Xavi (Barcellona)
Xavi (Barcellona)
Xavi: la mente del Barcellona

Due ko di fila nel momento più importante della stagione. Il Barcellona arriva alla semifinale di ritorno di Champions League col Chelsea di Roberto Di Matteo nelle peggiori condizioni possibili. Tre giorni dopo aver perso a Stamford Bridge per 1-0 un match dominato per lunghi tratti, i campioni d’Europa hanno perduto 2-1 al Camp Nou la sfida-campionato col Real Madrid. E proprio nel momento in cui ci si apprestava a lanciare l’attacco decisivo per ripetere il tris da sogno realizzato nel 2009, tornano alla mente i brutti ricordi della remuntada fallita due anni fa contro l’Inter di Jose Mourinho. Non solo: l’unica volta che in semifinale il Barca è riuscito a rimontare la sconfitta dell’andata risale al 1986, quando al Camp Nou Alexanco e compagni restituirono al Goteborg il 3-0 subito in Svezia nei primi novanta minuti per poi qualificarsi ai rigori (che sarebbe stati però fatali nella finale con lo Steaua).
Il tecnico blaugrana Pep Guardiola non ha fatto alcun cenno ai ricorsi storici, ha cercato piuttosto di minimizzare il peso della sconfitta col Real: “Prima o poi doveva capitare di perdere una partita con loro. Anzi rispetto ad altre sfide siamo riusciti a creare più occasioni da gol ma non siamo stati precisi. Il che può capitare a una squadra che da quattro anni gioca ogni competizione senza mai risparmiarsi”. Vero. Come è vero che il Chelsea nell’ultima partita di campionato contro l’Arsenal (0-0) ha fatto riposare quasi tutti i titolari.
Insomma la gara di ritorno è stata preparata dalle due squadre in maniera molto diversa e anche gli stati d’animo sono agli opposti. Ai blues aver portato a termine i primi 90 minuti senza subire gol ha dato la carica e la convinzione di poter ripetere l’exploit al Camp Nou. Il gol di Drogba è una gran dote, fondamentale quanto sapere che per Terry e compagni è possibile tenere all’asciutto Messi e Iniesta.
L’euforia inglese è accresciuta dalla paura catalana. Evidente dopo l’harakiri contro il Real Madrid al Camp Nou, che ha fatto passare i campioni uscenti dal possibile meno uno a meno sette: distacco che praticamente consegna la Liga al Real con largo anticipo. Il Barcellona arrivato alla doppia sfida col Chelsea non è una squadra logora ma appannata. Nelle settimane precedenti i risultati hanno nascosto l’evidente calo di forma di alcuni uomini chiave, chiamati ora a fronteggiare lo spettro di veder svanire in 72 ore Liga e Champions. Guardiola fa leva sull’orgoglio dei suoi: “Ci è capitato altre volte di subire dei ko. Abbiamo sempre dimostrato di saperci risollevare. I ragazzi dovranno essere bravi anche stavolta: quella contro il Chelsea sarà la partita che segnerà la nostra stagione”. L’eliminazione spalancherebbe le porte a critiche inimmaginabili solo una settimana fa e che invece stanno iniziando a sentirsi: la manovra è diventata prevedibile; Xavi e Puyol stanno invecchiando; la squadra è Messi-dipendente; Piqué deve giocare; Valdes non è un gran portiere. Col Chelsea il Barca di Guardiola non si gioca “solo” una finale di Champions, ma – come già accaduto in passato – la difesa di una filosofia che l’ha portata nell’olimpo del calcio. Resta una delle squadre migliori di sempre. Comprensibile l’invidia dei rivali e la voglia di rompere quel giocattolo. Perfetto sino a qualche giorno fa. ECL EUROPA

Uefa Champions League 2011-12 – Ritorno Semifinale / Barcellona, Camp Nou ore 20,45

Barcellona: Valdés; Puyol, Piqué, Mascherano; Xavi, Busquets, Iniesta; Dani Alves, Fábregas, Messi, Sánchez. All. Guardiola.
Chelsea: Cech; Ivanovic, Terry, Cahill, Cole; Ramires, Mikel, Lampard, Meireles, Mata; Drogba. All. Di Matteo.

Arbitro: Cakir (Turchia)

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