Sono bastati appena sette mesi allo Spartak Mosca per mettere da parte l’allenatore danese.

Michael Laudrup: a Mosca poche luciI propositi di calcio offensivo e bel gioco, tanto sbandierati al momento della presentazione («Abbiamo preso Laudrup perché vogliamo divertirci») sono stati accantonati dalla dirgenza moscovita di fronte ai risultati deludenti messi insieme sotto la guida dell’ex fantasista di Juventus e Barcellona. Altro che inizio di un ciclo, a Laudrup non è stato nemmeno il tempo di ambientarsi e assemblare la squadra secondo le sue idee.
Dopo aver concluso all’ottavo posto il campionato scorso, lo Spartak ha vinto solo una delle prime quattro gare del torneo appena iniziato. Cammino deludente certo ma troppo breve per troncare un rapporto. Ma così vanno le cose nella Russia di oggi: qui Alex Ferguson sarebbe durato due settimane altro che vent’anni. L’epilogo dell’avventura russa per Laudrup è arrivato giovedì scorso nel derby moscovita della coppa nazionale, dove lo Spartak è stato eliminato dalla Dinamo con un secco 3-0.
La squadra è stata affidata momentaneamente all’ex nazionale russo Valeri Karpin (da giocatore stella dello Spartak e del Real Sociedad), che sino a ieri occupava il ruolo di direttore generale del club. ECL