Il momento chiave di Beijing-Seoul: l'espulsione di Choi Hyo-Jin
Il momento chiave di Beijing-Seoul: l'espulsione di Choi Hyo-Jin
Il momento chiave di Beijing-Seoul: l’espulsione di Choi Hyo-Jin

La sintesi del match fra Beijing Guoan e FC Seoul potrebbe essere contenuta nel diverso atteggiamento con cui hanno vissuto la partita gli allenatori delle due squadre. Stanojevic si agita, gesticola, accompagna con il corpo le azioni del Beijing, si gira verso la panchina e impreca agli errori dei suoi; il tecnico ospite Choi Yong-Soo è molto concentrato, osserva il campo con le dita appoggiate al mento e l’espressione serafica. Alla vigilia aveva dichiarato di non aver chiesto consigli al collega Hwang Sun-Hong del Pohang Steelers, che aveva sfidato due volte il Beijing nel gruppo G. Al contrario di Stanojevic, che invece ammette di aver parlato con Okuka, allenatore del Jiangsu Sainty, avversario del Seoul nella fase a gironi dell’AFC Champions League 2013.
Nonostante la trasferta – e un pubblico di casa numeroso ed entusiasta – sono i coreani a mostrare in campo maggiore confidenza. Il Seoul è bravo nella circolazione della palla, e i suoi scambi di prima nello stretto mettono in difficoltà la difesa del Beijing. La squadra di Stanojevic è un po’ tesa, e si vede. Attende in difesa e cerca di ripartire veloce, con Kanouté che torna spesso a prendere palla a centrocampo, sia al centro che sulle fasce, per provare il lancio a sfruttare la velocità del compagno d’attacco Guerron. Dopo venti minuti di studio è il Beijing ad andare vicino al vantaggio: Zhang Xizhe, decentrato a sinistra in area, controlla benissimo un lancio dalle retrovie, riesce a liberarsi di un giocatore e prova a piazzarla di destro sul lato opposto, ma il pallone esce di poco. Il Seoul risponde qualche minuto più tardi con Damjanovic: il forte attaccante serbo conquista palla nella trequarti avversaria, parte in slalom (saltando due avversari) e spara una botta dal limite che finisce alta non di molto sopra la traversa.
La partita è tutt’altro che spettacolare, e si assesta su ritmi lenti accendendosi soltanto con alcune fiammate da entrambe le parti. Si lotta molto, questo sì. Specie a centrocampo, zona nevralgica dove la furiosa ricerca di recupero del pallone con rilancio immediato dell’azione costituisce la strategia principale attuata da Stanojevic. Strategia che però non dà i frutti sperati.
A queste condizioni il cosiddetto bel gioco latita: le emozioni pure. In campo si vede soprattutto molto equilibrio, e non migliora le cose l’infortunio capitato alla mezz’ora a Escudero, che rimedia uno strappo alla coscia durante uno scatto, mentre prova a raggiungere un lancio troppo lungo. L’ala sinistra del Seoul, con i suoi tagli al centro, pareva uno dei giocatori capaci di giocate risolutive, invece deve uscire e al suo posto entra il giovane Yun Il-Lok.
La trama del match comunque rimane la stessa. Il Seoul manovriero prova a creare occasioni pericolose ma gli spazi sono chiusi dall’organizzazione difensiva del Beijing. Mentre il pressing aggressivo portato dagli uomini di Stanojevic è efficace ed eseguito con idee ben chiare. Si pressa alto e si dà subito palla a Kanouté; poi è lui a provare il passaggio smarcante per il rapido Guerron o uno dei centrocampisti che a turno s’inserisce. Sul finire della prima frazione è proprio il maliano a rubar palla sulla trequarti e servire l’accorrente Wang Xiaolong: il suo tiro è ribattuto dalla difesa, ma la palla è ancora viva e arriva a Guerron, che però spara addosso a Kim Yong-Dae, bravo a bloccare a terra.
Una svolta alla partita prova a darla pure l’arbitro, il libanese El Haddad. Dopo un’ora di gioco decide di punire un intervento veniale di Choi Hyo-Jin: per lui è quindi il secondo, immeritato, giallo (discutibile anche il primo) e il Seoul si ritrova a giocare in dieci l’ultima mezz’ora. Il Guoan aumenta così l’intensità dei suoi attacchi e mantiene il possesso palla ma con scarsi risultati. Il Seoul è solido anche in difesa (grande partita di Adilson), sempre ordinato e riesce a tenere, provando pure qualche sortita in attacco. Al triplice fischio lo 0-0 lascia aperto il discorso qualificazione, ma premia la prestazione della squadra di Yong-Soo, per larghi tratti in controllo della gara e capace di resistere con un uomo in meno per quasi tutto il secondo tempo. Il modo in cui Kanouté scuote la testa, al momento della stretta di mano finale agli avversari, lascia invece trasparire la delusione e forse anche il realismo di chi pensa di avere perso una buona occasione. Fra una settimana il ritorno in Corea del Sud sarà probabilmente una partita diversa da quella vista a Pechino. ECL ASIA

AFC Champions League 2013 – Andata degli Ottavi di finale / Pechino, Stadio dei Lavoratori

BEIJING GUOAN-FC SEOUL 0-0

Beijing Guoan: Yang Zhi; Zhou Ting, Lang Zheng, Zhang Xinxin, Xu Yunlong; Matic, Wang Xiaolong, Zhang Xizhe, Piao Cheng; Kanouté, Guerron. Allenatore: Aleksandar Stanojevic
FC Seoul: Kim Yong-Dae; Kim Jin-Kyu, Choi Hyo-Jin, Adilson, Kim Joo-Young; Kim Chi-Woo, Ha Dae-Sung, Ko Myong-Jin, Ko Yo-Han (57′ Molina); Escudero (36′ Yun Il-Lok), Damjanovic. Allenatore: Choi Yong-Soo

Arbitro: Andre El Haddad (Libano)
Ammoniti: Lang Zheng; Kim Jin-Kyu
Espulsi:  Choi Hyo-Jin (61′)

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