
Le tante discusse vittorie di ‘corto muso’, citate tempo fa da Massimiliano Allegri e ultimamente frequenti in serie A, hanno dato ampia dimostrazione anche ieri in Champions League. Modo di dire spiegato (male) da addetti ai lavori e non come i successi di misura e (bene, dall’attuale tecnico della Juventus) come tipica frase usata nelle gare ippiche per indicare una vittoria per minimo distacco, corrispondente al muso del cavallo. Aldilà del significato vero, il calcio attuale lo vede come la concretezza finalizzata all’obiettivo più importante che sfida la bellezza e la ‘produzione’ del gioco basi con cui quasi sempre lo stesso obiettivo si raggiunge. E così, almeno per una sera, gli amanti di Pep Guardiola devono tacere: l’Atletico Madrid a Manchester e il Benfica ad Amsterdam conquistano i quarti di finale con un doppio 1-0 ai danni dello United di Cristiano Ronaldo (terza uscita agli ottavi di finale consecutiva per lui, le precedenti in maglia Juve) e dell’Ajax. Inglesi e olandesi erano i favoriti della vigilia forti non per i pareggi con reti ottenuti fuori casa nei primi 90′ (regola del gol siglato fuori casa che vale doppio abolita) ma per il fatto di giocare tra le mura amiche. Non è stato sufficiente nonostante i netti predomini e le diverse occasioni da rete (sprecate). E così ci hanno pensato Renan Lodi da una parte (infilato de Gea al minuto 412 su grande assist di Griezmann) e Onana dall’altra (paperissima in occasione del gol decisivo di Nunez al minuto 77) a far sorridere gli spagnoli di Simeone (Oblak il migliore in campo dei suoi) e i portoghesi di Verissimo. Stasera le ultime due sfide degli ottavi di finale: a Torino scendono in campo Juve e Villareal (andata 1-1), a Villeneuve d’Ascq Lilla e Chelsea (0-2). Calcio champagne o corto muso? LECHAMPIONS EUROPA
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