Waldemar Victorino (Nacional)

A 71 anni è morto Waldemar Victorino. Un suicidio (che parrebbe) arrivato dopo un periodo contrassegnato da difficoltà economiche. Un altro epilogo tragico di una stella del calcio uruguaiano, che segue di qualche mese quello di Fabian O’Neill, che anche lui in Italia aveva associato il suo nome alla maglia del Cagliari.

Grazie al calcio e in particolare al Nacional, la loro squadra del cuore, entrambi avevano saputo affrancarsi da condizioni difficili, nelle quali però si sono però ritrovati al termine della carriera da calciatore.

Il parallelo finisce qui, perché Victorino e O’Neill hanno avuto percorsi e successi molto diversi. Emblematica la tappa comune di Cagliari. Un’esperienza da dimenticare per Victorino: arrivato nella stagione 1982-83, assieme alla stella peruviana Julio Cesar Uribe, come bomber di livello mondiale, si rivela incapace di trovare il gol e di mantenere il posto da titolare in campionato (zero reti in dieci presenze). Un fallimento clamoroso quanto impensabile. Il contrario di quanto sarebbe successo ad O’Neill: accolto con disinteresse e perplessità, ha finito per affermarsi come uno dei giocatori di maggior talento della storia del club isolano.

Se a Cagliari le reti di Victorino non sono mai state viste, ad eccezione delle due segnate in Coppa Italia, è proprio ai gol che il campione di Montevideo ha legato il proprio nome, pur avendo iniziato la carriera da centrocampista nelle file dell’Atletico Cerro.

Waldemar Victorino (Nacional), coppa Intercontinentale 1980
Waldemar Victorino (Nacional), uomo-gol della coppa Intercontinentale 1980

Sono i gol realizzati da centravanti quelli che lo hanno iscritto nella storia del calcio uruguagio e in particolare del Nacional Montevideo, per cui nell’agosto 1980 aveva firmato il successo nella Coppa Libertadores contro l’Internacional di Porto Alegre di Paulo Roberto Falcao e nel febbraio 1981 nella finale di Coppa Intercontinentale contro il Nottingham Forest di Brian Clough. La finale si disputa a Tokyo e le gesta di Victorino colpiscono l’immaginazione di Yoichi Takahashi, che lo ripropone nel cartone animato “Holly e Benji”, come “Ruben Pablo Victorino”. Quella finale è anche la prima edizione della Toyota Cup, che vede proprio in Victorino l’uomo-partita, premiato con la consegna di un auto dal nuovo sponsor automobilistico del torneo.

Gol decisivo nella finale di Libertadores e gol decisivo in quella di Intercontinentale: ne sarebbe bastato uno solo per ottenere l’immortalità calcistica. Victorino invece va oltre: tra i due gol nei successi più prestigiosi della storia del Nacional, c’è spazio per quello del 2-1 nella finale contro il Brasile, disputata nel Centenario di Montevideo per celebrare i cinquant’anni della Coppa del Mondo. Dopo essere andato a segno nei 2-0 inflitti nel girone eliminatorio a Olanda e Italia, il bomber della Celeste completa il tris con il 2-1 decisivo a dieci minuti dai supplementari nella finale contro il Brasile di Socrates, Oscar, Junior e Cerezo. Rete che gli vale il trionfo e il titolo di capocannoniere del torneo.

L’ultimo grande acuto arriva in Ecuador nel 1987, con la maglia della Liga de Portoviejo, dove conquista il titolo di capocannoniere del torneo con 23 reti. Chiude la carriera in Perù col Defensor Lima nel 1988-89, con 7 reti e un quinto posto finale. Le ceneri di Victorino saranno sparse a Montevideo nello stadio del Nacional, il Gran Parque Central. LECHAMPIONS AMERICA

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