giocatore di Milan, Barcellona o Manchester United comportarsi così?” è il commento di Roberto Mancini, che ha già individuato l’unica soluzione possibile: la cessione. A chiunque.
Dopo la prima mezzora ad armi pari, con la squadra inglese che poteva reclamare due rigori provocati dall’ex Jerome Boateng ma non sanzionati dall’arbitro ungherese Kassai, il Bayern ha messo a segno un uno-due micidiale con Mario Gomez al 38′ e nei minuti di recupero della prima frazione. Doppietta definitiva. In avvio di ripresa i bavaresi – che in un’estate hanno trasformato una difesa colabrodo in una muraglia pressoché invalicabile (l’unico gol subito dal Bayern in questa stagione resta quello siglato il 7 agosto scorso dal Borussia Moenchengladbach: Neuer non prende gol da 928 minuti) – hanno spinto sull’acceleratore, arrivando al tiro con ancora più facilità. Il timore della goleada deve aver spinto Mancini a inserire il mastino De Jong al posto di un impalpabile Dzeko, che non ha trovato di meglio che contestare il cambio. Comportamento non apprezzato dal tecnico italiano: “Capisco la sua delusione ma non doveva permettersi. Ci parlerò. Di certo, tra me e lui, avrei dovuto essere io quello deluso, vista la prestazione. Ho fatto una scelta tattica che mi sembrava giusta ed era mio dovere farla”. Effettivamente l’inserimento di De Jong e poi quello di Milner hanno ridotto gli spazi agli uomini di Heynckes, paghi di un risultato che li conferma come una delle minacce più concrete al trono del Barcellona. Nel girone A il primo posto dei bavaresi non è in discussione, mentre City e Napoli (2-0 al San Paolo sul Villareal) si giocheranno la seconda piazza, con gli spagnoli destinati al ruolo di vaso di coccio nel girone di ferro.
Nel girone B l’Inter vendica la sconfitta di San Siro nella prima giornata, andando a vincere a Mosca in casa del Cska: 3-2 e secondo posto in classifica per i nerazzurri di Ranieri, che seguono di un punto il Trabzonspor che grazie a un rigore trasformato da Colman a un quarto d’ora dal termine ha pareggiato la sfida col Lille. Per la seconda volta di fila i campioni di Francia non riescono a difendere il vantaggio accumulato. Una classifica che è facile prevedere verrà presto rivoluzionata: l’Inter resta la squadra più forte e il Trabzonspor quella meno attrezzata, mentre il grande potenziale offensivo di Lille e Cska è limitato da difese mediocri.
Work in progress anche nel girone C, dove il Manchester United dopo due giornate si ritrova sorprendentemente terzo alle spalle di Basilea e Benfica (1-0 in casa dei rumeni dell’Otelul Galati). Dopo il pareggio di Lisbona la squadra di Ferguson si fa imporre il pari anche dagli svizzeri all’Old Trafford. Sopra 2-0 dopo 17 minuti grazie a una doppietta del sempre più convincente Welbeck (il prestito al Sunderland gli ha giovato: ha aggiunto concretezza e determinazione a un bagaglio tecnico di prim’ordine), lo United per una volta dimentica di finire l’avversario e nella ripresa da 2-0 si ritrova 2-3 (Fabian Frei al 58, Alexander Frei al 60′ e al 76′ su rigore). L’incredibile rimonta della squadra allenata da Torsten Fink viene, in parte, vanificata al 90′, quando Ashley Young viene lasciato libero di battere Sommer da distanza ravvicinata.
Nessuna sorpresa nel girone D, dove Real Madrid e Lione rispettano il pronostico che le voleva “certe” degli ottavi. I madrileni liquidano l’Ajax con un 3-0 che porta le firme dei tre assi portati da Florentino Perez al Bernabeu due stagioni fa: Cristiano Ronaldo, Kakà e Benzema. Per una volta i tre tenori hanno cantato in coro, ispirando il resto della squadra: splendido, per velocità e precisione, il contropiede Ozil-Benzema-Ronaldo che ha sbloccato il risultato al 25′. Un gol che ha chiuso una partita mai iniziata. I talentini dell’Ajax confermano di poter avere un futuro nel calcio ma non un presente: a Frank De Boer si chiede praticamente di affrontare la Champions League con una squadra primavera. Pia illusione sperare di raggiungere gli ottavi: gli olandesi dovranno giocarsi il terzo posto, e l’accesso ai sedicesimi di Europa League, con la Dinamo Zagabria, sconfitta 2-0 a Lione (splendido pallonetto di Gomis al 23′ e Koné al 42′). ECL EUROPA
UEFA Champions League 2011-12 / Il programma della seconda giornata della fase a gironi
Martedi 27/09/2011
CSKA Mosca-Inter 2-3
Bayern Monaco-Manchester City 2-0
Napoli-Villarreal 2-0
Lione-Dinamo Zagabria 2-0
Real Madrid-Ajax 3-0
Trabzonspor-Lille 1-1
Otelul Galati-Benfica 0-1
Manchester United-Basilea 3-3
Mercoledi 28/09/2011
Zenit-Porto
Valencia-Chelsea
Leverkusen-Genk
Marsiglia-Borussia Dortmund
Milan-Viktoria Plzen
Shakhtar Donetsk-APOEL
BATE Borisov-Barcellona Nicosia
Arsenal-Olympiacos
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