Thomas Muller (Bayern Monaco). Photo credit: © DFL DEUTSCHE FUSSBALL LIGA Thomas Muller (Bayern Monaco). Photo credit: © DFL DEUTSCHE FUSSBALL LIGA

Filotto Bayern, il Barcellona non c’è più

Peggio, molto peggio del 4-0 patito ad Anfield un anno fa. L’8-2 subito dal Barcellona contro il Bayern è l’umiliazione finale che chiude il ciclo dei blaugrana. Per Messi e compagni la stagione finisce a mani vuote. La parola fine la scrive il Bayern Monaco, alla 20ma vittoria consecutiva in stagione: una striscia iniziata il 16 febbraio con il 4-1 in campionato sul Colonia e prolungata con i recenti successi contro Chelsea e Barca a Lisbona.
Erano i quarti di finale della Champions League 2020, ma sembrava la semifinale del Mondiale 2014. Come allora tanta l’attesa per la sfida tra le due squadre più blasonate rimaste in gara. E come allora, l’attesa si rivela ingiustificata. Troppo il divario tra le sfidanti. Il Barcellona è stato annichilito dal Bayern come il Brasile nel 7-1 inflitto dalla Germania (che, tra l’altro, schierava tre giocatori presenti anche oggi: Neuer, Müller e Boateng). Nel calcio il ko tecnico non esiste ma mai come in queste occasioni se n’è sentito il bisogno. Sono bastati pochi minuti per capire che tra Barcellona e Bayern non ci poteva essere partita.
Al 4′ Thomas Muller sblocca il risultato dopo un uno-due con Lewandowski. Tre minuti e il Barcellona pareggia grazie all’autogol di Alaba. L’1-1 dopo sette minuti è la giusta fotografia dell’avvio scoppiettante e vibrante del quarto di finale più nobile. Ma la sfida tra i pesi massimi del calcio europeo si spegne proprio nel momento in cui dovrebbe decollare. Nei 25 minuti successivi il Barcellona concentra il peggio di una stagione deludente sul piano del gioco e dei risultati. Non era il Bayern l’avversario che poteva graziare le carenze blaugrana.
Al 21′ Ivan Perisic riporta i bavaresi in vantaggio. L’azione parte da Thiago che serve Gnabry centralmente, l’ex Arsenal di esterno lancia Perisic che con un tiro-cross trova la deviazione fatale di Ter Stegen. Al 27′ arriva il 3-1 tedesco: Gnabry realizza il 3-1 ma la perla è l’assist di Goretzka, un esterno delizioso. Al 31′ Muller firma il 4-1 e la doppietta personale con un anticipo da rapace d’area e dà il colpo di grazia ai blaugrana. Il poker tedesco mette a nudo la fragilità catalana: attacco inesistente, centrocampo che non filtra e difesa che non regge la minima pressione.
Al 57′ un assolo di Luis Suarez, l’unico tra gli spagnoli a lottare, regala il 2-4 al Barcellona, mitigando almeno sul piano numerico la lezione subita. La debacle blaugrana assume le proporzioni corrette con le reti di Kimmich al 63′, di Lewandowski all’82’ e dell’ex Coutinho all’85’ e all’89’, che fissano sull’8-2 il successo tedesco.
Il Bayern vola in semifinale dove affronterà la vincente tra City e Lione. Nonostante la dimostrazione di forza odierna l’approdo del Bayern in finale non è scontato. Così come le elezioni anticipate per la presidenza del club catalano, invocate a fine gara da Pique. Decisamente più sicuro l’esonero di Setien, secondo allenatore del Barcellona in stagione a pagare il caos societario, le incongruenze tattiche e uno spogliatoio diventato una polveriera, con tante primedonne e pochi veri leader. Nel momento del bisogno anche i Messi scompaiono. LECHAMPIONS EUROPA